Steep: Road to Olympics - recensione

Con gli sci in spalla verso l'Oriente.

di Michele Sollazzo. Pubblicato 7 dicembre 2017

L'anno scorso Ubisoft se ne uscì all'improvviso con l'annuncio di un titolo inaspettato dai più, Steep, un simulatore di sport estremi da praticare in montagna come i classici Sci e Snowboard, ma anche i ben più pericolosi parapendio e discesa con tuta alare. Un annuncio in sordina, con una data precisa fissata allo scadere dei sei mesi successivi e che, contrariamente a quanto siamo abituati di solito, venne tranquillamente rispettata: a dicembre dello scorso anno abbiamo infilato gli scarponi virtuali e ci siamo gettati a capofitto sulle discese e i dirupi delle Alpi. Inaspettato, vero, eppure a pensarci bene Ubisoft è andata a colmare un vuoto che nel panorama moderno è presente, anche da diversi anni, ovvero quello degli sport estremi invernali. Il ricordo va ovviamente a quando questi titoli erano best seller sulle console da pochi bit e, nello specifico, quelli che riportavano sulle copertine gli inconfondibili cinque cerchi che rappresentano le Olimpiadi. Con una mossa forse più prevedibile del suo annuncio originale, Steep si toglie il casco a forma di renna e indossa la tuta delle belle occasioni: si parte per la conquista di PyeongChang.

PyeongChang è sempre più vicina, iniziate il riscaldamento.

Precisamente un anno fa ci siamo avventurati nelle maestose e soffici montagne che Steep propone in tante varianti, purtroppo mai con troppa gioia, visto che la doppia anima del gioco o per meglio dire l'anima divisa, non ci ha mai convinto fino in fondo. Troppo simulativo per sollazzarci con la spensieratezza e l'assurdità di un SSX o un Tony Hawk, troppo arcade per farci accanire per la chiusura del trick definitivo a là Skate, destreggiandoci come un pianista sul pad. Questa mancata scelta radicale, fatta da Ubisoft Annecy, lasciò Steep nel limbo dei giochi belli ma non eccezionali, e aggiungeremmo anche anonimi, data la mancanza di una storia vera e propria a legare una competizione con l'altra. Ora però il discorso cambia: le Olimpiadi coreane sono sempre più vicine (curiosità, una delle città candidate era proprio Annecy, gli sviluppatori si saranno mangiati le mani) e la licenza è una ottima occasione per dare un'impronta netta al primo compleanno del gioco.

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È così quindi che il DLC dedicato alle Olimpiadi ci porta su tutto un altro piano rispetto alle corse in costume libere sulle Alpi. Siamo ora in Corea e Giappone, dove le competizioni sono ufficiali, racchiuse in percorsi ben delimitati, e scandite dai cronometri ben più severi degli arbitri di gara. Stavolta dobbiamo vincere gare sciistiche di Slalom speciale e gigante, veloci e spietate appena mancate di passare in mezzo alle bandierine, e gare estreme di snowboard, tra halfpipe e slopestyle, compreso l'assurdo Big Air: praticamente una discesa lunghissima seguita da un salto enorme, da poco entrata ufficialmente a far parte delle competizioni olimpiche, e che Steep ripropone prontamente. Va chiarito comunque che Steep: Road to Olympics non è il gioco ufficiale delle Olimpiadi di PyeongChang, ma si limita solamente a sfruttarne la licenza per arricchire la sua offerta.

Non che ci dispiaccia. Visti i passi falsi fatti dal titolo nei suoi primi mesi di vita, finalmente qui abbiamo una virata decisa verso una direzione ben più simulativa, ovvero gare limitate da regole per arrivare ad un obiettivo concreto: la medaglia d'oro. Ancora una volta non abbiamo una modalità storia corposa e ben strutturata, a solcare la strada che porta alle Olimpiadi ci accompagnerà soltanto la solita voce del narratore che introduce le prossime gare in cui competere, arricchita dai filmati di veri atleti che ci spiegano quanto sia duro e avvincente partecipare ad una sfida così importante. Non siamo nessuno in particolare, il solito atleta X voglioso di vittorie e passando per allenamento, qualificazioni e selezioni, perseguiremo il nostro sogno. È comunque qualcosa e in un DLC non fa certo male un filo logico a legare la nuova "valanga" di contenuti.

