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Sonic Generations - review

La soluzione è nel passato!

Alzino la mano le persone in sala (giochi) che ricordano con piacere uno degli ultimi episodi di Sonic. No, non vale citare le riproposizioni legate a un qualsiasi sistema di emulazione. E no, non vale se l'ultimo titolo di Sonic che avete giocato risale al Sega Mega Drive.

Confusionarie, senza idee, legate a un gameplay riproposto in maniera quasi passiva, le ultime avventure del Sonic Team non hanno reso giustizia a uno dei pochi personaggi che, nel suo periodo d'oro, poteva rivaleggiare con il Mario nell'immaginario del videogiocatore medio e che, per un'intera generazione, ha rappresentato l'aspirazione massima per vivere felicemente il Natale.

Ma si sa, anche se in Giappone possono essere incredibilmente ostinati, le vendite hanno sempre il loro peso ed era ormai evidente quanto fosse necessario mettere mano per risollevare un franchise che rischiava di far compagnia ad altre serie che giacciono dimenticate nel cimitero videoludico. La soluzione, quel Sonic Generations di cui mi appresto a parlare, si è rivelata peraltro piuttosto facile non appena si è compreso che, come nelle migliori storie d'amore, per ritrovare la scintilla fosse sufficiente riscoprire le emozioni degli inizi.

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Si torna a scuola! Più alta è la valutazione, maggiori saranno i punti che prenderete.

Lo spunto per lanciare questo "viaggio nella memoria" è così tanto semplice quanto efficace: il nostro si ritrova (tanto per cambiare) a correre beato per verdi campi quando ecco arrivare il super malvagio di turno, visibilmente annoiato da tutto il colore da cui è circondato. Leggermente irritato, decide quindi di rapire tutti i "simpatici" amichetti del nostro porcospino e di nasconderli in nove diverse locazioni, ambientate in altrettanti scenari del passato di Sonic.

Se la premessa semplice, la successiva evoluzione lo è ancora di più: il nostro, coraggioso fin sulla punta degli aculei, dovrà percorrere un viaggio nel passato per liberare i suoi fidi compagni, ripercorrendo la propria storia che andrà a pescare sia dal passato più remoto (l'arcifamosa Green Hill su tutti) sia da quello più recente, con una freschezza che non stride col pensiero che sulla irsuta schiena del nostro amico siano già passate venti primavere.

"Sonic dovrà percorrere un viaggio nel passato per liberare i suoi fidi compagni, ripercorrendo la propria storia."

A rendere poi un po' più interessante un viaggio che sulla carta potrebbe sapere di dejà vu è la scelta di far vivere ognuna delle vecchie ambientazioni in una doppia modalità resa possibile dalla discrepanza temporale causata dal cattivo "Mangia Tempo" di cui sopra. Ognuno dei nove livelli dovrà infatti essere affrontato sia nei panni del Sonic originario, sia nella sua versione "cool" nata ai tempi del mai troppo compianto Dreamcast.

Si materializzano così le possibilità di un inedito doppio gameplay: quando impersonerete l'alter ego a 16-bit dovrete destreggiarvi in livelli vecchia maniera, con piattaforme, velocità e un mai dimenticato "dash" da usare come se non ci fosse un domani, mentre quando passerete alla versione moderna preparatevi a una serie infinita di scivoli, sezioni in 3d e adrenalina che scorrerà a fiumi.

Attenzione però, se state prematuramente iniziando a leccarvi i baffi, vi conviene sedervi un attimo: a contorno degli atti principali troviamo infatti un grande livello hub in 2d in un iniziale bianco e nero, livello che dovrete esplorare per spostarvi da un atto ad un altro e mandare così avanti la semplice trama alla base del gioco. Mano a mano che riuscirete a completare ciascuno dei livelli potrete poi sia colorare (in automatico) le varie parti del mondo in cui vi trovate intrappolati, sia sbloccare livelli e sfide aggiuntive capaci di accompagnarvi in maniera avvincente fino agli scontri con i classici mega boss tanto cari alla serie.

