Rocketbirds: Hardboiled Chicken

La rivoluzione ha becco, piume... e un enorme jetpack!

Duole doverlo ammettere, ma sino a pochi giorni fa ignoravo del tutto l'esistenza di Rocketbirds Revolution.

Vuoi per i moderni sistemi di firewall e URL filtering machiavellicamente adottati dalla maggior parte degli uffici (tra cui non poteva certo mancare il mio), vuoi per la sempre più scarna mole di tempo libero minacciata da aspirapolvere, piatti da lavare e lavatrici da riempire/svuotare a ritmi vertiginosi, il piccolo gioiellino flash-based sviluppato da Ratloop Asia non era nemmeno l'ultimo dei pensieri nella mia già arrancante to do list.

L'arrivo del review code di Rocketbirds: Hardboiled Chicken per PS3 è stato accolto come l'ultima possibilità di redenzione per il giocatore penitente, ma dopo due notti praticamente insonni trascorse con quintali di aspirina e fazzoletti alternati al fido Dualshock 3, eccomi pronto a parlare di questa nuova versione "pompata" della battaglia tra pinguini e pollastri.

L'eroe di turno risponde al nome di Hardboiled Chicken, una variante "becco e piume" di Tackelberry pressoché priva di senso dell'umorismo ma così maledettamente forte da esser sopravvissuta alla cottura del proprio uovo quando ancora era un feto. Un nemico impossibile anche per "Il Putzky", terribile dittatore pinguino che spadroneggia in quel di Albatropolis affidandosi più all'esercito di pennuti polari alle proprie dipendenze, piuttosto che alle sue discutibili doti da leader.

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Tempo di sculacciate! E chi ha orecchie per intendere, intenda…

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Essere dei Rambo in carne e penne non significa sempre aver la meglio sui nostri nemici. Specie se armati di mitragliatore!

Il "real cock of the war" (una perla che chiunque mastichi un po' di Inglese non può non cogliere), dovrà farsi strada in 15 scenari differenti, vomitando piombo su improbabili pinguini guerrafondisti sino a giungere al rifugio dell'odiato dittatore e chiudere i conti una volta per tutte.

Difficile credere ai propri occhi mentre osservano pinguini in stile vietcong che danno la caccia ad un pollo cresciuto a mangime e steroidi, in un inseguimento su jetpack così serrato da far rabbrividire qualsiasi rispettabile agente 007 mai apparso a memoria d'uomo. E considerando che quella appena descritta è la sequenza introduttiva, è più che naturale supporre che ad attendere il giocatore nelle prossime 5/6 ore di gioco vi sia quanto di più bizzarro e irriverente disponibile su PSN.

Le meccaniche di Rocketbirds prendono in prestito gli ingranaggi ludici di autorità del calibro di FlashBack, Oddworld o Blackthorne, con l'abbandono dello scrolling dello scenario in favore di un sistema che carica la nuova schermata solo quando il protagonista "esce" da quella corrente. Da buon platform old school, l'azione di gioco consiste nell'intramontabile cocktail di "shoot, run & jump" e di puzzle più o meno complessi, che richiedono una buona analisi del setting, una sana dose di backtracking e, in più di qualche caso, uno spirito di iniziativa al limite della depravazione.

È questo il caso del cosiddetto Brain Bug, una specie di parassita che attacca il cervello della vittima designata e la pone sotto il totale controllo di Hardboiled: un po' come accade con il Mindjack in Abe's Oddysee, possiamo sfruttare questi "fantocci armati" non solo per sfoltire le fila dei nemici (una strategia molto utile al procedere della main story), ma anche per risolvere ingarbugliati enigmi altrimenti impossibili per il solo eroe: a lavoro finito, nessuno vieta di liberarsi sadicamente dei servitori, obbligandoli a puntare l'arma alle proprie tempie e a far fuoco.

Il trailer di lancio di Rocketbirds: Hardboiled Chicken.

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