Vanquish

Un pizzico di monotonia fra stile e velocità.

Versione provata:

Quando i ragazzi di Platinum Games si mettono in testa di rivoluzionare un genere di solito riescono nel loro intento ma a volte può capitare che, nonostante le idee e le innovazioni, il prodotto finale appaia molto simile ai suoi diretti concorrenti.

Sotto alcuni aspetti questo è ciò che è successo con Vanquish, esperienza carica di adrenalina che cerca di fondere insieme il gameplay tipico degli sparatutto in terza persona e quello dei giochi d'azione in stile Devil May Cry.

L'impresa era sicuramente ambiziosa ma non è riuscita del tutto. Questo, comunque, non vuol dire che Vanquish non sia un bel gioco (anzi!), ma semplicemente che in questa particolare occasione Mikami & co. non sono riusciti a sorprenderci come hanno già fatto tante volte in passato.

Quest'ultima fatica dei Platinum Games non è altro che un frenetico sparatutto in terza persona, basato su intensi scontri a fuoco tra un ex giocatore di football dotato di una tuta avveniristica e orde di robot più o meno cattivi e voluminosi.

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Inizialmente il sistema di controllo può apparire complesso, ma bastano pochi istanti per impratichirsi.

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Nel bel mezzo degli scontri è possibile fermarsi per prestare soccorso ai feriti, ottenendo in cambio armi e munizioni.

A differenza di quanto accade in Gears of War, comunque, in Vanquish non è affatto necessario fare la muffa dietro al riparo di turno cercando di abbattere tutti i bersagli su schermo, poiché le dinamiche studiate dai programmatori spingono il giocatore a gettarsi nella mischia a velocità folle, sfruttando le incredibili capacità di movimento della tuta e tutto l'arsenale a propria disposizione.

Bastano appena 5 minuti di tutorial (che può essere saltato liberamente), per apprendere ciò che c'è da sapere del gameplay di Vanquish.

Si corre, si spara e si sfruttano i razzi della tuta per esibirsi in accelerazione repentine (fino al surriscaldamento dell'equipaggiamento e al conseguente breve periodo di stand-by).

Si sferrano devastanti attacchi corpo a corpo (diversi a seconda dell'arma utilizzata), e si rallenta a comando la velocità dell'azione, in modo da uscire dalle situazioni più complicate o da mirare in tutta tranquillità anche i bersagli più sfuggenti. Punto.

Il gameplay di Vanquish inizia con queste abilità, per rimanere uguale a se stesso durante le ore seguenti, sia nella campagna che nelle sfide tattiche che si sbloccano successivamente.

Anche se si avverte la mancanza di qualche elemento in grado di diversificare l'esperienza durante la storia (magari con l'aggiunta di nuovi poteri alla tuta), quanto offerto dal titolo Platinum si rivela davvero valido, facendo passare in secondo piano i due difetti citati in apertura.

Vanquish è monotono? Vero, ma è comunque in grado di divertire come pochi altri titoli in circolazione. Affrontare orde e orde di robot assassini mentre si guizza a velocità folle da una parte all'altra delle ambientazione è gratificante, e ad arricchire il tutto ci sono una regia e un comparto tecnico da applauso.

Il trailer di lancio.

Mentre Sam Gideon scivola a destra e a manca sparando proiettili di ogni forma e dimensione, attorno a lui si combatte una guerra di proporzioni bibliche, con tutte le conseguenze del caso che si riflettono sull'ambiente circostante.

Ecco, quindi, che ci si ritrova a schivare i robot nemici cercando di abbandonare il più in fretta possibile un ponte in procinto di crollare, a fronteggiare una letale pioggia di piombo su un treno in corsa, cercando di evitare l'impatto imminente, o ancora a tentare la difficile scalata di un enorme cannone semovente, con l'obiettivo di sabotarlo dall'interno e renderlo inoffensivo.

Tutto avviene del cuore di un'enorme stazione spaziale, che si rivela essere il palcoscenico perfetto per questo genere di spettacolo. Tra rocamboleschi inseguimenti in treno o a bordo delle bizzarre navi volanti create dai designer, duelli a gravità zero combattuti in prossimità di una falla nella struttura portante della colonia e intense sparatorie fra gli alberi dei piccoli boschi artificiali, la storia di Vanquish vola via in un attimo, mantenendo quasi sempre ritmi forsennati.

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