One Piece: Pirate Warriors 2 - review

Ciurma che vince non si cambia.

One Piece: Pirate Warriors 2 è finalmente arrivato e si appresta a invadere le PS3 dei fan dell'opera di Oda. Riuscirà a soddisfare le aspettative dei fan?

Gli appassionati del genere dei Musou stanno vivendo un periodo piuttosto interessante. Anche se ci sono voluti davvero molti (troppi) anni per assistere a qualche interessante passo avanti nella formula spinta con forza da Tecmo Koei, nell'attuale generazione di console si è visto qualcosa di buono.

Se avete letto la recensione di Dynasty Warriors 8 avrete visto come, anche nella saga principale del genere, gli sviluppatori hanno iniziato a introdurre qualche novità interessante utile a variare un gameplay piacevole ma universalmente etichettato (e a ragione) come troppo ripetitivo.

Lo scorso anno la prima collaborazione tra i Musou e One Piece fece vedere molto chiaramente quanto affini fossero questi due elementi che, anche grazie a un buon lavoro di design generale da parte del team, avevano dato vita a un episodio mediamente superiore al resto degli esponenti del genere.

A 12 mesi di distanza, puntuale come un orologio svizzero, arriva One Piece: Pirate Warriors 2 che, come prevedibile, non fa molto per aggiungere qualcosa di nuovo a una formula già apprezzata da critica e pubblico.

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Il personaggio di Trafalgar è molto forte ma non è indicato per i principianti, visto il suo particolare stile di lotta.

Ecco quindi che i personaggi nati dalle matite di Eiichiro Oda tornano a far danni su PlayStation 3, forti di tutti gli elementi di gameplay che tanto erano stati apprezzati nel precedente episodio. Anche stavolta ogni personaggio può contare su un numero di combo ben più ampio rispetto alla media dei Musou, complice la geniale creatività di un autore che ha saputo arricchire lo stile di lotta dei propri eroi per tutta la durata di una saga particolarmente longeva.

"I personaggi nati dalle matite di Eiichiro Oda tornano a far danni su PlayStation 3"

Naturalmente non tutti gli attacchi sono immediatamente disponibili e le tecniche più forti possono essere sbloccate solo facendo salire di livello i vari personaggi. Il cast totale è composto da 36 combattenti (tra pirati e marine) dell'universo di One Piece. Ogni lottatore può salire di livello, ma l'esperienza deve essere guadagnata direttamente usando il personaggio che si vuole far crescere.

Questo, unito al fatto che i vari eroi e antieroi devono essere sbloccati affrontando la Campagna principale, aumenta notevolmente la longevità del titolo che, in pratica, è in grado di tenere compagnia ai giocatori per un numero impressionante di ore.

Struttura a parte non si può certo dire che l'anno di lavoro che ha separato questo capitolo dal suo predecessore non sia stato sfruttato dal team di sviluppo, che ha implementato alcune migliorie da non sottovalutare.

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Come da tradizione per i Musou i mob base sono tutti identici, ma i personaggi principali sono dettagliatissimi e superbamente animati.

La prima riguarda il raggiungimento dei tanto sospirati 60 fps (anche se non sempre costanti), che rendono Pirate Warriors 2 decisamente più fluido e godibile del suo predecessore. A questo si va ad aggiungere anche la presenza di una trama originale che, rispetto a quanto accadeva in passato, ha permesso al team di lavorare senza doversi preoccupare di mantenere un legame solido con eventi già definiti.

"Il team di sviluppo ha implementato alcune migliorie da non sottovalutare"

La nuova linea narrativa, raccontata nella modalità Diario dei Pirati, è ambientata dopo la separazione e il ricongiungimento di Rufy con la sua ciurma, con le versioni potenziate degli eroi e tutte le nuove tecniche apprese durante i faticosi allenamenti in giro per il mondo.

Per un titolo del genere è fondamentale tenere in considerazione i desideri dei fan ed è evidente quanto i ragazzi di Omega Force fossero consapevoli di tale dettaglio. Non solo, quindi, la selezione dei personaggi giocabili e dei comprimari è stata fatta favorendo i beniamini del pubblico, ma anche le tecniche inserite nel gioco sono in linea con le preferenze dei fan.

Una volta superata la prima missione (un generico scontro con Ener utile a rispolverare i controlli e le meccaniche base del gioco attraverso tutorial completamente opzionali), ha inizio un'avventura che mischia le carte in tavola mettendo gli uni contro gli altri personaggi normalmente amici o alleati.

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La caratterizzazione estrema dei personaggi di One Piece si sposa alla perfezione con il genere dei Musou.

Chi ha familiarità con la trama originale di One Piece troverà diverse citazioni e riferimenti noti, mentre chi non ha mai avuto alcun contatto con Rufy e la sua ciurma non andrà a sbattere contro alcun tipo di barriera, potendo così godere tranquillamente della componente narrativa.

