The Walking Dead: ep. 3 e 4 - review

Telltale Games ci traghetta verso l'apocalisse.

Dopo il primo e secondo episodio, gli zombie di The Walking Dead diventano più voraci e la storia più interessante. Scopriamola in questa recensione.

Se detestate le avventure a puntate ma amate i cadaveri ambulanti, non potete perdervi questa recensione del terzo e quarto episodio di The Walking Dead.

Ci siamo lasciati qualche mese fa con la recensione di Starved for Help, il secondo capitolo di The Walking Dead, l'avventura punta e clicca dedicata al fumetto che negli Stati Uniti ha furoreggiato prima nelle edicole e poi sui canali satellitari grazie a un'intrigante serie televisiva di cui molti appassionati stanno aspettando con una certa ansia la terza stagione.

Nel frattempo Telltale Games prosegue puntuale come un orologio nella realizzazione delle puntate del racconto basato sulle avventure di Lee e Clementine: dopo l'inizio ambientato nei dintorni di Atlanta, ora le vicende si stanno spostando verso la costa della Georgia, luogo dove il gruppo deciderà di dirigersi nel corso di Long Road Ahead, dopo che la situazione si sarà fatta piuttosto complicata tra la stazione di servizio e la fattoria in cui i nostri hanno trovato rifugio fin quasi dall'inizio del gioco.

Non meno tesa è la situazione in Around Every Corner in cui i nostri, giunti a destinazione, si troveranno a fronteggiare nemici diversi dagli zombi che si aspettavano di trovare nell'abitato di Savannah.

"I primi due episodi tendevano a replicare le stesse ambientazioni, ora invece la narrazione cambia registro"

I primi due episodi tendevano a replicare più o meno sempre le stesse ambientazioni, ora invece la narrazione cambia leggermente registro visto che il gruppo è in movimento e i rischi di fare brutti incontri aumentano proporzionalmente al maggior numero di sequenze "d'azione" e Quick Time Event in cui occorre cercare di portare a casa la pellaccia.

Non mancano tuttavia anche le occasioni per trovare nuovi personaggi che vanno a sostituire quelli finiti nella dieta degli zombacci o per perderne per strada altri per motivi diversi. C'è quindi sempre qualcuno con cui parlare per rendere viva la dinamica del gruppo e alterare leggermente le reazioni del party a seconda dell'impulsività o della riflessività del protagonista e di come questa viene percepita da chi lo circonda.

Il tema del viaggio è alla base del terzo capitolo di The Walking Dead.

A voler essere pignoli, l'impressione è che i primi due episodi contengano più decisioni critiche in grado di influenzare la storia, in particolare quelle in cui si sceglie quale membro salvare del proprio gruppo, con le relative conseguenze sulla trama nell'immediato e a lungo termine.

"Questi due episodi sono da considerarsi più come un passaggio verso il gran finale atteso da qui a Natale"

Dopo aver concluso terzo e quarto capitolo in fila all'altro, ci si accorge di come queste situazioni siano meno frequenti e solo i dialoghi possano influenzare in un modo o nell'altro le reazioni di chi ci circonda.

Ne consegue che, per quanto godibili e qualitativamente ben strutturate sotto il profilo dell'ambientazione come quelle precedenti, questi due episodi siano da considerarsi più come un passaggio verso il gran finale atteso da qui a Natale che come nuovi bivi all'interno della storia. Le sorprese tuttavia non mancano grazie a una narrazione azzeccata, correlata da semplici enigmi basati essenzialmente sulla ricerca e sulla combinazione di oggetti.

Per il resto non c'è molto altro da dire rispetto a quanto abbiamo precisato in occasione della prima e seconda recensione, visto che gameplay, stile grafico, animazioni e qualità del parlato sono rimaste praticamente le stesse.

"La durata degli episodi si attesta sulle consuete due ore, scarse o abbondanti a seconda del vostro stile di gioco"

Anche la durata si attesta sulle consuete due ore (scarse o abbondanti a seconda del vostro stile di gioco), così come il prezzo di ogni singolo episodio, leggermente diverso a seconda della piattaforma su cui lo vorrete acquistare.

In termini di valutazione i singoli episodi presi singolarmente sono godibili, ma effettivamente ha poco senso giocarli da soli o saltandone qualcuno per quanto si mantengano complessivamente sullo stesso livello qualitativo dei precedenti.

Se invece avevate atteso, come del resto vi avevamo consigliato di fare, per vedere come si sarebbe evoluta qualitativamente la serie, allora il discorso cambia visto che la trama sta prendendo sempre più consistenza e questo fa decisamente ben sperare per i due capitoli finali.

Non tutti i piani filano lisci nel quarto episodio, soprattutto quando si arriva a destinazione e si scopre che…

In prospettiva è ormai chiaro che l'avventura completa dovrebbe attestarsi su circa una dozzina di ore di gioco complessive per una spesa approssimativa di trentacinque euro: quello che più conta è tuttavia la notevole rigiocabilità che vi permetterà di effettuare un secondo passaggio compiendo scelte completamente diverse che alterano, per quanto non drasticamente, il flusso della storia.

Con quattro episodi a disposizione si può quindi iniziare a pensare a un acquisto omnicomprensivo di The Walking Dead nell'attesa di un finale che si prospetta molto interessante e, visto il successo di fumetto e serie televisiva, probabilmente destinato a un seguito a stretto giro di posta.

8 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio The Walking Dead: ep. 3 e 4 - review Matteo Lorenzetti Telltale Games ci traghetta verso l'apocalisse. 2012-10-17T13:12:00+02:00 8 10

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