Apple "ignora i problemi, non li risolve"

L'accusa degli impiegati cinesi che lottano per migliorare le proprie condizioni.

Un'approfondita indagine del New York Times, riportata da GamesIndustry, in aziende cinesi che producono prodotti per Apple mette in evidenza una "tensione irrisolta" tra gli sforzi dell'azienda per migliorare le condizioni dei lavoratori e la necessità di soddisfare la domanda dei suoi prodotti.

L'articolo si basa sulla testimonianza di "tre dozzine di attuali o ex dipendenti e collaboratori", tra cui "una mezza dozzina di dirigenti Apple con esperienze di prima mano del gruppo dei fornitori dell'azienda responsabilità.

"Siamo venuti a conoscenza di abusi sul lavoro in alcune fabbriche per quattro anni, e sono ancora in corso - ha detto un ex dirigente di Apple - Perché? Perché a noi va bene così, i fornitori sarebbero pronti a cambiare tutto domani se Apple li mettesse di fronte ad una scelta".

"Se la metà di iPhone fossero malfunzionanti, pensi che Apple avrebbe lasciato andare avanti la questione per quattro anni?"

"Puoi produrre in stabilimenti confortevoli e adeguati per gli operai, o puoi reinventarti ogni anno e creare prodotti migliori, più velocemente e a prezzi inferiori, e questo richiede aziene che potrebbero risultare troppo dure per gli standard americani" conclude un attuale managar Apple.

"E ora come ora, i consumatori sono più interessati al nuovo iPhone che alle condizioni di lavoro in Cina".

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