"Quando impersonerete l'alter ego a 16-bit dovrete destreggiarvi in livelli vecchia maniera."

Di più non vi racconto per non rovinarvi la trama ma se volete un consiglio, ricordatevi di recuperare quanti più punti possibili, i quali saranno una diretta valutazione del tempo che impiegherete per terminare le varie sezioni e del numero delle oramai note stelle rosse sparse qua e là che potrete recuperare fra un ponte sospeso e un salto nel vuoto.

Si capisce che sono entusiasta? Ecco, credo che chiunque abbia qualche anno sulle spalle difficilmente potrà non esserlo: il design dei livelli rivela una passione e una conoscenza profonda della storia di Sonic, riuscendo a coniugare in maniera encomiabile lo stile che ha reso famosa la creatura di mamma Sega con le esigenze e i bisogni di una platea che nel frattempo ha modificato i propri gusti in accordo con l'offerta presente sul mercato.

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La grafica è un marchio inconfondibile di Sega, partendo dei colori per arrivare alla struttura dei livelli.

La velocità, marchio di serie da sempre delle avventure del nostro amato porcospino, è tale che non risulta solamente un freddo espediente per nascondere magagne nella costruzione delle architetture dei vari mondi, ma anzi è occasione e prova per mettere alla frusta i propri riflessi e la propria voglia di esplorare quanto gli sviluppatori hanno pensato per i giocatori di ogni epoca.

"La difficoltà complessiva è alquanto bassa, tanto da portare la longevità sei ore scarse."

E se la difficoltà complessiva è alquanto bassa, tanto da portare la longevità pura a una mezza dozzina di ore scarse, è nel riscoprire e ritrovare ogni sezione, alla ricerca di passaggi nascosti o di scorciatoie mancate, che si riscopre la gioia di un gameplay che mancava da troppo tempo da queste parti.

Uno dei marchi di fabbrica della casa del porcospino è poi stato da sempre l'utilizzo di una palette cromatica in grado di sedurre in maniera diretta la retina del videogiocatore, un tratto che rendeva un semplice cielo un chiaro spartiacque fra ciò che era Sega e ciò che era di altre software house.

Sarete felici di sapere che anche il motore sviluppato attorno a questa rinnovata cornucopia visiva è fortunatamente in grado di valorizzare appieno le peculiarità storiche di Sonic. Il senso di velocità tipico della serie è così riproposto in maniera ottimale, restituendo un feeling che probabilmente molti davano per disperso grazie anche a una resa complessiva non inficiata da rallentamenti o glitch che avrebbero affossato a morte questo tipo di gameplay.

Il trailer di lancio di Sonic Generations.

Laddove Sonic Generations tradisce tuttavia la sua natura consolara, nonostante la presenza anche di una versione PC, è nella mappatura dei controlli, espressamente pensata per rendere al meglio se abbinata ad un bel joypad.

Aggiunte finali degne di nota sono relative al doppiaggio in Italiano, prima volta per la serie (che peraltro definiamo eufemisticamente dimenticabile), una doppia colonna sonora a seconda che impersoniate o una o l'altra delle versione dell'eroe blu, un multiplayer dove dovrete completare un livello qualsiasi in trenta secondi e una gradita quanto inaspettata aggiunta della versione Genesis di Sonic the Hedgedog, acquistabile dopo aver vinto un certo ammontare di punti in game.

Se però su PC parliamo praticamente di un unicum, su console la competizione è decisamente più aperta. E così, ora che siamo di nuovo all'aperto, anche se ci sembrerà fin troppo evidente che era troppo tempo che il cielo non era così blu, forse dobbiamo iniziare a rassegnarci che il nostro occhio si è abituato ad altri colori.

8 / 10

Sonic Generations - review Roberto Bertoni La soluzione è nel passato! 2011-12-01T11:00:00+01:00 8 10

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