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Game of Thrones - review

Il Gioco dei Troni sbarca anche su PC.

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono una delle massime espressioni del fantasy moderno, capaci di attirare milioni di lettori in tutto il mondo, in avida attesa di un nuovo volume. Nati dalla fervida immaginazione di George R.R. Martin, questi libri hanno dovuto attendere diversi anni prima di diventare un vero e proprio fenomeno di costume, grazie principalmente alla riuscita serie televisiva, ribattezzata il Trono di Spade.

Grazie a Cyanide, Game of Thrones è divenuto anche un videogioco, inizialmente uno strano strategico e ora finalmente un gioco di ruolo, forse il genere che meglio si sposa con l'opera dello scrittore americano.

Al posto di raccontare le stesse vicende descritte nei romanzi, gli sviluppatori hanno deciso di creare due nuovi protagonisti le cui peripezie vanno a intrecciarsi con gli avvenimenti descritti nel primo libro. Mors Westford è un Guardiano della Notte duro e implacabile, rigidamente fedele al codice della fratellanza. La sua lama non fa distinzione tra nemici e traditori e il suo nome è temuto e rispettato da entrambi i lati della Barriera. Solo una richiesta giunta da un passato remoto lo allontanerà dai suoi confratelli.

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Alester Sarwyck è un adepto di R'hllor ed è in grado di sfruttare i poteri concessi dalla sua fede durante gli scontri.

Alester Sarwyck è invece l'erede di Acquafonte, tornato da quindici anni di esilio volontario nelle città libere, dove ha abbracciato il credo di R'hallor. La sua terra natia è in rovina, spezzata da una lotta intestina che vede suo fratello minore e il fratellastro contendersi il trono. Vista la disperazione del suo popolo, decide di assumersi il compito di risollevare la sua casata e per farlo, non esita a mettersi al servizio della temibile regina Cersei Lannister.

"Gli sviluppatori hanno creato due protagonisti le cui peripezie vanno a intrecciarsi con gli avvenimenti del primo libro"

Entrambi i personaggi sono piuttosto ben caratterizzati e dopo i primi capitoli introduttivi si svilupperanno ulteriormente attraverso le vostre scelte, sufficientemente curate da determinare alcuni aspetti della storia e l'atteggiamento che i personaggi non giocanti avranno nei vostri confronti nei capitoli più avanzati. Le vostre decisioni influenzeranno anche la definizione dei punti di forza dei due protagonisti, ovvero delle caratteristiche passive che andranno a rafforzare o a indebolire il vostro personaggio.

Il sistema di crescita dei personaggi vorrebbe rifarsi ai classici giochi di ruolo del passato. Nonostante la forte caratterizzazione dei protagonisti, potremo infatti scegliere fra tre classi disponibili per ognuno di loro, che daranno poi l'accesso a determinate specializzazioni. Queste inoltre spingeranno a utilizzare un determinato equipaggiamento, per valorizzare le abilità sbloccate.

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Mors è un Guardiano della Notte duro, spietato ed implacabile, sia contro i Bruti, sia contro i traditori del suo ordine.

Dopo aver distribuito i punti dei parametri fisici, i classici forza, agilità, fortuna, robustezza e intelligenza, dovrete assegnare i punti abilità, che daranno determinati bonus durante il combattimento. Infine si potranno sbloccare le prime abilità in un classico skill tree, al quale se ne affiancherà un altro per le abilità secondarie. In ultimo sarà fondamentale scegliere i punti di forza e le debolezze: ognuno di questi bonus avrà un "costo" in base alla propria efficacia, che andrà bilanciato con altrettanti malus.

Il sistema di combattimento è basato su comandi da impartire durante una sorta di pausa tattica. Similmente a quanto visto in The Witcher 2, attivando la ruota tattica si rallenterà il tempo, consentendo di impartire un massimo di tre comandi al protagonista e al suo eventuale alleato. Ogni azione è caratterizzata da un effetto secondario che potrà essere sfruttato per ottenere danni aggiuntivi.

In altre parole se un colpo infligge sanguinamento, sarà bene concatenarlo con uno che infligge danno supplementare ai nemici in questo stato. Tale sistema funziona piuttosto bene quando avremo l'occasione di viaggiare in compagnia di un alleato, ma anche dopo aver sbloccato alcune abilità aggiuntive, soprattutto quelle legate alle capacità secondarie di ogni personaggio potrete inanellare interessanti combinazioni. Dopo alcuni momenti di smarrimento, soprattutto per via di un'interfaccia poco ispirata, sarete in grado di riconoscere e sfruttare a vostro favore le diverse icone di stato.

"Il sistema di combattimento è basato su comandi da impartire durante una sorta di pausa tattica"

Game of Thrones - trailer

Molti saranno, infatti, i fattori da tenere in considerazione, come il tipo di armatura indossato dai nemici o l'arma da loro impugnata. Sfortunatamente le variabili sono limitate fortemente dal numero esiguo di membri del vostro party (spesso sarete persino da soli e quindi spesso non potrete utilizzare l'arma consigliata contro un tipo specifico di armatura, per esempio) o dalla classe selezionata all'inizio (l'arciere non funziona molto bene) e gli scontri saranno risolti velocemente utilizzando semplicemente le abilità d'interruzione dei colpi avversari.

