Dishonored - review

Non c'è disonore nell'imparare dai migliori.

È già disponibile la guida completa di Dishonored di Eurogamer.it, che verrà costantemente aggiornata con trucchi, strategie, il walkthrough completo scritto e in video del gioco.

Quanto è importante l'originalità in un videogioco? Se la risposta per voi è "molto", e proprio per questo attendevate Dishonored con impazienza ed entusiasmo, pronti a tuffarvi in un'esperienza decisamente nuova per quanto riguarda il panorama videoludico, potreste avere una piccola sorpresa, e lascio a voi stabilire se sia positiva o negativa.

L'ultima produzione di Bethesda è infatti un gioco che possiamo descrivere come assolutamente derivativo, e che potremmo riassumere con il titolo alternativo di "BioThief". Il titolo sviluppato da Arkane Studios è infatti una sorta di crossover tra due serie amatissime e premiatissime come quella di BioShock (di cui riprende principalmente l'aspetto estetico e lo stile generale, più alcune meccaniche di gameplay) e quella di Thief, da cui chiaramente proviene l'ispirazione per quanto riguarda il game e level design.

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I vari poteri si possono sbloccare e aumentare attraverso l'impiego di rune magiche, generalmente nascoste nelle aree di gioco.

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Immancabile (e indispensabile!) è il potere per osservare i nemici attraverso i muri.

Non indugeremo nella citazione di una valanga di similitudini per amor di brevità ma senz'altro chi conosce i titoli menzionati verrà assalito da una calda sensazione di "flashback": non a caso alcuni degli sviluppatori di Arkane hanno lavorato più o meno direttamente proprio sui due progetti sopracitati.

È un bene o un male? Nell'epoca dei mille FPS a tema bellico, criticare Dishonored per questa "libera ispirazione" sarebbe senz'altro esagerato, soprattutto perché il risultato è un gioco dai valori sicuramente sopra la media, un esordio davvero col botto per quello che probabilmente nelle intenzioni di molti è già un nuovo franchise.

In Dishonored vestiamo i panni di Corvo Attano (altro nome "italiano" che per gli anglofoni sarà cool ma che a noi non dice molto), braccio destro e uomo fidato dell'imperatrice di Dunwall, un mondo steampunk dai tratti fortemente dark, in preda ad una pestilenza di cui nessuno conosce le origini e soprattutto la cura.

"Dishonored è una sorta di crossover tra due serie amatissime e premiatissime come quella di BioShock e quella di Thief"

La stabilità della situazione politica durerà però molto poco, perché proprio all'inizio del gioco l'imperatrice verrà assassinata di fronte ai nostri occhi e noi saremo ovviamente incastrati e accusati del suo omicidio, per finire sbattuti in galera con disonore dagli autori del complotto appena insediatisi al potere (qualcuno ha detto The Witcher 2?). Per nostra fortuna, una fazione di dissidenti e lealisti della corona ci aiuterà a fuggire, e da qui avrà inizio la nostra missione di vendetta...

Il covo dei lealisti, nostro primo approdo dopo una rocambolesca fuga, fungerà proprio da "hub" centrale per tutto il resto del gioco: un concetto sviluppato nello storico Mario 64 e da allora impiegato in un'infinità di altri titoli. Qui saremo infatti in una zona "amica", dove potremo circolare liberamente, parlare con i nostri alleati, aggiornare il nostro equipaggiamento e soprattutto avviare le missioni per proseguire nel gioco.

Harvey Smith ci parla del peso delle nostre scelte nel gioco.

Qui cominciamo a notare quello che è uno dei piccoli difetti di Dishonored, ossia la sua estrema linearità: le missioni presentano una varietà piuttosto ristretta (non vi diremo quante per non svelare la sorpresa), vanno affrontate tutte secondo l'ordine previsto dalla storia e non si dividono tra principali e secondarie, ma rivestono in sostanza il ruolo di "capitoli" di un libro, che va letto così come è stato scritto.