In Road to Olympics si può sia seguire la "quest" principale, per puntare a vincere l'oro nelle tre discipline che vedono protagonista lo Snowboard, oppure partecipare ai nuovi eventi slegati dalla storia. La prima parte vi terrà impegnati quelle tre o quattro ore prima di essere premiati con le medaglie e riempirvi l'orgoglio ascoltando l'inno nazionale, ma in fondo il bello viene giocando alle nuove modalità di gara introdotte. Tra queste, quelle di sci spiccano per il livello di sfida offerto. Finalmente, l'asticella si alza anche in Steep, che per sua natura abbiamo sempre trovato un po' facilotto, ovviamente offline, senza dare quel livello di sfida che ci aspetteremmo da un gioco dove le migliaia di punti sono spesso il metro principale. Lo Slalom gigante e lo speciale sono le gare meglio realizzate, grazie ad un sistema di controlli che vede il solo stick analogico sinistro da usare, ma con grande sensibilità, gestendo le virate repentine e le accelerazioni in picchiata. Sembra quasi di giocare un racing (ed in effetti le meccaniche da pista sono quelle) e c'è soddisfazione nell'imparare la curvatura giusta e segnare tempi sempre più brevi al traguardo. Alcuni giocatori online hanno già fatto miracoli!

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Ci hanno convinto di meno le nuove gare di snowboard. L'halfpipe è il classico mezzo tubo dove saltare sul lato destro e sinistro ed eseguire al meglio quanti più trick possibili. Visto che i controlli e il sistema per combinare i tipici 1080 a grab e flip non sono stati cambiati di una virgola, c'è poco altro da dire: basta arrivare in fondo al tubo accumulando più punti degli avversari. Fortunatamente il discorso cambia nello slopestyle, dove arriva l'ora di grindare sulle superfici apposite per mixare le evoluzioni in salto a quelle possibili scivolando su uno slide. Le discese sono quindi più ricche, addobbate di muretti e tubi dove sfrecciare incrementando il moltiplicatore. Se da una parte siamo contenti del nuovo contenuto, non possiamo dirci pienamente soddisfatti, poiché i percorsi non sono molti e non si raggiunge mai, come detto, la profondità di uno Skate o la varietà e spettacolarità di un Tony Hawk. Occasione mancata.

Benvenuti in Asia, il nuovo parco giochi di Steep.

Le discipline introdotte sono ben nove, ma va detto che si assomigliano un po' tutte, proprio perché il sistema di trick è rimasto lo stesso di un anno fa. Si possono accomunare a tre macro categorie: le discese in Sci, l'halfpipe e lo slopestyle. Per allargare gli orizzonti da esplorare, Ubisoft Annecy ha pensato bene di portarci sia nel teatro dei giochi invernali, la Corea del Sud, sia in Giappone, su due nuove zone montuose. In Corea possiamo ovviamente dilettarci con le competizioni ufficiali, mentre in Giappone ci sono sfide tutte nuove da affrontare e promontori inesplorati da scoprire, per poi lanciarsi a tutta velocità, ancora una volta. Le nuove aree sono ricche di dettagli e ben caratterizzate e, anche se un po' stereotipate, presentano tanti punti di interesse dove sfruttare la tuta alare e il parapendio, assenti dalle aggiunte di Road to Olympics, visto che non ci sono competizioni adatte.

Sul lato puramente tecnico non c'è molto da aggiungere ad un anno di distanza. Steep si è affinato nel tempo grazie alle numerose patch e DLC usciti, conservando il punto di forza nel rappresentare le catene montuose e la neve su cui scivolare, regalando splendidi panorami e belle sensazioni, complice anche il comparto sonoro composto da melodie intense ed evocative. Molti problemi sono ancora presenti, primi su tutti una disparità nella definizione di alcuni gruppi di texture, numero di poligoni mai esaltante, e qualche aliasing qui e lì, e non sarà certo Road to Olympics a risolverli. Si tratta semplicemente di nuovi contenuti da giocare, senza particolari rinnovamenti al motore di gioco.

I promontori giapponesi ospitano nuovi pendii e nuove zone da scoprire.

Valutato nel complesso, Steep non risulta troppo cambiato nella sostanza. È ancora più grande con l'aggiunta delle nuove montagne, più ricco e dettagliato, grazie all'offerta che ora include anche le discipline olimpiche. Purtroppo però, il gioco è sempre vittima di un sistema di controlli che non osa né dal lato arcade, né dal lato simulativo e che per questo motivo rischia sempre di annoiare. Se prendiamo in considerazione Road to Olympics c'è però da ritenersi soddisfatti. Le nuove gare sono poco varie ma ben fatte, soprattutto le grandi discese sugli sci, che meriterebbero in futuro nuove piste e tante alternative per continuare a divertirsi con gli amici online. Seguite la vostra strada per diventare campioni e vincere le prestigiose medaglie d'oro e poi indossate nuovamente il costume da Yeti e tornate a spaventare gli altri giocatori tra trick assurdi e cadute rovinose.

7 / 10

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