"Ci si rende subito conto di quanto Pirate Warriors 2 sia più vicino a Dynasty Warriors rispetto al suo predecessore"

Affrontando le varie missioni ci si rende subito conto di quanto Pirate Warriors 2 sia più vicino a Dynasty Warriors rispetto al suo predecessore, soprattutto per via della gestione degli obiettivi statici e dinamici di ogni livello.

Come accade nella saga Musou principale, infatti, anche in questa avventura di Rufy le varie missioni presentano i soliti compiti primari (che generalmente ruotano attorno all'abbattimento del boss di turno o al raggiungimento di un particolare punto del livello), ma durante la battaglia si attivano progressivamente obiettivi secondari che costringono il giocatore a modificare in corsa la propria strategia.

Tutto questo giova al gameplay rendendolo più vario (per quanto possibile, visto che comunque si devono sempre sterminare orde di nemici con le tecniche a disposizione) e spingendo a esplorare in lungo e in largo i livelli alla ricerca dei compagni da aiutare, dei generali da uccidere o dei tesori da collezionare.

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Ogni personaggio può contare su uno stile di lotta unico e ben definito, molto più che in qualsiasi capitolo di Dynasty Warriors.

Direttamente dal primo Pirate Warriors torna anche il sistema di collaborazione con i compagni di avventura. Attaccando ripetutamente con le combo base si ottiene la possibilità di attivare la modalità Rage premendo il tasto R1. A questo punto, Continuando a colpire con i nuovi attacchi a disposizione si carica la barra dell'attacco combinato che, una volta riempita, permette di chiamare in causa un compagno di gioco semplicemente premendo il tasto Cerchio.

"Direttamente dal primo Pirate Warriors torna anche il sistema di collaborazione con i compagni di avventura"

Eseguita questa operazione non solo si beneficia di un potente attacco extra, ma si può usare il nuovo arrivato per abbattere alcuni nemici sul campo di battaglia prima di tornare allo stato normale e ripetere il medesimo schema ancora e ancora.

La cosa interessante è che, a seconda dei personaggi utilizzati, la modalità Rage è più o meno efficace, come mostrano le statistiche di ogni combattente nella schermata di selezione. In effetti la scelta del personaggio rappresenta una variabile piuttosto importante, cosa rara nel genere dei Musou dove ogni guerriero combatte in modo fin troppo simile a tutti gli altri.

Insieme al divertente single player torna anche la modalità coop online che permette, in sostanza, di affrontare le varie missioni assieme ad un amico. Pur essendo piuttosto divertente e supportato da un buon netcode l'online di Pirate Warriors 2 è penalizzato da una serie di restrizioni davvero troppo rigide.

Il trailer più recente di One Piece: Pirate Warriors 2.

Per evitare spoiler indesiderati, infatti, è necessario che tutti i giocatori coinvolti nella sessione abbiano completato la missione che si vuole affrontare insieme. La cosa più fastidiosa, tuttavia, è legata alla necessità di creare una nuova sessione ogni volta che si finisce una missione, visto che il gioco chiude automaticamente la stanza costringendo ad attese indesiderate.

"Torna anche la modalità coop online che permette di affrontare le varie missioni assieme ad un amico"

Arricchiscono il quadro generale la modalità Partita Libera (quella dove si possono usare tutti i personaggi in qualsiasi scenario), le missioni con i personaggi secondari e le Sfide, già ampiamente apprezzate nel primo Pirate Warriors e utili per mettere alla prova le proprie abilità in missioni mirate.

Ogni azione in ogni modalità frutta punti esperienza e permette di guadagnare il denaro con cui acquistare oggetti nel negozio del gioco, tra cui spiccano le voci dei personaggi (rigorosamente in giapponese, per fortuna), le loro espressioni e le musiche della colonna sonora.

Tecnicamente parlando One Piece: Pirate Warriors 2 è indubbiamente migliorato, soprattutto per via dei già citati 60 fps, ma i problemi storici della serie (e del genere, più in generale) sono comunque presenti. Tra questi spiccano una telecamera non sempre impeccabile e qualche incertezza nelle fasi più concitate.

Niente da segnalare sul fronte del comparto audio, ancora una volta caratterizzato dalle ottime voci giapponesi originali e da una colonna sonora a tratti spumeggiante e a tratti priva di personalità.

One Piece: Pirate Warriors 2 è un titolo che gli appassionati del manga e dell'anime originali non dovrebbero farsi sfuggire, a patto che non detestino dal profondo del cuore il genere dei Musou, le cui caratteristiche base sono ben radicate anche in quest'ultima fatica sviluppata da Omega Force.

8 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio One Piece: Pirate Warriors 2 - review Filippo Facchetti Ciurma che vince non si cambia. 2013-08-30T16:38:00+02:00 8 10

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