Hawken - prova

Mech e Oculus Rift: l'accoppiata perfetta.

Dopo Los Angeles abbiamo nuovamente provato Oculus Rift, il visore per la realtà virtuale, questa volta in accoppiata con Hawken, che a Colonia ha presentato alcune interessanti novità.

Colonia - Dopo Los Angeles abbiamo nuovamente provato Oculus Rift, il visore per la realtà virtuale, questa volta in accoppiata con Hawken, che ha Colonia ha presentato alcune interessanti novità.

L'aver provato Oculus all'E3 di quest'anno mi ha fatto sentire una persona molto fortunata, non capita tutti i giorni di essere uno dei pochi ad aver provato il possibile futuro di questo settore. Tuttavia il grosso problema delle avanguardie è che sono come certe belle donne, mostrano quanto basta per farti immaginare, ma non saprai mai come è la realtà del quotidiano.

E così le mie due prove con il Rift, prima con una simulazione di volo spaziale di CCP, molto breve e molto scarna, poi con una semplice demo tecnica priva di alcuna interazione, mi avevano sì entusiasmato come un bambino di fronte al seno materno, ma mi avevano lasciato in testa una domanda: tutto molto bello, ma com'è usare il Rift con un gioco "vero"?.

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Gestire mira, punto di vista del pilota e movimento del mech può non essere facile le prime volte.

È un bellissimo casino, ecco com'è.

La risposta alla mia domanda infatti non si è fatta attendere più di tanto, sono bastati un paio di mesi, il tempo di passare dal sole della California alla fresca estate tedesca, per ritrovarsi di fronte all'oggetto più desiderato degli ultimi anni. Il tutto grazie a Hawken, l'interessante fps di Adhesive Games basato sui mech, che è stato uno dei primi titoli a supportare il Rift.

"È un bellissimo casino"

L'occasione per il test è stata infatti propiziata dalle novità che gli sviluppatori si apprestano a introdurre con la nuova patch: il Player Progression Update.

Questa patch è stata definita dal team la più importante dall'uscita del gioco, e cambia completamente il sistema di progressione sia del mech che del pilota, oltre ad introdurre una nuova mappa, nuove modalità e un sistema di equipaggiamento riveduto e corretto.

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Il sistema di tuning permette di creare centinaia di varianti dello stesso mech.

Adesso i giocatori verranno collocati in tre differenti categorie, in base al loro livello. Avremo dunque un gruppo dedicato agli "esordienti", ovvero i giocatori dal livello 1 al 10, uno per i giocatori un po' più esperti, che va dall'11esimo al 20esimo livello e una "Serie A" dedicata ai giocatori tra i livelli 20 e 30. Questo ovviamente servirà al sistema di matchmaking per collocare i giocatori in un match pieno di loro pari, evitando che i più esperti ed equipaggiati facciano scempio delle nuove leve.

"Il sistema di tuning amplia incredibilmente l'orizzonte delle modifiche possibili su ogni mech"

Ancora più radicale è l'introduzione del sistema di tuning, che amplia incredibilmente l'orizzonte delle modifiche possibili su ogni mech. Queste modifiche sono ovviamente acquistabili con i soldi del gioco e la valuta reale, e garantiscono un motore più potente, mira più stabile, la capacità di ruotare di 180° in aria e così via.

La componente strategica più interessante è che non potrete possedere tutti i miglioramenti in un colpo solo ma, proprio come accade per i perks degli fps moderni, dovrete scegliere e rendere quindi il vostro mech unico, più o meno, nelle centinaia di configurazioni possibili.

Adhesive Games mostra una nuova mappa di Hawken

Inoltre, potrete testare subito le vostre modifiche, visto che verrà introdotto anche un deathmatch offline, in cui potrete massacrare i bot... o viceversa.

"Ci vuole un po' di tempo per capire che non si deve tenere fermo il collo"

Ma prima si parlava di Oculus Rift, ovvero il punto più vicino alla sensazione di pilotare un enorme robot pieno di cannoni a cui l'uomo di oggi può aspirare.

Calzare in testa il Rift e ritrovarsi di fronte l'abitacolo del mech mi fa tornare alla mente tutte le sensazioni positive provate all'E3, che riemergono fuori come se non se ne fossero mai andate, disegnando sul mio volto un ghigno compiaciuto.

Purtroppo è ancora la versione a bassa risoluzione, ma non si può avere tutto, non ancora almeno.

Il tempo di guardarsi un po' intorno e capire dove si trovano mouse e tastiera che sono fuori nell'arena, con i miei compagni d'arme che mi corrono accanto, mentre io indugio guardandomi dai lati come un turista.

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Utilizzare il jetpack con Oculus Rift è un'esperienza incredibile.

La sensazione di controllare separatamente il proprio punto di vista, la torretta del mech e le sue gambe è degna di un ballerino ai primi passi che si trova nel bel mezzo di una gara di rock acrobatico. Prima mi schianto contro un muro perché troppo impegnato a guardami alle spalle, poi avvisto un nemico e di istinto premo il grilletto, peccato che la torretta non fosse orientata con lo sguardo, e quindi vengo danneggiato dall'esplosione dei missili appena lanciati e già schiantati contro il muro di fronte, poi cado da un ponte per lo stesso motivo, ma d'altronde ero troppo impegnato a guardarmi alle spalle.

"Finalmente mi sono sentito dentro un robottone. Sognavo di farlo da quando ero piccolo"

Frustrante dunque? Assolutamente no, anzi, esaltante, semplicemente ci vuole un po' di tempo per capire che non si deve tenere fermo il collo, che il mirino non si sposta più con il nostro punto di vista, e che ci si guarda alle spalle solo quando si è sicuri di ciò che si ha di fronte.

Nonostante quindi la mia evidente inabilità a pilotare una lattina con i mitra attaccati non posso che confermare quanto già detto qualche mese fa, anzi, dopo aver provato il Rift con un gioco "vero" sento ancora più forte il bisogno di averne uno, perché finalmente mi sono sentito dentro un robottone, perché sognavo di farlo da quando ero piccolo, perché quando accendi il jetpack e voli sul campo di battaglia ti senti bene, ti senti il dio della guerra, ti senti che vorresti quasi battere la testa per azzerarti la memoria e rivivere l'esperienza con l'emozione del neofita.

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Il sistema di ranking dei piloti è utile per il matchmaking, ma anche per vantarsi con gli amici.

Sarà molto interessante capire come i games designer cambieranno i loro giochi per sfruttarlo al megio, fino a che punto si estenderà la sua qualità visiva e quali saranno i generi con cui funzionerà bene e quali no.

Nel frattempo, ancora una volta, non resta che godersi le "vibrazioni positive" lasciate dalla sessione di gioco, senza pensare a quanti giorni mancano al momento in cui potremo acquistarlo.

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