Interessante l'utilizzo delle capacità secondarie dei protagonisti: Alester è un prete rosso, capace di maneggiare la magia del fuoco e l'altofuoco, in modo da incenerire gli avversari. Mors è invece un warg, cosa che gli consente di prendere possesso del suo mastino in modo da impartirgli ordini durante i combattimenti. Anche al di fuori degli scontri queste abilità saranno utilizzate per variare il ritmo delle missioni: il mastino di Mors potrà essere utile per seguire l'odore del nostro obiettivo o scovare tesori, mentre la divinazione di R'hllor consente ad Alester di individuare meccanismi nascosti. Peccato che molti di questi elementi siano piuttosto scriptati.

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Presto imparerete a conoscere e distinguere le varie icone sulla testa degli avversari, in modo da sfruttare eventuali bonus e loro debolezze.

La fase esplorativa è, infatti, uno degli aspetti meno riusciti di Game of Thrones, troppo lineare e povera per spingere il giocatore a setacciare ogni anfratto delle mappe che, oltre a qualche moneta od oggetto speciale, non nascondono nulla. Anche l'interazione con i personaggi non giocanti è limitata ai dialoghi previsti dagli sviluppatori e comunque la loro caratterizzazione è decisamente meno incisiva rispetto ai due protagonisti o ai soggetti presi in prestito dalla serie televisiva.

"La fase esplorativa è, infatti, uno degli aspetti meno riusciti di Game of Thrones"

Se a questo aggiungiamo una certa povertà grafica, figlia del budget non stellare a disposizione di Cyanide, capirete che non sono molti i motivi per esplorare le lande di Westeros, se non per raggiungere la propria destinazione.

Ed è un vero peccato, poiché la fedeltà di alcuni aspetti del gioco alla licenza di Martin e di HBO, come per esempio la struttura a capitoli che mostra la storia da due punti di vista differenti e l'intreccio narrativo, in grado di sovrapporsi alle vicende già conosciute senza troppi strappi, sono elementi piuttosto riusciti che spingeranno i fan ad apprezzare un titolo un po' troppo "leggero" sotto il profilo tecnico e ludico, ma non riusciranno a convincere i puristi del genere.

Su alcune cose gli sviluppatori francesi hanno oltretutto dovuto far buon viso a cattivo gioco, per non incorrere nelle ire dei benpensanti. Da un lato hanno escluso le scene di sesso o le trame particolarmente scabrose, dall'altro non hanno resistito alla tentazione di inserire il maggior numero di riferimenti possibili alla licenza, anche se talvolta fuori luogo.

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Le scene di forte impatto sono state edulcorate, a differenza di quanto accade nella serie televisiva e nei libri.

Come dicevamo, dal punto di vista prettamente tecnico il lavoro svolto dagli sviluppatori si divide tra un'ottima caratterizzazione dei volti, soprattutto quelli dei protagonisti e dei personaggi presi di peso dal telefilm, ed ambientazioni un po' spoglie, poco vive e ispirate.

La versione Personal Computer si fa preferire per un frame rate più stabile e un livello di dettagli e una pulizia superiori a quanto visto su console, ma la povertà di molte texture e l'assenza di particolari effetti particellari sono comuni. Dispiace, dunque, che non siano stati supportati gli hardware più performanti, ma capiamo la scelta di rendere Game of Thrones il più scalabile possibile.

Altalenanti lo sono anche le musiche che vanno dall'ottimo main theme ad altre troppo anonime. Lo stesso trattamento è riservato anche al doppiaggio: alcuni personaggi mantengono lo stesso accento sentito nell'adattamento televisivo, mentre altri parlano in un Inglese privo d'inflessioni. Questi personaggi, con la loro cattiva interpretazione, sottolineano qualche forzatura di alcuni dialoghi, non particolarmente eleganti nel voler creare mistero e pathos intorno al passato misterioso dei protagonisti o nel cercare di dipingere figure ambigue o pericolose.

"Game of Thrones è un titolo studiato per accontentare i fan della licenza"

Game of Thrones è un titolo studiato per accontentare i fan della licenza, attraverso una buona fedeltà con l'universo creato da Martin e i tanti collegamenti con gli avvenimenti descritti dal primo libro. I legami con la serie televisiva, il vero volano del gioco, sono forse meno stretti, limitati a qualche volto e alla colonna sonora, ma comunque faranno felici chi vorrà scoprire come sono in realtà Città della talpa, Approdo del Re e gli altri scenari presi di peso dal continente di Westeros.

Game of Thrones: Behind the Wall - trailer

Sfortunatamente il budget limitato a disposizione dei ragazzi di Cyanide si rispecchia in un comparto tecnico non convincente e in un gameplay alla lunga poco sviluppato. Un prezzo più contenuto del solito (su alcuni store si trova a meno di 30 euro) e un discreto sviluppo della trama e dei suoi personaggi spingono a chiudere un occhio su queste limitazioni e a farsi coinvolgere da questo buon compendio all'opera originale.

7 / 10

Game of Thrones - review Luca Forte Il Gioco dei Troni sbarca anche su PC. 2012-06-11T10:49:00+02:00 7 10

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