Virtua Tennis 4

Secondo ma con onore!

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Eccoci arrivati al momento fatidico che tutti gli appassionati aspettavano da tempo. A distanza di circa un mese da Top Spin 4, ecco scendere in campo il contendente numero uno, Virtua Tennis 4, che con questo nuovo capitolo tenta di riguadagnare il terreno perduto nei confronti del rivale, sia per quanto riguarda le vendite che per il posto d'onore nel cuore dei fan.

L'edizione 2009 era stata un fallimento sotto tutti i punti di vista, ma il ritorno del team di sviluppo originale aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti e, ve lo anticipo subito, ha sortito effetti più che positivi.

Iniziamo con il dire, ad uso e consumo di chi non mastica tennis dalla mattina alla sera, che il target di Virtua Tennis 4 è diverso da quello di Top Spin 4, essendo il primo un arcade puro e il secondo una simulazione. Non fare un confronto diretto però è impossibile, sarebbe come non mettere l'uno di fronte all'altro FIFA e PES.

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I pallonetti sono da sempre un tallone d'Achille dei giochi di tennis, troppo facili da fare o difficili da controbattere.

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Juan Martin del Potro sta tornando alla grande nel circuito professionistico dopo un lungo stop dovuto ad un infortunio.

Il modo migliore per capire quale dei due sia il migliore è proprio quello di farli scendere in campo contemporaneamente, ognuno dalla sua parte della rete, e vedere chi si aggiudica la partita... set dopo set. Ve lo preannuncio, sarà un match piuttosto lungo e combattuto.

Il primo set non può che essere quello combattuto sul lato tecnico. Alla seriosità ed essenzialità di TS4, Virtua Tennis 4 contrappone menù eleganti, quasi a voler sottolineare la maggiore frizzantezza del suo stile. Entrambi, comunque, risultano facili da navigare e propongono una gran varietà di opzioni, campi e tennisti su licenza. Purtroppo, anche in VT4 manca però il torneo più prestigioso di tutti, Wimbledon.

Pure qui sono presenti molti dei migliori tennisti del mondo, sia in ambito maschile che femminile, con l'aggiunta di alcune vecchie glorie come Becker, Rafter ed Edberg, in esclusiva per la versione PS3. L'editor di tennisti offre più o meno le stesse opzioni in tutti e due i titoli, ma TS4 si fa preferire per i migliori modelli poligonali... dannazione, sembra proprio che in SEGA non abbiano studiato un granché di anatomia. Ma perché tutti i tennisti devono avere delle spalle così abnormi?

Le animazioni, una volta scesi in campo, fanno pendere l'ago della bilancia ancora più a favore del rivale 2K. Per quanto credibili, i movimenti dei Virtua-tennisti risultano infatti più legnosi e in alcuni casi i contatti con la palla sono tutt'altro che perfetti, anche se nella concitazione di una partita è davvero difficile accorgersene.

In ambito sonoro il gioco SEGA (come il suo rivale prima di lui) non brilla purtroppo per qualità, con musiche di sottofondo piuttosto limitate sia nel numero che nella varietà. Prima o poi arriverete anche voi ad odiare il motivetto che accompagna ogni singola schermata dei menù o i mini giochi di allenamento e rimpiangerete l'impossibilità di personalizzare la colonna sonora... caratteristica che sembra ormai essere stata malauguratamente accantonata dai colossi dell'hardware videoludico.

Affrontiamo i campioni del tennis col World Tour.

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