Modern Warfare 3

Missione compiuta... senza prendersi rischi.

Alla fine anche per Modern Warfare 3 è giunto il grande momento. Dopo un anno di campagna pubblicitaria altisonante e di scaramucce più o meno intense fra Activision ed Electronic Arts, la serie detentrice dell'ambito titolo di Re degli FPS arriva sul mercato, forte della popolarità acquisita sul campo attraverso anni di successi.

Giusto pochi giorni fa vi abbiamo proposto il nostro punto di vista relativo a Battlefield 3, vero grande concorrente dell'ultima fatica Infinity Ward. Oggi è giunto il momento di capire quale dei due titoli sia effettivamente il migliore, pad alla mano.

Dopo aver montato per mesi l'hype su questa sfida, tuttavia, una volta affrontate entrambe le esperienze ci siamo resi conto di quanto, in effetti, sia impossibile dire quale titolo sia il migliore in assoluto, visto che pur essendo entrambi FPS bellici, le esperienze da essi proposte sono così diverse da attrarre tipologie di giocatori altrettanto variegate.

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I 60 fps sono un'ottima cosa per il gameplay, ma è innegabile che il motore grafico di Call of Duty inizi a soffrire il peso del tempo.

Visto l'enorme successo ottenuto con i precedenti capitoli della serie era impensabile che Activision e Infinity Ward scegliessero di sforzarsi per proporre qualcosa di radicalmente diverso rispetto al passato. D'altra parte è stato il mercato stesso a stabilire che quanto presente nei vari capitoli di CoD, tanto in single player quanto in multi, fosse ciò che la gente desiderava.

Proprio per questo, una volta inserito il disco nella console, è impossibile non sentirsi immediatamente a casa. Il design dei menu a tinte nere e verdi, le musiche, i font utilizzati, tutto grida a squarciagola Modern Warfare e, una volta avviata una qualsiasi delle modalità presenti, la sensazione di confortevole deja-vu non accenna a diminuire.

Il pacchetto di Modern Warfare 3 comprende tre tipologie di gameplay ben distinte: la Campagna single player, le Operazioni Speciali da affrontare in co-op con un amico e il classico Multiplayer competitivo, in cui si concentrano praticamente TUTTE le novità di questo capitolo di Call of Duty.

L'esperienza offerta dalla Campagna, infatti, non si distacca minimamente da ciò che il primo Modern Warfare aveva avuto il merito di iniziare. La trama interrotta al termine di Modern Warfare 2 continua esattamente da dove l'avevamo lasciata, con il mondo ormai in piena Terza Guerra Mondiale a causa della volontà di un solo uomo.

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I giocatori faticheranno non poco per ottenere tutte le stelle nelle Spec Ops, visto che alcune di queste sono particolarmente crudeli a difficoltà Veterano.

Ancora una volta il giocatore è chiamato a interpretare, missione dopo missione, le gesta di soldati provenienti da nazioni differenti e appartenenti a corpi speciali di ogni genere, nel drammatico tentativo di risolvere un conflitto mondiale e di sventare i piani apocalittici di Makarov.

Due anni fa Infinity Ward e Modern Warfare 2 finirono al centro del mirino a causa di una missione particolarmente controversa, durante la quale i giocatori prendevano attivamente parte a una strage di civili nel bel mezzo di un aeroporto.

Quest'anno, come avete già avuto modo di vedere nelle news degli ultimi giorni, le cose non sono affatto cambiate. Ancora una volta ci si imbatte in situazioni forti ed estremamente crude, al punto che prima dell'inizio della Campagna viene chiesto al giocatore se questi desideri saltare le scene più pesanti, capaci di urtare la sensibilità di alcuni utenti.

In risposta alle polemiche già scaturite dai video diffusi in rete, gli sviluppatori hanno sottolineato quanto quella inserita nei loro giochi non sia violenza gratuita, ma piuttosto un modo per mostrare in tutta la sua brutalità gli effetti della guerra sulle persone da essa inevitabilmente colpite.

Dopo aver completato la storia e avendo finalmente un quadro completo della situazione possiamo finalmente prendere una posizione al riguardo. A quanto abbiamo avuto modo di vedere, non possiamo fare a meno di notare una profonda mancanza di coerenza nell'opera di Infinity Ward.

Se da una parte, infatti, è vero che un conflitto sia inevitabilmente crudele e spietato nei confronti dei civili, dall'altra è difficile che durante ogni sacrosanta operazione militare accadano situazioni spettacolari e altamente cinematografiche come quelle proposte in Modern Warfare.

La scena dell'attentato di Modern Warfare 3.

Troviamo insomma contraddittorio nascondersi dietro alla volontà di mostrare il vero volto della guerra solo quando fa comodo, se poi il 90% della campagna ha invece un taglio squisitamente hollywoodiano.

Detto questo, la Campagna di Modern Warfare 3 è un perfetto esercizio di stile, una tesi di laurea dedicata ai migliori film d'azione, un mosaico squisitamente architettato di sequenze da cardiopalma capaci di assorbire per una manciata di ore (circa 6-7 a livello di difficoltà Soldato) gli avidi giocatori.

In particolar modo siamo rimasti particolarmente affascinati dalla missione in cui si deve difendere il presidente russo in viaggio a bordo dell'aereo presidenziale, durante un dirottamento armato. Era dai tempi della missione dei cecchini del primo Modern Warfare (ancora imbattuta in quanto a design e coinvolgimento, per quanto ci riguarda) che non rimanevamo tanto colpiti da un FPS.

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