"Nei panni di assassino invisibile e impietoso vendicatore, Corvo Attano è senz'altro dotato di alcuni numeri interessanti"

Scordatevi quindi l'esplorazione e la scelta di lasciare un obiettivo secondario per un altro momento, perché in Dishonored questa possibilità non è offerta. Tutto ciò si riflette ovviamente anche sulla libertà di approfondire la storia, che infatti risulta abbastanza elementare e priva di un particolare pathos, anche a causa di alcune scelte di caratterizzazione che non abbiamo molto condiviso.

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Dovremo nascondere i cadaveri dei nostri nemici, altrimenti potrebbero essere trovati dalle guardie o... divorati dai ratti!

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Le mappe collegate alle varie missioni non sono enormi, ma restano comunque molto articolate e piene di passaggi segreti o aree da scoprire.

D'accordo che il gioco è in soggettiva ma non poter vedere il nostro avatar assolutamente mai, non conoscerne il volto e nemmeno i vestiti, di certo non giova all'immedesimazione; come anche il fatto che per tutto il corso del gioco non udiremo mai la nostra voce e dovremo affrontare infatti pochissime scelte di dialogo, per la maggior parte delle volte risposte poco più che monosillabiche.

Prendere o lasciare: Dishonored è questo. Non aspettatevi una profondità e una libertà che non può darvi e che probabilmente non ha mai inteso fare. Quello che invece troviamo in Dishonored, e a valanghe, è senza ombra di dubbio il gameplay. Ed è qui che comincia il bello...

Nei panni di un assassino invisibile e di un impietoso vendicatore, Corvo Attano è senz'altro dotato di alcuni numeri interessanti. Innanzitutto, una grande mobilità: raramente abbiamo visto un gioco in prima persona in cui le possibilità di spostarsi, saltare, arrampicarsi e sgattaiolare fossero così abbondanti e così ben realizzate.

Un solo tocco di classe: schiacciando il tasto per accovacciarsi, entreremo in una sorta di stato "fluido" in cui i nostri movimenti si adatteranno automaticamente all'ambiente, e ci porteranno ad esempio ad abbassarci ulteriormente per strisciare in un condotto di ventilazione oppure ad accucciarci silenziosi sotto una scrivania per sfuggire agli occhi del nemico, tutto senza dover premere altri bottoni.

"Dishonored presenta un sistema di controllo che deriva da BioShock e che funziona altrettanto bene se non meglio "

Ma i migliori assi di Corvo sono indubbiamente nelle proverbiali maniche, ossia in un sistema di controllo "a due mani" che senz'altro deriverà dal succitato BioShock, ma che qui funziona altrettanto bene se non addirittura meglio. Normalmente, la mano destra è assegnata al controllo della nostra fidata lama, unica per tutto il gioco, che ci consentirà di esercitare il nostro mestiere di assassino nel modo più classico. Ossia, avvicinandoci furtivi alle spalle dei nostri nemici inconsapevoli e consegnandoli ad una rapida e silenziosa morte. La mano sinistra, invece, è senz'altro più versatile: tramite un funzionale menù "a ruota" potremo infatti assegnarle una grande serie di altri gadget come balestra, pistola, bombe e trappole di ogni natura.

Ecco i tanti modi in cui sbarazzarci degli avversari e dimostrare la fantasia di Corvo Attano.

Attenzione però ad abusare di queste capacità letali, perché il gioco è basato su un sistema di "caos" che in sostanza funge come il tradizionale karma: più cadaveri ci lasceremo alle spalle, più il mondo in cui ci troveremo ad agire sarà cupo e ostile, in particolare affollato dei ratti portatori del morbo e dei conseguenti appestati, fino a condurci a un epilogo più o meno "felice" al termine della nostra avventura...

"Corvo ha a disposizione una serie di possibilità non letali, ed è qui che il gameplay di Dishonored comincia a brillare"

Proprio per questo, Corvo ha a disposizione anche una serie molto interessante di possibilità "non letali", ed è qui che il gameplay di Dishonored comincia veramente a brillare. Grazie all'aiuto di un potente e misterioso personaggio chiamato "l'Esterno" (il cui ruolo a livello di trama, a dire il vero, ancora non ci è chiaro nemmeno dopo aver finito il gioco), potremo infatti scoprire presto le nostre capacità soprannaturali. Corvo ha in dotazione un totale di 10 poteri speciali da sbloccare, la maggior parte dei quali sono molto, molto interessanti.

