The Elder Scrolls V: Skyrim

Date un nuovo significato all'aggettivo "epico".

Il gioco è finalmente uscito. Qualora foste interessati a completarlo al 100%, vi invitiamo a consultare la nostra soluzione completa di The Elder Scrolls V: Skyrim!

Quando il 30 ottobre un corriere ha suonato alla porta della redazione per consegnare la copia review di Skyrim, molta gente avrebbe ucciso un proprio parente per venirne in possesso. La mia veneranda età fortunatamente porta con sé anche un po' di esperienza, e questo mi ha permesso di muovermi nell'ombra per aggiudicarmi l'ambito premio... E così, mi sono seduto comodo sul mio divano davanti al mio televisore full HD e ho caricato per la prima volta il gioco forse più atteso di questo penultimo mese dell'anno.

L'argenteo disco presente nella confezione ha trovato il suo giusto posto nel tray della mia Xbox 360 e dopo pochi minuti di installazione (non necessaria ma, come sempre, consigliata) ecco apparire il logo Bethesda, seguito da un monile raffigurante un drago che preludeva alla magica scritta "Premi Start".

Dopo un breve caricamento mi ritrovo su un carro cigolante e sballottato su e giù da una stradina che aveva conosciuto tempi migliori. Le mani sono bloccate e posso muovere solo la testa per scoprire che non sono solo. Dei perfetti sconosciuti condividono il mio stesso destino che è, ora l'ho capito, quello di un prigioniero.

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Se non è una visione suggestiva questa... anche Tim Burton probabilmente si commuoverebbe con un panorama così.

Il breve tragitto scorre sotto i miei occhi mentre scopro che almeno uno dei tizi che ho a fianco è piuttosto famoso. Si tratta di una specie di leader politico e porta un bavaglio che gli impedisce di parlare... probabilmente non lo avrebbe fatto comunque, ma scoprirò solo dopo il perché di quel particolare "trattamento".

Arriviamo in un villaggio e veniamo fatti scendere mentre intorno gli abitanti ci guardano incuriositi ma al tempo stesso spaventati e un po' disgustati. Di fronte a noi delle guardie e altri prigionieri messi in fila come pecore. Quel bestione incappucciato con un'enorme ascia in mano fa presagire quale sarà il nostro destino. Veniamo chiamati uno per uno, ma quando arriva il mio turno succede qualcosa di diverso, mi viene chiesto come mi chiamo...

Questo è il modo che il team di sviluppo ha scelto stavolta per introdurre i giocatori all'editor del personaggio. Chi ha già giocato Oblivion non troverà grandi differenze, fatta eccezione per il notevole miglioramento in ambito grafico. I modelli poligonali e i dettagli dei volti sono nettamente superiori a quelli del precedente capitolo, ma il grado di personalizzazione è rimasto pressoché invariato. È ancora possibile, quindi, optare per dei modelli predefiniti da perfezionare leggermente o creare dei veri e propri mostri partendo da una delle razze disponibili.

"Lo sviluppo e la personalizzazione del proprio avatar sono stati snelliti notevolmente nella loro gestione."

Come al solito la scelta iniziale influenza in maniera significativa alcune delle abilità a disposizione, ma nel corso del gioco è comunque possibile sviluppare i propri talenti anche discostandosi dalle attitudini primarie. In questo senso l'elasticità del sistema di progressione è rimasta più o meno la stessa, ma lo sviluppo e la personalizzazione del proprio avatar sono stati snelliti notevolmente nella loro gestione.

Venti minuti di gameplay di The Elder Scrolls V: Skyrim.

La profondità è fortunatamente rimasta la stessa, ma come al solito spetterà ad ognuno di voi scegliere se giocare in maniera "mista" o da purista dei GDR... conosco una persona che ha giocato Oblivion da mago puro, indossando solo vesti leggere e senza usare armi da mischia. Vi dice niente il nome Ricciotto?

Ma torniamo a noi e a quello che sarà il vostro fedele compagno per tutta l'avventura, ovvero la sezione relativa al vostro personaggio Niente più menù in stile "rococò" e orpelli inutili come decorazioni, tutto è stato ristretto in un'unica schermata nella quale è possibile visualizzare la mappa (realizzata in 3D e più suggestiva e chiara delle precedenti), gestire l'inventario confrontando in maniera semplice e veloce quello che si possiede con quello che si trova in giro, e dare uno sguardo alle missioni già compiute o scegliere quelle da seguire.

C'è poi da fare il discorso delle costellazioni, che racchiudono l'essenza del vostro futuro all'interno di Skyrim. Saranno proprio esse a determinare l'orientamento del vostro personaggio, molto più delle scelte fatte all'inizio, che riguardano più che altro l'ambito estetico.

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La trama è decisamente guidata, ma se decidete di avventurarvi nelle missioni secondarie mettete in conto decine di ore di gioco.

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La mappa di gioco inizialmente è coperta da fosche nubi, ma ben presto si riempirà di indicatori per le missioni e i luoghi da visitare.

Ognuna racchiude in sé una specialità e al suo interno ogni stella che la compone può essere accostata ad un perk, ovvero un'abilità speciale che potrebbe tornarvi utile in battaglia o nella vita di tutti i giorni. Volete specializzarvi nella Distruzione? Preferite agire silenziosamente e imparare le sopraffine arti del borseggio e dello scasso? La decisione spetterà a voi. Ogni volta che passerete di livello sarà qui che dovrete entrare e non avrete più bisogno di farvi un sonnellino come in Oblivion... cosa che, per inciso, ho sempre trovato sciocca.

"L'inventario è stato organizzato e ottimizzato per consentire una rapida consultazione."

Per quanto riguarda l'inventario, anche questo è stato organizzato e ottimizzato per consentire una rapida visione di ciò che si ha a disposizione. Il confronto tra gli equipaggiamenti e le armi possedute è notevolmente più veloce, cosa che non guasta quando si ha a che fare con una spropositata quantità di oggetti recuperabili, rubabili o acquistabili.

Le missioni sono divise in mini-capitoli, che servono a distinguerne il diverso indirizzo narrativo. Possono essere attivate e disattivate nell'apposita schermata e questo fa sì che la loro destinazione appaia subito sulla mappa di gioco. Rispetto ad Oblivion la varietà di ambientazioni è nettamente maggiore e la cura nella ricostruzione della maggior parte di esse lascia davvero a bocca aperta. In alcuni momenti il mio pellegrinaggio nella terre nordiche di Skyrim mi hanno ricordato un vecchio viaggio in Marocco... ok, è un paese nord-africano, ma se fate un salto sui monti dell'Atlante mi darete ragione.

Ci si sposta da montagne innevate a intricati sotterranei, passando per città scavate nella roccia (Markath la ricorderete molto, molto a lungo) che da sole sarebbero sufficienti per racchiudere un gioco a parte. Sono paesaggi mozzafiato che compongono un mondo letteralmente vivo, protagonista almeno quanto l'eroe di cui avete il controllo.

All'immersione all'interno del gioco contribuisce anche l'interazione con i moltissimi NPC che incontrerete, che pur essendo nella maggior parte dei casi fine a se stessa, è sicuramente più profonda e interessante rispetto a quanto ricordavo nel precedente capitolo. In alcuni casi l'ingerenza di tali personaggi nella vostra vita virtuale sarà molto più marcata e al tempo stesso le vostre azioni si rifletteranno sulle loro grazie al nuovo sistema Radiant inventato da Bethesda, che muta il procedere di alcuni eventi in base alle azioni intraprese.

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