Chasing Aurora - review

L'apparenza inganna...

Direttamente dall'e-Shop di Nintendo, Eurogamer.it prova lo stilosissimo Chasing Aurora. Basterà una direzione artistica sorprendente a promuovere il nuovo titolo di Broken Rules?

Versione provata: Wii U

Dovessimo valutarlo per la sola direzione artistica, probabilmente Chasing Aurora si porterebbe a casa l'ambito premio di Game of the Year. Inutile girarci intorno, l'ultimo lavoro dei ragazzi di Broken Rules (già creatori dell'ottimo And Yet It Moves apparso nel 2010 su WiiWare) è semplicemente incantevole, un collage sgargiante di stravaganti forme geometriche che si dipanano di fronte ai nostri occhi in una raffinata grafica bidimensionale. Non bastasse, il tutto è accompagnato da piacevoli sonorità acustiche, magari un po' risicate in termini prettamente quantitativi ma quanto mai rilassanti e capaci di rapire il giocatore dal trantran quotidiano.

L'apparenza tuttavia inganna in molte occasioni e un po' a malincuore spiace dover ammettere che dietro quell'estetica ammaliante si nasconde un gameplay incapace di irretire quanto i suoi pittoreschi scorci. Un vero peccato considerando le possibilità offerte da una meccanica di gioco competitivo asincrona e un prezzo, poco meno di 12 euro, non certo proibitivo.

Ma vediamo più nel dettaglio l'offerta di Chasing Aurora, che affianca ad una modalità per giocatore singolo particolarmente striminzita un impianto multigiocatore per un massimo di 5 giocatori. Le tre modalità di gioco competitivo disponibili rispondono ad un pattern piuttosto standard, che vede alcuni dei protagonisti (degli ibridi umani/volatili dalle vesta sgargianti) nei panni di "aggressori" dare la caccia ad altri, che dovranno librarsi nell'aere per evitarne la furia.

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In Freeze Tag, il giocatore armato di GamePad potrà congelare gli altri partecipanti con un semplice tocco. Avete presente il rimpiattino?

Oltre a supportare il nuovo GamePad il titolo è compatibile col Wiimote e il Nunchuck di Wii o, alternativamente, col Classic Controller. Il sistema di controllo è alquanto intuitivo: la pressione cadenzata dei tasti frontali permette di sbattere le ali e di muoversi nella direzione impartita dallo stick analogico. Il dorsale destro del GamePad (o il tasto B, nel caso di Wiimote) avvicina le ali al corpo dell'alter ego, facendogli assumere una posizione aerodinamica estremamente utile qualora si decida di scendere in picchiata, magari per eludere l'attacco avversario.

"Oltre a supportare il nuovo GamePad, il titolo è compatibile con Wiimote, Nunchuck e Classic Controller"

Agitare le ali con tempismo sarà di fondamentale importanza, in quanto proprio dalla corretta esecuzione di tale movimento dipenderà la fluidità del volo (e gran parte del nostro eventuale successo). Peccato che, pad alla mano, muoversi nei cieli con leggiadria ed eleganza sia molto più facile a dirsi che a farsi. Già la prima sessione di gioco è sufficiente per notare una certa macchinosità nella gestione dei movimenti, che invece di assecondare gli input del giocatore sembra far di tutto per complicarne la vita. Ne deriva un controllo fastidioso ed inconcludente, che finisce per frustrare prima ancora di aver provato tutte le modalità disponibili.

Vediamole dunque nel dettaglio, iniziando dalla sfortunata Hide and Seek. La sua idea base ricalca per certi versi quella di Mario Chase in Nintendo Land, con un massimo di quattro giocatori armati di Wiimote o Classic Controller impegnati a catturare il fantomatico "uomo/uccello" dorato, pilotato dal possessore di GamePad. Se da un lato tale concept per quanto semplicistico può risultare immediato e divertente, dall'altro "gode" di alcune soluzioni di design non propriamente brillanti.

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Lo stile di Chasing Aurora è semplicemente incantevole, con forme geometriche sgargianti che ricreano ambientazioni evocative e pittoresche.

