Port Royale 3: Pirates and Merchants - review

Tre è il numero perfetto?

Quando un titolo comincia a vedere a fianco del proprio nome una serie progressiva di numeri, solitamente si possono azzardare due ipotesi: o la fantasia degli sviluppatori è ridotta al lumicino o i risultati raggiunti in precedenza sono stati tali da convincere chi di dovere a continuare a mungere la mucca fino al limite (e a volte anche oltre).

Per quanto riguarda la serie Port Royale, il cui capitolo precedente risale a ben otto anni fa, si può affermare che si rientra sostanzialmente nella prima casistica, sebbene bisogna ammettere che la fama che ne precede l'arrivo è quella di uno dei migliori simulatori commerciali del mercato e, come tale, una teorica garanzia di buoni introiti.

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Ogni nave ha una serie di statistiche a corredo.

Dopo aver preso coscienza che l'accoppiata Caraibi più pirati ha ancora il suo fascino, i Gaming Minds Studios hanno quindi deciso di imbarcarsi nell'impresa, proponendoci questo Pirati e Mercanti, un discreto tentativo di riportare in auge un brand che nella mia carriera videoludica è associato a ottimi ricordi e molte ore di gioco.

Siamo nei Caraibi del sedicesimo secolo, terra che oggi come allora è ricca di quel sapore di avventura e relax che solo le bianche spiagge assolate e i racconti dei pirati sanno donare. A capo della vostra imbarcazione e al soldo della Spagna dovrete riuscire a costruire il vostro piccolo impero commerciale, barcamenandovi fra frenetiche compravendite e assalti all'arma bianca, il tutto con occhio attento ai vari obiettivi che di volta in volta vi verranno proposti.

Come potete intuire quello che non si può imputare a Port Royale 3: Pirates & Merchants è la mancanza di contenuti o di cose da fare: partendo dalle due campagne single player, una dedicata a chi denota uno spirito commerciale e una per chi ha sempre sognato di essere il terrore dei sette mari, per arrivare alle dinamiche di compravendita, alla fondazione e gestione di città o alle battaglie navali, difficilmente troverete il tempo di annoiarvi.

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I combattimenti a colpi di cannone non potevano mancare in un gioco ad ambientazione piratesca...

O meglio, potrebbe anche succedere ma per altri motivi: Port Royale 3: Pirates & Merchants infatti non si cura di giocare le proprie carte in modo bilanciato nell'arco della partita e si gioca quasi tutte le sue carte nelle prime ore di gioco. Passate queste, assisterete solamente a una sostanziale ripetitività, con l'unica differenza data dalla scala su cui dovrete operare.

"Questa impostazione è probabilmente figlia della decisione di portare il gioco anche su console"

Questa impostazione è probabilmente figlia della decisione di portare il gioco anche nella terra delle console, laddove uno strategico difficilmente ha il compito di tenere incollato il giocatore per un numero di ore paragonabile alla maggior parte dei titoli dello stesso genere per PC. Commercialmente forse un approccio vincente, ma da giocatore da mouse e tastiera confesso di aver fatto un po' di fatica a digerire la questione.

Passato questo piccolo momento di sconforto, quello che rimane merita comunque di essere provato: la possibilità di riuscire a mettere a frutto la propria abilità commerciale acquisto dopo acquisto, riuscendo a creare e gestire diversi avamposti strategici e incrementando allo stesso tempo la flotta, è qualcosa che comunque dà soddisfazione, così come riuscire a intercettare un cargo nemico per poterne depredarne il carico regala piccoli momenti di gloria.

Non tutto però vi sarà permesso: all'interno degli equilibri del gioco, un ruolo importante lo rivestono i permessi commerciali e la vostra fama, direttamente dipendenti dalle vostre azioni nei confronti delle quattro super potenze ovvero Spagna, Olanda, Inghilterra e Francia. Grazie poi anche alla dinamicità del motore di gioco, nessuna partita risulterà uguale alla precedente, con tutta una serie di parametri aleatori che concorrono a definire passo dopo passo gli accadimenti di Port Royale 3: Pirates & Merchants.

