Cannon Fodder 3 - review

La guerra sui 16-bit era molto più divertente.

Vent'anni dopo tornano i soldatini di Cannon Fodder ed Eurogamer.it popola una collina di lapidi per recensirlo!

Versione provata: PC

Vent'anni fa poche software house erano assurte al ruolo di eminenze grigie sulla scena dei videogiochi, soprattutto perché questa era dominata da singoli sviluppatori o da dinamici gruppetti in grado di dar vita a piccole perle videoludiche.

Nello stesso campionato di Jeff Minter, Andrew Braybrook e Peter Molineaux, giocavano anche Chris Yates e Jon Hare, al secolo i Sensibile Software, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta sconvolsero il videoludo con capolavori del calibro di Wizball, Sensibile Soccer e il famigerato S.E.U.C.K.

A questi classici si affiancò nel 1993 anche Cannon Fodder su Amiga e Atari ST. Si trattava di un titolo pervaso da un humor azzeccato basato su un'idea semplice: il giocatore comandava una pattuglia di soldatini che dovevano completare livelli a scrolling multidirezionale sparando a destra e a manca come pazzi.

Il gameplay immediato e l'humor che quattro sprite in croce (letteralmente) riuscivano a emanare era assolutamente magnetico, soprattutto per come i protagonisti finivano al camposanto e venivano sostituiti da legioni di loro commilitoni tutti con un loro nome. Il successo fu meritato così come lo status dei Sensibile Software di guru della programmazione.

Oggi, un seguito e diciannove anni dopo, un'oscura software house ucraina si è accaparrata (non vogliamo sapere come) i diritti di sfruttamento del brand per proporci una rielaborazione in salsa moderna di quel gameplay tipicamente arcade. Basta installare il gioco e percorrere in velocità il fin troppo breve tutorial per accorgersi di come molto poco, per precisa volontà degli sviluppatori, sia cambiato da allora.

"Un seguito e diciannove anni dopo, un'oscura software house ucraina si è i diritti di sfruttamento del brand"

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Siamo in fuga con un gruppetto di ostaggi verso la salvezza: presto diventeranno il vostro obiettivo opzionale preferito.

La telecamera è costantemente puntata sui quattro uomini che compongono la squadra incaricata di ripulire i livelli in cui verremo mandati in missione: l'obiettivo varia dall'eliminare tutti i nemici presenti all'interno del livello, al distruggere edifici o trovare oggetti particolari o liberare ostaggi.

In realtà si tratta di semplici pretesti per costringere il giocatore a scorrazzare per il livello in lungo e in largo sparando a quasi tutto quello che si muove. I nemici, di pari passo con i nostri marmittoni, si doteranno di armi sempre più sofisticate come torrette e nidi di mitragliatrici, ma anche carri armati ed elicotteri e persino campi minati per difendere gli insediamenti.

Tuttavia è il numero quello che fa la differenza e questo è l'aspetto che condiziona maggiormente il gameplay di CF3: i quattro derelitti sotto il nostro controllo possono infatti lasciarci le penne altrettanto facilmente quanto i terroristi (la trama è perfettamente inutile e inesistente dal punto di vista narrativo).

"Il cuore della giocabilità dell'originale è rimasto quindi quasi del tutto inalterato"

Una volta persa tutta la squadra, riappariremo nell'ultimo checkpoint visitato con quattro fanti nuovi di zecca pronti per crescere di livello accumulando uccisioni e raccogliendo bonus: esaurire la scorta di carne da cannone significa fallire la missione, obbligandoci a ricominciare da capo.

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I campi minati e le altane diventano la norma già al terzo livello: muoversi con cautela è la norma.

Il cuore della giocabilità dell'originale è rimasto quindi quasi del tutto inalterato e gli sviluppatori russi non hanno fatto altro che aggiungere nuovi elementi di gameplay per cercare di variare il più possibile la monotonia della sparatoria indiscriminata.

L'operazione è però riuscita solo a metà, visto che alla fine sono soltanto le torrette automatizzate, i cecchini sulle altane, gli occasionali veicoli che ci attendono nelle zone più calde e gli scontri con i boss di fine livello, a dare i veri grattacapi al giocatore. Per affrontarli occorre fare scorta di granate (normali, accecanti o EMP per disabilitare temporaneamente i mezzi meccanici), lanciarazzi e tutta una serie di armi bonus da utilizzare a seconda del nemico o della situazione contingente.

