Inazuma Eleven

La fine di una lunga attesa.

Nonostante il mercato ormai abbia raggiunto un massiccio livello di globalizzazione, ci sono serie di successo per cui è necessario attendere diversi anni prima di poter mettere le mani su una versione localizzata.

L'enorme popolarità di cui ha goduto nel corso degli ultimi anni non è bastata alla saga di Inazuma Eleven per farla giungere tempestivamente da noi, che solo ora possiamo giocare il titolo Level 5 in lingua italiana, complice anche la messa in onda dell'omonima serie animata sulle reti nostrane a partire dal giugno del 2010.

Cosa è esattamente Inazuma Eleven? In sostanza si tratta di un GdR sviluppato dai ragazzi di Level 5, basato sulle avventure di un gruppo di ragazzi appassionati di calcio. Ovviamente, seguendo alla perfezione lo spirito degli anime giapponesi, la rappresentazione del nostro sport nazionale non ha nulla di realistico ma al contrario si lascia andare all'uso costante di tiri speciali, tecniche segrete e tattiche degne di Holly e Benji (Captain Tsubasa, per i puristi).

La lunga attesa per poter mettere le mani sul primo Inazuma Eleven (in Giappone sono già usciti altri due episodi per DS e uno per Wii è in dirittura d'arrivo), ci è valsa una completa localizzazione italiana, che non solo comprende la traduzione dei sottotitoli, menu e degli oggetti di gioco, ma perfino il doppiaggio dei numerosi filmati presenti nella piccola cartuccia.

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La scelta dei giocatori è fondamentale per scendere in campo con tutte le risorse necessarie a vincere la partita.

Trattandosi di un prodotto approdato in Italia sulla scia della serie animata, ovviamente anche nel videogioco assistiamo alla brutale alterazione dei nomi dei personaggi, oltre a quella meno dolorosa legata alla traduzione (spesso fantasiosa) dei colpi speciali degli atleti in campo.

Questo elemento di sicuro farà storcere il naso ai puristi (gli stessi che, negli anni, sono inorriditi di fronte ad altri adattamenti scellerati), ma considerando il tipo di pubblico a cui Inazuma Eleven è principalmente indirizzato era inevitabile un simile trattamento.

Una volta rassegnatisi all'idea di dover avere a che fare con i vari Mark, Nathan e via dicendo, ci si può comunque godere un gioco davvero interessante, capace di inserire in un contesto atipico come quello del calcio scolastico le dinamiche classiche dei jRPG.

Fin dalle primissime fasi di gioco, infatti, Inazuma Eleven mette il giocatore nei panni di Mark, capitano del club di calcio della Raimon, alle prese con il proprio sogno di vincere il leggendario torneo Football Frontier. L'impresa, già difficile in condizioni ottimali, è resa ancor più complessa dalle condizioni pietose del club della Raimon, composto da ragazzi talentuosi ma a dir poco demotivati.

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Tra tiri di fuoco e mille tecniche segrete, le partite di Inazuma Eleven somigliano a veri e propri spettacoli pirotecnici.

Dopo la fase introduttiva ci si trova di fronte alla classica visuale a volo d'uccello, che mostra il modello poligonale super deformed del protagonista all'interno dell'istituto scolastico della Raimon.

Come in qualsiasi altro gioco, la fase esplorativa porta il giocatore a visitare luoghi di ogni genere alla ricerca di personaggi con cui parlare, di oggetti da recuperare o di eventi a cui partecipare.

Grazie alla possibilità di accelerare la velocità di corsa di Mark durante le fasi esplorative, il fatto di dover fare i conti con un frequente backtracking non crea troppi problemi, merito anche della trama sempre relativamente coinvolgente.

La parte più interessante di Inazuma Eleven, tuttavia, è rappresentata dalle fasi calcistiche, che si dividono tra le sfide semplici e le partite vere e proprie. Le prime, generalmente legate a eventi particolari che avvengono all'interno delle ambientazioni (e non necessariamente su un campo di calcio, quindi), vengono disputate fra team di quattro elementi, e richiedono al giocatore di portare a termine obiettivi ben precisi.

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