Sonic Colours

Platforming estremo allo stato puro.

Abbiamo atteso questo giorno per anni, sopportando delusioni, fallimenti e reboot di ogni genere incapaci di produrre i risultati sperati tanto dal Sonic Team quanto da noi semplici videogiocatori, ma il momento è finalmente arrivato.

Signore e signori, ciò che abbiamo di fronte è quello che ho personalmente definito il Sonic 2.0, l'anello mancante tra l'epoca d'oro del celeberrimo porcospino blu e la next-gen: un capolavoro in grado di evolvere il concept alla base del pluripremiato franchise, senza però snaturarlo, proponendo in tutta la sua bellezza la magica atmosfera che a cavallo tra gli anni 80' e 90' ha saputo stregare milioni di videogiocatori provenienti da ogni parte del mondo. Ma mettiamo un attimo da parte l'entusiasmo e andiamo con ordine.

Il titolo si apre con una delle bizzarre premesse narrative tanto care agli sviluppatori che caratterizzano ormai da sempre i prodotti del brand. In quello che apparentemente sembra essere un momento di pentimento, il Dr.Eggman decide di costruire un fantasmagorico luna park spaziale volto a portare gioia e serenità nel cuore di tutti coloro che hanno sofferto a causa sua, ma sono sufficienti pochi minuti per capire che la struttura non è altro che una semplice copertura per il suo ennesimo malefico piano.

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Il level design è così ispirato, bello da vedere e geniale da non sfigurare rispetto alle primissime produzioni dedicate alla mascotte SEGA.

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In modalità passo veloce potrete modificare in tempo reale la ''corsia di marcia'' attraverso la semplice inclinazione dell'analogico nella direzione desiderata.

Poco dopo il loro arrivo Sonic e Tails scopriranno infatti che il Dr.Eggman intende servirsi di una razza di piccoli, bizzarri alieni per dare forma al suo misterioso disegno di distruzione ed il loro compito sarà chiaramente quello di fermarlo. Come? Ma è ovvio, raccogliendo anelli e distruggendo, una a una, le sue pericolosissime invenzioni.

Così come la premessa narrativa, anche la struttura stessa dell'avventura ricalca quella dei precedenti capitoli del brand, proiettandoci nel cuore del luna park da cui poi avremo la possibilità di accedere ai sette mondi che lo circondano, ognuno dei quali sarà chiaramente caratterizzato da una composizione territoriale, un'atmosfera e tipologie di nemici uniche ed originali.

Si passa infatti da mondi come Sweet Mountain, caratterizzato dalla presenza di biscotti, ciambelle gigante e dolciumi di ogni genere, ad Aquarium Park in cui ci si trova a correre tra tunnel sotterranei, vasche d'acqua e strutture dal sapore orientale, in un tripudio di luci e colori in grado di affascinare anche i videogiocatori più smaliziati.

Ogni mondo è a sua volta suddiviso in sei atti, alla cui conclusione vi è l'immancabile boss battle in cui è necessario fare a pezzi il Dr.Eggman o una delle sue tante, bizzarre invenzioni. A questo punto vi starete sicuramente chiedendo: "ma l'esperienza di gioco vera e propria com'è?". Cari Eurogamers la risposta, almeno questa volta, è molto semplice: straordinaria.

Con questo titolo gli sviluppatori hanno trovato la chiave del successo: innovazione mista a tradizione. La risposta ai mille interrogativi che hanno accompagnato l'evoluzione del franchise è infatti stata sempre lì, dietro l'angolo, ma come spesso accade è stato proprio questo a renderla così difficile da trovare.

Sul fronte del gameplay il titolo è semplice e accessibile ma non per questo privo della profondità necessaria per stupire, divertire e affascinare lungo tutto l'arco dell'esperienza. Una condizione, questa, che secondo il sottoscritto è strettamente legata alla decisione degli sviluppatori di non incentrare il proprio lavoro sulla tecnologia di motion sensing ma di sfruttarla solo per arricchire l'esperienza di base.

Benvenuti al parco interstellare!

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