Blacklight: Tango Down

Meglio tardi che mai.

L'esordio di Blacklight: Tango Down sul palcoscenico dell'ammiraglia Sony non poteva avvenire in periodo peggiore. Già disponibile per i possessori di Xbox 360 nientemeno che dallo scorso luglio, l'ultima fatica degli Zombie Studios è stata vittima di una serie di oscuri ritardi che ne hanno rimandato di oltre tre mesi la release su PS3, facendo slittare l'atteso appuntamento su PSN ai primi giorni di questo novembre: una scelta non propriamente azzeccata per un FPS dalle forti ambizioni multiplayer, data la pericolosa vicinanza a quel fatidico 9/11 videoludicamente dominato dall'ultimogenito di Treyarch.

Dopo il discreto successo ottenuto su Xbox Live, Blacklight: Tango Down cerca quindi di fare breccia nel cuore del fandom di Sony offrendo un'esperienza in perfetto stile CoD al costo contenuto del digital delivery. Non sarà certo una passeggiata di salute, visto l'arrivo sugli scaffali di nuove triple A fiammanti e le inevitabili ripercussioni sul portafogli del giocatore medio, ma la creatura di Ignition ha sufficienti carte in regola per farsi valere.

Parlando di contenuti, le differenze tra le versioni PS3 e Xbox 360 del titolo si riducono all'introduzione di Crossover, una nuova mappa appannaggio dell'utenza Playstation: le restanti dodici mappe, così come le intramontabili modalità Deathmatch, Cattura la Bandiera, Last Standing, Detonate e Conquista, rimangono pressoché invariate. Il cuore della cruenta battaglia tra i Blacklight e il gruppo ribelle The Order non subisce dunque sostanziali modifiche, riproponendo pedissequamente su PS3 quanto gli utenti Live hanno potuto sperimentare già dall'estate passata. Non può infine mancare la celebre modalità Black Ops, con quattro mappe affrontabili sia in single player sia in multi cooperativo per un massimo di quattro giocatori.

Il trailer della versione PS3.

Ancora una volta il gameplay si dimostra frenetico e immediato, proiettando sin da subito il giocatore nel vivo dell'azione. Tango Down è il classico FPS multiplayer rude e senza fronzoli, non troppo innovativo ma forte di meccaniche collaudate e ben implementate. Dalla possibilità di effettuare un tuning estremamente raffinato delle armi a disposizione alla presenza di un sistema di skill dell'alter ego basato sull'acquisizione di punti-obiettivo, lo sparatutto di Zombie Studios abbraccia in toto la filosofia shooting regalando un'esperienza magari essenziale, ma senza dubbio completa e capace di soddisfare sia i veterani, sia le giovani reclute.

Le prime note dolenti, purtroppo, arrivano proprio da quello che dovrebbe presentarsi come il fiore all'occhiello della suddetta produzione, ossia il comparto on-line. A finire sul banco degli imputati non è tanto l'ennesima riproposizione delle consuete modalità di gioco, quanto piuttosto un netcode proprietario non sempre all'altezza della situazione. L'impianto multiplayer presenta bug piuttosto grossolani, che si traducono in connessioni ballerine, lag non indifferenti e altri "net-glitch" poco simpatici: un esempio su tutti, la presenza di occasionali freeze momentanei al termine dei quali, il più delle volte, finiremo per trovarci stesi al suolo.

Il matchmaking compie in parte il proprio lavoro, riducendo al minimo i tempi di accesso alla partita senza però tenere in minima considerazione il livello di esperienza dei contendenti: un problema di non poco conto per i neo-giocatori, costretti non di rado a vedersela con avversari ben più skillati.

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