WWE '12 - review

Il primo passo verso il cambiamento.

Il mondo del wrestling sta passando attraverso una serie di cambiamenti davvero radicali che, almeno in teoria, dovrebbero farlo uscire dal periodo difficile generato da troppi anni di John Cena, erroneamente spinto come la versione moderna del leggendario Hulk Hogan.

In un momento tanto delicato, THQ e Yuke's hanno pensato bene di abbandonare la vecchia incarnazione della loro storica saga di wrestling per rinfrescarne le dinamiche di gameplay, da troppo tempo legate a complicate combinazioni da ricordare a memoria.

Sotto un certo punto di vista questa serie ha subito la medesima evoluzione di quella di Dragon Ball, che dopo anni di idee sempre più complesse ha preferito tornare alle basi per favorire il divertimento spensierato.

1

L'editor per la creazione dei ring è versatile quanto quello usato per i lottatori, dettaglio che garantisce una grande libertà di movimento.

I risultati si vedono immediatamente, fin dal primissimo combattimento. Le complicate combinazioni di tasti che negli scorsi capitoli dovevano essere memorizzate per portare a termine il gran numero di colpi a disposizione di ogni lottatore sono completamente scomparse, lasciando spazio a un sistema più fluido e intuitivo.

In WWE '12, infatti, l'esecuzione delle tecniche è legata al tasto premuto ma dipende anche dalla posizione dei due lottatori sul ring e dalla quantità di energia a loro disposizione. Grazie a questa nuova gestione contestuale degli attacchi capita spesso di vedere il proprio wrestler esibirsi in una discreta varietà di colpi, senza dover necessariamente inserire intricate combinazioni di tasti.

Come sempre accade quando si limita la responsabilità del giocatore, tuttavia, questo sistema di controllo ha anche un'altra faccia della medaglia, rappresentata da una certa mancanza di varietà che non tarda a farsi notare dai fan più accaniti.

Chi aveva speso ore e ore del proprio tempo per fare pratica con il vecchio sistema di controllo, infatti, con questo nuovo episodio si sentirà come se fosse costretto a giocare usando una sola mano, provando un conseguente senso di frustrazione.

Superato l'impatto iniziale, tuttavia, quando ci si rende conto che effettivamente le possibilità offensive e difensive sono ancora molte (al punto da poter tranquillamente replicare i match più spettacolari del wrestling in carne e ossa), l'indicatore del divertimento inizia a salire, facendo scaldare il pubblico in sala.

Non tutte le mosse sono infatti diventate contestuali, ed è comunque necessario studiare le tecniche più complesse e dannose per usarle in combattimento. Questa via di mezzo tra un sistema completamente automatico e la vecchia scuola di pensiero a base di combinazioni di tasti e dita da polipo, rende l'esperienza di WWE '12 piuttosto piacevole e interessante, soprattutto durante le partite con gli amici.

Dopo le modifiche apportate al gameplay, la rottura delle tradizioni continua con la nuova versione della modalità Road to WrestleMania, che rispetto agli anni passati segna un evidente passo indietro, almeno dal punto di vista del coinvolgimento e del divertimento generale.

A differenza di quanto accadeva in passato, infatti, ora è possibile seguire una sola linea narrativa dove, nell'arco di 18 mesi, ci si alterna nei panni del proprio wrestler personalizzato, di Sheamus e di Triple H.

3

Come da tradizione per la serie, anche quest'anno è possibile esibirsi in una vasta gamma di tipologie di incontri.

Il problema principale non è tanto quello della narrazione (che comunque risulta decisamente meno frizzante che in passato), ma soprattutto quello della necessità di soddisfare condizioni di vario genere per superare con successo alcuni incontri specifici.

L'idea in sé è anche simpatica, ma sfortunatamente non è implementata nel migliore dei modi, visto che non è certo piacevole dover ripetere un incontro solo perché non si è riusciti a eseguire una tecnica specifica.

Fortunatamente, però, tutta la parte relativa alla creazione e alla personalizzazione è tornata più in forma che mai, per la prima volta arricchita dalla possibilità di realizzare le arene dei propri sogni. Pasticciando con l'editor (ormai vero e proprio marchio di fabbrica per questa saga) si possono modificare tutti gli aspetti delle arene, dai colori del ring agli elementi esterni, aggiungendo fiamme, panchine, scalette e via dicendo.

Ed è proprio la parte della creazione che, ancora una volta, garantisce una marcia in più a WWE, permettendo di dare vita a lottatori fuori di testa o di far nascere il combattente dei propri sogni, quello che ognuno di noi avrebbe sempre voluto veder salire sul ring.

Tutto questo è opportunamente supportato da un motore grafico decisamente migliorato rispetto al passato, in particolar modo sul fronte delle animazioni. Nonostante ci siano ancora molti margini di crescita, lo spettacolo messo in scena dai lottatori poligonali è più che dignitoso, pur non raggiungendo nemmeno lontanamente i risultati ottenuti dai vari capitoli di UFC e da MMA.

Una galleria di immagini dedicata a Brock Lesnar.

In WWE '12, infatti, i wrestler appaiono ben modellati, spesso animati in modo adeguato, ma mancano sempre e comunque dell'espressività che ormai si può tranquillamente trovare negli altri giochi di lotta realistici, il che è un vero peccato, considerando che il wrestling si basa proprio sulle capacità recitative dei suoi interpreti principali.

Ciò detto, comunque, siamo piacevolmente colpiti dalla strada intrapresa dagli sviluppatori con questo episodio. Siamo convinti che si tratti del percorso giusto per rinnovare e ricostruire un marchio palesemente in difficoltà, ma è necessario percorrere ancora un bel po' di strada prima di ottenere il risultato perfetto. Per adesso, comunque, i fan possono contare su un titolo di buon livello.

7 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio WWE '12 - review Filippo Facchetti Il primo passo verso il cambiamento. 2011-11-29T13:10:00+01:00 7 10

Commenti (7)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

  • Caricamento...