SAW II: Flesh & Blood

La tortura è il gioco.

Sin dal lancio della primissima pellicola cinematografica, il mio personale rapporto col brand di SAW è sempre stato di amore e odio. Sebbene non possa infatti negare di aver puntualmente subito il fascino dei numerosi film usciti nelle sale negli ultimi anni, devo ammettere che in molte occasioni mi sono ritrovato a chiedermi il perché di tanta violenza e a interrogarmi sulla reale utilità di scene così raccapriccianti ai fini della narrazione.

Consapevole che si trattasse di pura finzione, sono tuttavia riuscito a "sopportare" e in un certo senso anche ad apprezzare le scene più crude che hanno caratterizzato i vari SAW girati fino ad oggi... ma in tali occasioni ero solo un semplice spettatore.

Trovandomi di fronte a SAW II: Flesh & Blood la mia percezione degli eventi narrati è infatti cambiata radicalmente, e questo perché assistere a uno sbudellamento o a una tortura è una cosa ben diversa dal viverla in prima persona, seppur in forma indiretta come accade in un videogame.

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Le fasi di combattimento sono tra le più brutte mai viste negli ultimi anni.

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Anche nel caso in cui vi piacciano i QTE la loro quantità esagerata in SAW II vi farà probabilmente cambiare idea.

Sin dai primissimi minuti di gioco, quando mi sono ritrovato a dover tagliare con un bisturi la faccia del mio alter ego per recuperare una chiave nascosta tra il suo zigomo e la sua cavità nasale, non ho infatti non potuto provare un forte, fortissimo senso di disagio che, pur affievolendosi lievemente col passare delle ore, mi ha accompagnato lungo tutto il corso dell'avventura targata Konami.

Stilisticamente parlando, la storia che vede Michael Tapp cercare di sfuggire agli inenarrabili "giochi" del geniale Enigmista, ricalca quella di un qualsiasi film della serie, rappresentando gli eventi alla base dell'angosciante struttura narrativa, con la medesima violenza e ferocia.

Flesh & Blood è, senza alcun dubbio, uno dei prodotti più disturbanti mai realizzati da Konami (e se consideriamo che la nota software house nipponica sviluppa ormai da decenni Silent Hill, questo la dice lunga) e di conseguenza molti di voi potrebbero avere serie difficoltà nel godersi l'esperienza proposta. Indipendentemente dalla vostra età.

A dispetto di un concept di base ricco di fascino e potenzialmente molto interessante, il titolo non denota purtroppo una realizzazione all'altezza della fama del brand, evidenziando, proprio come il suo mediocre predecessore, più difetti che pregi.

Com'era lecito attendersi, il gioco si basa quasi ed esclusivamente sugli enigmi, la cui natura e intensità varia in base allo specifico contesto in cui sono proposti; si passa infatti da semplici impianti elettrici da ricollegare o porte chiuse che necessitano di una chiave o di una particolare combinazione per essere aperte, a situazioni molto più complesse dove si è ad esempio costretti ad attivare una leva prima che gli esplosivi posti all'interno della stanza in cui ci si trova esplodano.

Il trailer di lancio SAW II: Flesh & Blood.

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