La conformazione del terreno, ad esempio, è uniforme e costante per tutta la mappa di gioco, rendendo assai difficoltosa ogni eventuale comunicazione tra i cacciatori sulla posizione della preda. Non bastasse, se escludiamo le sezioni in cui l'obiettivo è ben in vista, il gioco non offre la minima informazione sulla posizione del volatile aureo. Le mappe non sono eccessivamente vaste, per fortuna, ma capirete da soli quanto possa diventare stancante girare alla cieca per interi minuti.

"Già la prima sessione di gioco è sufficiente per notare una certa macchinosità nella gestione dei movimenti"

Freeze Tag risolleva in parte la situazione. Le regole di gioco vengono invertite e stavolta toccherà al giocatore con GamePad rincorrere gli sventurati amici cercando di "toccarli" in volo (in una sorta di rimpiattino rivisitato). Se sfiorato, il fuggitivo verrà temporaneamente congelato e potrà essere liberato esclusivamente dall'arrivo di un compagno. Complessivamente, si tratta di un passatempo veloce dal ritmo frenetico, adatto ad ogni tipo di giocatore in virtù della sua immediatezza.

A chiudere il trittico ci pensa Chase, immancabile "tutti contro tutti" dove ogni giocatore deve tener stretta quanto più a lungo una preziosa gemma, eliminando progressivamente gli inseguitori. Come? Considerando che l'inquadratura sarà centrata sul portatore del prezioso, questi dovrà volare abbastanza velocemente da farli uscire dallo schermo per più di tre secondi. Ogni singola infrazione costerà uno dei tre cuori a disposizione, esauriti i quali il giocatore verrà eliminato.

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Il bilanciamento delle modalità competitive è uno dei talloni d'Achille della produzione di Broken Rules. Alcuni livelli più di altri, infatti, faciliteranno non poco la vita del giocatore armato di GamePad.

Se dunque l'offerta di Chasing Aurora si dimostra sufficiente (al di là di un fil rouge piuttosto abusato in tutte le modalità), dall'altro spiace notare come il bilanciamento del multiplayer non sia dei più equilibrati. Terminata ciascuna sfida i giocatori dovranno scambiarsi di ruolo per poi ritrovarsi in un'arena completamente diversa dalla precedente.

"Non poteva mancare una modalità per giocatore singolo, composta da una ventina di sfide a tempo"

Le mappe disponibili sono ragionevolmente numerose e varie, ma non sarà possibile scegliere autonomamente la location preferita, affidandosi alle scelte pseudo-casuali del gioco. Decisioni che non brillano sempre per equità: non sarà infatti così insolito passare da un deserto completamente pianeggiante a una zona montuosa e frastagliata, al cui interno il giocatore in fuga avrà vita più facile nel nascondersi o eludere la caccia avversaria.

Non poteva certo mancare una modalità per giocatore singolo, composta da una ventina di sfide a tempo su altrettanti circuiti aerei. Compito del giocatore sarà attraversare una serie di checkpoint cercando di sprecare il minor tempo possibile in traiettorie assurde, pena un drastico ridimensionamento del punteggio finale che, manco a farlo apposta, godrà di una valenza prettamente locale vista la totale assenza di classifiche online. Nulla di così appassionante, in realtà, visto che per la maggior parte del tempo ci si ritroverà a girare in tondo per interi minuti sino a raggiungere le ambitissime (si fa per dire) tre stelle.

Il trailer di lancio di Chasing Aurora.

Chasing Aurora rappresenta per certi versi lo stereotipo per antonomasia di gioco dalle grandi speranze ma, all'atto pratico, mostra un incedere un po' claudicante. Una direzione artistica sopra le righe e una componente sonora eccellente fanno quel che possono nel mascherare un gameplay destinato a divenire tedioso e frustrante, rovinato da un bilanciamento approssimativo e da un set di controlli non propriamente all'altezza.

C'è del buono nel lavoro di Broken Rules, capace di ricreare un universo dal delicato retrogusto "journeyano" contestualizzandovi dinamiche ludiche estremamente semplici ed intuitive. Peccato che questa volta l'apparenza abbia superato la sostanza.

6 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Chasing Aurora - review Alberto Destro L'apparenza inganna... 2012-12-19T12:50:00+01:00 6 10

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