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Il combattimento corpo a corpo non è in genere la scelta privilegiata in Dishonored, ma in caso di necessità Corvo Attano è tutt'altro che indifeso!

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Proseguendo nel gioco i nemici si fanno parecchio più minacciosi... peccato che le tipologie diverse siano soltanto una manciata.

Potremo ad esempio "teletrasportarci", rapidi e silenziosi, per alcuni metri, arrivando magari dietro le spalle di un nemico pronti a strangolarlo. Oppure potremo controllare la sua mente e spingerlo a buttarsi giù da un balcone, o costringerlo ad oltrepassare una zona sorvegliata che altrimenti farebbe scattare un allarme. E perché non fermare invece il tempo, per poter così fuggire tranquillamente, o magari "prelevare" un nemico che ha appena sparato nella nostra direzione per posizionarlo direttamente sulla traiettoria della sua stessa pallottola?

Se è di questo tipo di libertà di gameplay che siete in cerca. Dishonored è sicuramente il gioco che fa per voi. Tutti questi poteri entrano in ballo non solo per quanto riguarda i combattimenti, ma anche per l'esplorazione delle mappe che costituiscono l'area di gioco di ogni missione.

Sebbene le missioni, come già detto, siano proposte in ordine lineare, al loro interno offrono infatti un certo numero di obiettivi secondari, quasi sempre una soluzione letale e una non letale per portare a termine il proprio lavoro, e ovviamente un'infinità di passaggi segreti, vie secondarie eccetera, tutte da scoprire o meno a seconda della propria attitudine e del set di poteri sbloccati e potenziati.

"Le dinamiche stealth non sono poi così sviluppate e perdono il confronto con Thief: Deadly Shadows, un gioco del 2004"

E farete bene ad usare tutte queste possibilità nel modo più saggio, perché una cosa è chiara: anche se tecnicamente è possibile affrontare il gioco sparando un colpo in faccia a tutti i nemici e arrivando dritti all'obiettivo, Dishonored incentiva ampiamente (anche a livello di achievement) l'uso della furtività e dell'ingegno.

Anche per questo motivo, dobbiamo rilevare con un pelo di delusione che, a livello di tecnologia, le dinamiche stealth non sono poi così sviluppate, e perdono nettamente il confronto con Thief: Deadly Shadows, ossia un gioco del 2004.

Appena accennata, tanto per cominciare, la dinamica luci/ombre, con un'illuminazione che è il più delle volte omogenea (molto chiara o molto scura, ma comunque omogenea) ed un'IA che sembra rilevare o meno la nostra presenza solo in base alla distanza, e a non molto altro.

Bethesda ci mostra lo stealth di Dishonored in questo video dedicato alla furtività di Corvo.

La suddetta IA è anche soggetta a qualche "inceppamento" di troppo, con personaggi che non riescono a trovare il percorso più logico per raggiungere la nostra posizione e si incastrano magari lungo una scalinata che non sanno se salire o scendere. Per fortuna, soprattutto per essere una produzione Bethesda, il gioco è comunque piuttosto pulito per quanto riguarda bug e altre nefandezze del genere.

"L'intelligenza artificiale è soggetta a qualche 'inceppamento' di troppo"

Aggiungiamo come ultima valutazione una longevità che può variare da una dozzina di ore a forse un massimo di venti (a seconda che siate giocatori sbrigativi o esploratori compulsivi come il sottoscritto) e la totale mancanza di una modalità multiplayer (scelta che condividiamo: inutile inserirla a forza) e il risultato che ne otteniamo ambivalente.

Da un lato abbiamo un gioco dagli altissimi valori di gameplay, divertente e assolutamente da provare per tutti gli amanti delle avventure stealth; dall'altro un titolo che non corrisponde a quel mostro di innovazione, originalità e libertà che forse qualcuno si aspettava.

Poco male, comunque: in un mondo del gaming funestato da sequel-fotocopia e vecchi franchise dal cuore stanco, quello di Dishonored è comunque un eccellente esordio.

8 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Dishonored - review Luca Signorini Non c'è disonore nell'imparare dai migliori. 2012-10-08T06:01:00+02:00 8 10

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