Need for Speed: Hot Pursuit

Un pizzico di Burnout e il capolavoro è servito.

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Abbiate la pazienza di attendermi un attimo, è mezzora che cerco un parcheggio sotto casa e devo ancora trovarlo. D'altronde non è che si possa parcheggiare una Bugatti Veyron in doppia fila, specialmente dopo tutta la fatica che ho fatto per sbloccarla.

Tranquilli, non sono impazzito, non per ora almeno: posso assicurarvi che dopo un paio di settimane passate davanti a Hot Pursuit, anche voi avrete simili manie di grandezza. Come si fa a non rimanere estasiati di fronte a un gioco di corse che ti mette alla guida di alcune delle auto più esclusive del mondo, ti permette di sentirti un pilota provetto anche se nella realtà non sai guidare neanche un monopattino e soprattutto... rispetta le date d'uscita?

Ok, lasciamo da parte le frecciatine, non è educazione parlare di chi non è presente. Veniamo a Hot Pursuit, il capitolo di Need for Speed che il sottoscritto attende ormai dai tempi di Most Wanted. Preferisco dimenticare i vari Pro Street, Carbon e Undercover, e ammetto che Shift era un gran gioco; purtroppo però sono un appassionato di corse arcade, nonché un grande fan di Criterion, uno di quei team che a volte quasi ti dimentichi che esista ma che, andando a ripassare un po' di storia, ti accorgi che non hanno sbagliato quasi mai un colpo.

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In alcuni eventi vi verrà chiesto di testare bolidi come le mostruose Lamborghini Reventón e Pagani Zonda.

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Le gare sono ambientate a Seacrest County, un luogo fatto apposta per mettere alla prova le vostre abilità.

Affidare a loro la "rinascita" di Hot Pursuit è stata una mossa molto saggia da parte di Electronic Arts: nessuno come Criterion è capace di far schizzare l'adrenalina dei giocatori da tutti i pori. Dal primo Burnout in poi sono stati davvero pochi quelli che sono riusciti a stare dietro a questo team, che fortunatamente non ha dimenticato le sue radici e ha portato un bel po' della sua serie più famosa in questo nuovo Need for Speed.

Di tempo per corse tradizionali e realistiche ce ne sarà nell'immediato e prossimo futuro. Quello che dovete fare adesso è dimenticarvi qualsiasi cosa riguardi personalizzazioni che vadano oltre la scelta del colore, modifiche meccaniche e altre cose del genere.

Come dicevo, questo Need for Speed assomiglia infatti sotto molti aspetti ai vecchi Burnout, quelli dell'era pre-Paradise, tanto per capirci. Una mappa generosamente lunga potrebbe far pensare a un altro gioco di corse free-roaming e invece no. Gli eventi diventano disponibili man mano che guadagnerete punti ed esperienza, mettendovi di fronte a prove sempre più impegnative e, fortunatamente, al volante di macchine sempre più performanti.

Come già sapete avrete due carriere a disposizione, quella del pilota e quella del poliziotto. Potrete decidere di portarne avanti una per volta o di farle procedere parallelamente. Io ho scelto la prima opzione per evitare problemi: con l'età che mi ritrovo sarei finito a rincorrermi e arrestarmi da solo.

Scherzi a parte, questa scelta fa di Hot Pursuit un prodotto praticamente unico nel suo genere, che vi chiederà di imparare a guidare in modi diametralmente opposti. Due sole cose dovrete fare sia da piloti che da poliziotti: correre senza freni e guidare nel modo più spettacolare possibile. Nel primo caso questo vi permetterà di guadagnare turbo (pardon, N2O, NOS per gli amici) per seminare avversari e forze di polizia, nel secondo... anche!

Seacrest County, il mondo di gioco di Hot Pursuit.

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