"Dopo qualche livello fallito ci si accorge che è richiesto un minimo di approccio tattico"

Dopo qualche livello fallito ci si accorge di come Cannon Fodder 3 non possa essere affrontato senza un minimo di approccio tattico alle sparatorie: prima di assaltare una zona protetta, oltre a fare incetta di armi e munizioni esplosive in abbondanza da usare tatticamente per distruggere a distanza le strutture e i nemici più pericolosi, va gestita con attenzione l'energia dei propri soldati.

Questo è spesso un punto cruciale per arrivare in fondo alle missioni più ostiche, memorizzando il posizionamento di medikit e giubbetti antiproiettile per tornare sui propri passi prima di avventurarci in sparatorie particolarmente rischiose.

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Spesso il giocatore si trova a fronteggiare dei veicoli come blindati ed elicotteri, che è anche possibile utilizzare. Peccato per la loro scarsa controllabilità.

Alcuni tatticismi sono necessari, vista la difficoltà di fondo di Cannon Fodder 3, ma rimane il fatto che la base del gameplay, per quanto piacevole, è piuttosto datata e solo i veri appassionati di un certo genere di giochi arcade apprezzeranno i contenuti senza annoiarsi della notevole ripetitività dell'azione.

"Le lunghe sessioni di gioco stancano alla svelta nonostante il buon numero di livelli presenti"

Nonostante gli evidenti sforzi degli sviluppatori nel cercare di condire la minestra il più possibile con armi e scenari differenti, le lunghe sessioni di gioco stancano alla svelta nonostante il buon numero di livelli presenti.

Il fatto che Cannon Fodder 3 non sia nemmeno incredibilmente bello da vedere conferma l'impressione di un gioco realizzato al risparmio dal punto di vista tecnico. La fisica di soldati che volano, barili che rotolano ed edifici che crollano non è poi così male: le texture tuttavia rimangono in bassa risoluzione così come le animazioni decisamente minimali.

Anche il sonoro non è eccezionale, in particolare il parlato e il continuo scarpinare dei nostri soldati su e giù per le mappe; ricorda più quattro signorine con il tacco 12 in preda al delirio che non altrettanti buzzurri con anfibi regolamentari e grilletto facile.

Il gioco presenta anche una componente multigiocatore cooperativa che permette di affrontare con altri amici gli stessi del scenari single player opportunamente riadattati per permettere a quattro giocatori di affrontare le missioni in compagnia. Abbiamo avuto solo la possibilità di effettuare una veloce partita di test in rete locale ma i continui sbalzi di connessione (ed eravamo in LAN) non aiutavano la solidità del gameplay.

Abbiamo ripreso per voi il gameplay delle missioni di Cannon Fodder 3. Chissà cosa ne pensano Krix e Jops…

Quindi, riprendendo il cappello introduttivo, possiamo dire che la guerra al tempo dei 16-Bit era divertente mentre oggi lo è un po' meno, un po' perché il genere ha probabilmente dato buona parte di quello che poteva dare, ma soprattutto perché questo Cannon Fodder 3 non è al livello delle migliori produzioni indie sotto il profilo del game design e della consistenza tecnica.

"In pochi apprezzeranno fino in fondo un gameplay datato che ricalca non solo l'originale ma anche decine di altri titoli"

In pochi quindi apprezzeranno fino in fondo un gameplay datato che ricalca ampiamente non solo l'idea dell'originale ma anche di altre decine di titoli di questo genere. Preso a sé stante, Cannon Fodder 3 è uno sparatutto senza infamia e con poca lode: l'humor un po' grezzo che lo pervade invoglia a macinare qualche livello (e non sono pochi) ma i testi decisamente basilari e l'interpretazione non certo da Oscar del parlato, non riescono a creare quell'atmosfera scanzonata che invece emanava dalla produzione dei Sensible Software.

Ma più di tutto, quello che affossa la valutazione di un gioco che altrimenti avrebbe strappato una dignitosa sufficienza, è il prezzo cui viene venduto su Steam: 18 euro per la versione PC sono da plotone d'esecuzione, soprattutto in un periodo come questo in cui sconti e offerte regalo sono all'ordine del giorno sullo store Valve.

Se proprio non potete farne a meno, aspettate un eventuale taglio del prezzo che, non abbiamo dubbi, arriverà molto prima di quanto pensiate, anche se è altrettanto probabile che per l'epoca avrete già dirottato altrove i vostri risparmi.

5 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Cannon Fodder 3 - review Matteo Lorenzetti La guerra sui 16-bit era molto più divertente. 2012-10-18T17:00:00+02:00 5 10

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