FIFA 11

Il calcio digitale non è mai stato così realistico.

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Si può migliorare un capolavoro? Questa è la difficile domanda a cui pochi, fortunati sviluppatori sono talvolta costretti a dare una risposta... come quelli di EA Sports, i cui recenti successi, quali Mondiali 2010 e FIFA 10, hanno creato nel pubblico e nella critica delle aspettative così grandi da risultare quasi "ingombranti".

Come la storia videoludica più recente ci insegna, il successo è infatti un'arma a doppio taglio poiché, indipendentemente dagli sforzi profusi per raggiungerlo, è talvolta sufficiente un solo passo falso per finire nel dimenticatoio, rovinando quanto di buono fatto fino a quel momento.

Memore degli errori commessi da Konami proprio in questo senso, il colosso statunitense non ha dunque avuto vita facile nel superare, con FIFA 11, i già straordinari standard raggiunti dal precedente capitolo del franchise ma... beh, i risultati sono fortunatamente all'altezza delle aspettative.

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I giocatori più rappresentativi del panorama calcistico mondiale saranno impreziositi da movenze e abilità uniche.

A dispetto della mia palese soddisfazione nell'aver notato la grande cura con cui alcuni dei limiti di FIFA 10 sono stati prontamente arginati, è comune doveroso sottolineare come le migliorie apportate siano forse meno clamorose di quelle introdotte lo scorso anno.

Sebbene ciò possa apparire come un difetto, è però necessario tenere a mente una cosa molto importante, ovvero la qualità complessiva di FIFA 10; trattandosi di un prodotto sotto questo punto di vista straordinario, il team ha avuto margini di miglioramento meno ampi rispetto a quelli offerti in passato da FIFA 09, e proprio a fronte di questa delicata situazione (dovuta in primis alla necessità di non alterare ciò che di buono è stato fatto) la software house statunitense ha dunque optato per un "semplice" processo di ottimizzazione e perfezionamento volto ad arricchire la già ottima struttura di FIFA 10.

Il risultato? Ma è ovvio, un altro eccezionale simulatore calcistico, che pur essendo meno "rivoluzionario" del suo predecessore mostra una solidità di fondo che non può certo passare inosservata.

A un primo impatto, considerando anche l'assenza di nuove modalità di gioco (eccezion fatta per il leggero ampliamento della carriera), il titolo sembra fondamentalmente identico al suo predecessore, ma sono sufficienti pochi minuti per accorgersi delle svariate migliorie introdotte dagli sviluppatori al fine di rendere l'esperienza più fluida, realistica e completa di quanto si possa immaginare.

Le modalità sono infatti le stesse della scorsa edizione e ciò vuol dire che potrete dedicarvi a classiche amichevoli, tornei personalizzati e non, e all'immancabile modalità allenatore, ora suddivisa in tre diverse tipologie: potrete decidere di intraprenderla vestendo i panni di un singolo calciatore, dando così inizio alla vostra personalissima scalata verso il successo, di un allenatore, occupandovi di tutti gli aspetti che caratterizzano la vita di un manager o, addirittura di un allenatore-giocatore in stile Vialli. Insomma, come sempre avrete solo l'imbarazzo della scelta.

EA rivede il sistema dei passaggi per evitare l'effetto ping-pong.

Come anticipatovi nei nostri precedenti hands-on, una delle novità più significative di questo capitolo è senza dubbio il Pro Passing, il cui principale scopo è quello di accrescere il realismo di ogni partita, limitando al minimo la possibilità di avanzare lungo tutto il campo attraverso passaggi di prima tanto rapidi quanto precisi.

Se foste dunque tra coloro che lo scorso anno si sono ritrovati a "pregare" affinché EA Sports facesse in modo di eliminare quel frustrante effetto "ping-pong" che permetteva a molti giocatori di arrivare in porta con pochi, semplici scambi di prima, FIFA 11 vi farà senz'altro tornare il sorriso.

Grazie a un sistema di passaggi più profondo e complesso, FIFA 11 evidenzia un maggior margine di errore nella costruzione del gioco, e questo vi costringerà a valutare attentamente le vostre mosse prima di metterle in pratica.

A differenza del passato non sarà infatti sufficiente regolare in maniera approssimativa la direzione e la potenza del passaggio ma, al contrario, entrambi gli aspetti dovranno essere gestiti con grande attenzione e, soprattutto, calma.

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