Last Window: Il Segreto di Cape West

Un’avventura per aspiranti detective.

Versione provata: DS

Se possedete un DS vi sarà sicuramente capitato di giocare a (o almeno di sentir parlare di) Hotel Dusk, affascinante titolo rilasciato sulla piccola console Nintendo nell'aprile del 2007. Grazie alla sua affascinante atmosfera, unita a un sistema di controllo semplice e intuitivo, il titolo si rivelò infatti una piccola perla del catalogo DS, ottenendo un cosi alto numero di consenso, tanto dal pubblico quanto dalla critica, da meritare un sequel, ovvero Last Window: Il Segreto di Cape West, oggetto di questa recensione.

La storia, ambientata nel 1980 a Los Angeles, un anno dopo gli eventi di Hotel Dusk, vede l'ormai storico protagonista Kyle Hyde impegnato in un'altra, misteriosa avventura. Poco dopo essere stato licenziato dal suo capo, Kyle rientrerà infatti a casa nel condominio di Cape West e qui, in seguito a una breve chiacchierata con due coinquilini e con la proprietaria dell'immobile, verrà a conoscenza del desiderio di quest'ultima di vendere l'intero edificio.

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Dal punto di vista stilistico Last Window è indubbiamente un prodotto affascinante.

La riluttanza della donna nello svelare i motivi di tale decisione sarà tuttavia solo il primo di una serie di misteri che vi accompagneranno nel corso del gioco; controllando la sua cassetta della posta, Kyle troverà infatti una lettera di uno sconosciuto, apparentemente a conoscenza del suo "secondo lavoro", contenente un ordine: trovare lo Scarlet Star.

Ignaro di chi sia il mittente e, soprattutto, di cosa sia lo Scarlet Star, Kyle inizierà così a investigare sulla vicenda, dando inizio a un'avventura ricca di misteri, colpi di scena, morti e tradimenti, che saprà senz'altro tenervi incollati di fronte al vostro Nintendo DS per ore e ore.

La storyline proposta è il vero cuore pulsante del prodotto, ma al tempo stesso rappresenta l'elemento potenzialmente più scoraggiante per gli eventuali neofiti della categoria. Proprio come il suo predecessore, il titolo propone infatti un'esperienza all'insegna della massima riflessione e analisi, che pur rivelandosi ricca di soddisfazioni per gli appassionati, potrebbe risultare troppo lenta e compassata, oltre che troppo pesante dal punto di vista narrativo, agli occhi di chi non fosse abituato a questo genere di produzioni.

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Proprio come il suo predecessore, anche Last Window dovrà essere giocato tenendo il DS in posizione verticale. Vi sembrerà quasi di avere tra le mani un libro!

In ogni momento, complice anche il fatto che tutto si svolgerà nel solo condominio di Cape West, dovrete infatti riflettere sul da farsi, valutare attentamente le vostre mosse e, soprattutto osservare gli scenari (come sempre attraverso una visuale in prima persona) in cerca di indizi che possano rivelarsi funzionali alla vostra ricerca... procedimenti che potrebbero richiedere molto tempo e un notevolissimo spirito di osservazione. Insomma, dovrete comportarvi proprio come dei veri e propri detective, con tutti i pregi e i difetti che questo ruolo comporta.

Tralasciando questa doverosa premessa è doveroso sottolineare la qualità complessiva dell'esperienza messa a punto da Cing. Sin dai primissimi minuti vi sarà infatti impossibile non farvi coinvolgere dagli eventi narrati e non rimanere affascinanti dallo stile con cui tutto è stato realizzato, dalle fasi di investigazione all'interazione con i vari personaggi proposti.

L'interazione con i numerosi personaggi presenti nel gioco è infatti uno degli aspetti più importanti dell'intera esperienza, poiché oltre a garantire importanti indizi nelle fasi di gioco più importanti, permette di ottenere un quadro d'insieme sulla realtà proposta molto più completo.

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