Portal 2

Ben oltre le più rosee previsioni.

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Il mercato attuale dei videogiochi non è certo una passeggiata. Non solo i programmatori si trovano di fronte ad aspettative sempre più alte, ma l'ingovernabile frenesia delle uscite e i tempi di sviluppo sempre più contratti rendono difficile creare esperienze capaci di distinguersi dalle pile di scatole che si accatastano sugli scaffali dei negozi.

A volte, però, le idee migliori nascono in piccolo per espandersi a dismisura dopo aver stuzzicato il desiderio di esperienze interessanti che i giocatori stanno lentamente sacrificando all'altare delle saghe annuali e dei remake in HD.

È questo il caso di Portal, geniale puzzle-FPS affacciatosi sul mercato come semplice comparsa (per quanto succosa) all'interno della mai troppo lodata Orange Box, o come piccola perla scaricabile da finire in una notte e rigiocare mille e mille volte per il puro piacere di farlo.

Dopo aver constatato il successo riscosso in tutto il mondo dal concetto del gioco in questione, i ragazzi di Valve si sono trovati di fronte al difficile compito di far crescere il proprio bambino prodigio per trasformarlo in un gioco completo, ricco e meritevole di un disco, una confezione, un libretto di istruzioni e una campagna marketing tutti per sé.

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Osservate bene questi esperimenti, perché nel corso del gioco avrete modo di sperimentarli direttamente!

Visto il fardello di aspettative che si portava dietro, infatti, Portal 2 non poteva certo essere sviluppato semplicemente creando nuovi test basati sulle stesse dinamiche del capitolo precedente! Per non deludere gli esigenti fan del primo episodio era necessario curare ogni singolo dettaglio, ampliando le ottime basi del gioco originale e arricchendole con la giusta dose di elementi inediti.

Considerando che stiamo parlando di Valve eravamo certi che ci saremmo trovati fra le mani l'ennesimo capolavoro, ma dobbiamo ammettere che Portal 2 è andato ben oltre le nostre aspettative, rivelandosi semplicemente uno dei giochi più belli, geniali e completi degli ultimi anni.

Di cosa aveva bisogno Portal per crescere? Di una maggior longevità? Fatto! Di una trama più ricca? Ok! Della varietà di ambientazioni? Sicuro! Di nuovi elementi di gameplay da affiancare all'uso dei portali e della fisica? Chiaro!

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In Portal 2 non si percorreranno unicamente i corridoi dei laboratori accompagnati dai commenti sarcastici di GLaDOS.

Gli sviluppatori hanno studiato attentamente la situazione e si sono impegnati per fare ben più del semplice compitino, tirando fuori dal cilindro un'esperienza che, per quanto ci riguarda, meriterebbe di occupare un posto speciale nel cuore di ogni giocatore.

Prima di descrivere la novità più ovvia di Portal 2, ovvero la modalità multiplayer, vogliamo soffermarci sul single player visto che, sotto alcuni punti di vista, ha saputo stupirci più della divertentissima co-op fra le versioni robotiche di Stanlio e Ollio.

I primi minuti di gioco, come vi avevamo già anticipato nell'hands-on di qualche giorno fa, sono caratterizzati da un umorismo eccezionale, capace di accompagnare il giocatore verso una serie di test utili a rispolverare le dinamiche principali del caro vecchio Portal.

La prima manciata di stanze dev'essere affrontata con l'ausilio di un solo portale, visto che la Portal Gun dedicata alla seconda apertura viene scovata solo dopo che la rediviva GLaDOS getta la protagonista (la stessa del primo capitolo) all'interno di una nuova area di test.

Nonostante l'incredibile umorismo e l'ottimo lavoro di design fatto dal team, comunque, la prima ora del single player di Portal 2 non presenta particolari novità, tanto da spingere quasi a pensare di avere fra le mani il classico sequel privo di carattere.

Aperture Science ci spiega l'importanza della fiducia.

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