"A volte le fluttuazioni dei prezzi risultano più casuali che frutto di una logica intrinseca"

Non tutto però fila sempre per il verso giusto: ad esempio le meccaniche commerciali risentono di una taratura fin troppo sensibile del meccanismo della domanda e dell'offerta, tanto che per riuscire a ottenere un guadagno sensibile si dovranno davvero sudare le proverbiali sette camicie. Non che la cosa sia un male però a volte le fluttuazioni dei prezzi risultano più casuali che frutto di una logica intrinseca, con comprensibile scoramento sul lungo periodo.

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Anche ai Caraibi piove. E la cosa avrà più ripercussioni di quello che potreste pensare…

Anche la parte più action del titolo, dedicata agli scontri navali, ha una doppia anima: da un lato l'approccio statistico è accurato, tenendo in considerazione i diversi parametri con cui è possibile comporre la propria flotta, come la tipologia dello scafo o il numero degli armamenti presenti; dall'altro però lascia ben poco spazio alla manovra in prima persona, tanto che è davvero difficile apprezzarne la presenza.

Al questo aggiungete infine la possibilità di una modalità sandbox una volte terminate le due campagne, laddove potrete definire tutta una serie di parametri per costruire la vostra partita infinita ideale, ed eccovi pronto un gestionale non troppo esigente dal punto di vista cerebrale ma capace di divertire senza demeritare.

La grafica è invece sicuramente uno degli aspetti meno riusciti di Port Royale 3: Pirates & Merchants, soprattutto per l'incapacità di rendere al meglio le differenti realtà presenti nel mondo di gioco: gli scenari, così come le imbarcazioni, tendono infatti presto ad appiattirsi, denotando quella mancanza di fantasia che avrebbe potuto donare maggior carattere e probabilmente un coinvolgimento emotivo migliore.

Tolto ciò, siamo di fronte a un titolo ben fatto ma senza eccellere, con atmosfere vivaci in linea con l'ambientazione caraibica e, cosa importante, un motore non esigente quanto a risorse hardware.

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Ogni attracco è l'inizio di una serie di trattative all'ultimo centesimo.

Anche il sonoro non è certo esaltante, sebbene debba ammettere che non sia di certo una delle chiavi di volta per un titolo di questo genere; l'unica nota a margine è quella sensazione di dejà vu legata a giochi di ben altra provenienza al solo sentire per l'ennesima volta uno dei tanti motivetti caraibici che accompagneranno il vostro peregrinare da isola a isola.

"Siamo di fronte a un titolo ben fatto ma senza eccellere"

Il sette che vedete a fondo pagina è così il riassunto di diverse considerazioni: da un lato il riconoscimento che attualmente sul mercato ci sono pochi concorrenti capaci di offrire una simulazione commerciale di un livello perlomeno paragonabile, se non pescando nei capitoli precedenti (a conti fatti migliori) della stessa serie; dall'altro troviamo la constatazione che l'ingresso nel mercato delle console ha impoverito la profondità strategica del gioco, marchio di fabbrica della saga fin dalla sua nascita.

Se riuscirete quindi ad andare al di là dei limiti derivati dalla nuova strategia adottata dagli sviluppatori, vi troverete davanti a un titolo divertente ma che, essendo incapace di accompagnarvi per lo stesso quantitativo di tempo delle edizioni precedenti, risulterà più adeguato alle dinamiche mordi e fuggi che vanno oggi per la maggiore. Sempre che non vogliate rispolverare i capitoli precedenti….

7 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Port Royale 3: Pirates and Merchants - review Roberto Bertoni Tre è il numero perfetto? 2012-10-03T09:42:00+02:00 7 10

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