A New Beginning

Il futuro non è ancora scritto…

Con il passare degli anni è quasi scontato accorgersi che la carica di dissacrante menefreghismo che ogni individuo porta con sé dall’età adolescenziale è destinata a lasciare il passo ad una coscienza più ampia, frutto della consapevolezza che in fondo non si è soli a questo mondo.

Questo comprende (si spera) una cura maggiore per tutto quello che è il nostro piccolo intorno, includendo nel ragionamento ovviamente gli esseri umani ma anche quell’ambiente che per decenni abbiamo sfruttato in maniera indegna quasi che non ci fosse un domani. Cosa che peraltro potrebbe essere anche vera, come ci mostra l’esempio di questo A New Beginning, avventura grafica prodotta dai Daedalic Entertainment, lo studio alla spalle di quel piccolo capolavoro inespresso di Whispered World.

La storia alle spalle di questo titolo è infatti quanto di più attuale si potrebbe pensare, aspetto peraltro abbastanza sorprendente riflettendo sul fatto che lo sviluppo è iniziato alcuni anni or sono: la Terra dopo una serie di catastrofi nucleari causate da centrali esplose e senza controllo è sull'orlo della fine; la prossima tempesta solare rischia di essere l'ultima per il genere umano e rimane un'unica soluzione per salvare capra e cavoli: tornare indietro nel tempo e convincere l'umanità a redimersi, incentivando il ricorso a fonti di energia "pulite" prima che sia troppo tardi.

1

Una casa sul lago, una canna da pesca e...una montagna di rifiuti. Che paesaggio idilliaco.

2

E' quello che ci aspetta?

Purtroppo l'impresa (perché d'impresa si parla, basti pensare ai recenti fatti italiani) si rivelerà essere tutt'altro che facile e non mancheranno gli ostacoli sulla strada di Fay (la protagonista proveniente dal futuro) e del dottor Svensson (colui che ha scoperto un alga in grado di produrre energia pulita), tanto che per tutti gli otto capitoli dell'avventura dovrete districarvi da ben più di un pericolo, camminando spesso sul filo del rasoio.

Non che si possa effettivamente lasciarci le penne in quanto seguendo un approccio oramai diventato lo standard del settore, l’intento è di agevolare quanto più possibile il giocatore, da qui anche i consueti hot point richiamabili con un semplice tasto e l'impossibilità di rimanere bloccati a causa di qualche scelta scellerata.

Se però non troviamo niente di nuovo dal punto di vista del gameplay, quello che stupisce piacevolmente l'avventuriero navigato è la capacità di Daedalic di approfondire i vari protagonisti che via via incontrerete lungo il vostro cammino, personaggi le cui motivazioni e reazioni risulteranno plausibili e in grado di dare maggiore profondità alle tematiche trattate.

Impersonare alternativamente la ragazza del futuro o il burbero scienziato, attraversando a volte le medesime locazioni, vi farà infatti comprendere appieno il come si possa vedere gli stessi fenomeni o comportamenti con occhiali diametralmente opposti, tanto che non di rado la coscienza del giocatore sarà messa a dura prova, colpevolizzata per azioni che se ora ci sembrano normali acquisiscono tutt'altro spessore in una visione futuribile.

Anche i dialoghi contribuiscono a portare acqua al mulino del gioco, complice una localizzazione dei sottotitoli particolarmente riuscita e che non rischierà di annoiare l'avventuriero con righe di testo utili solo ad allungare il brodo; qualora poi voleste dilettarvi con la lingua britannica, troverete il doppiaggio sufficientemente chiaro da non ostacolare il vostro incedere avventuroso.

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