Need For Speed: Rivals - review

EA riscopre il gusto per la fuga a rotta di collo.

Riuscirà Electronic Arts a continuare la striscia positiva di Most Wanted con un altro Need for Speed curato (solo a metà) dai Criterion?

Versione provata: PC

Poteva esserci una stagione natalizia priva di uno street racer? Ovviamente no, soprattutto se questa coincide col lancio di una nuova generazione di console ed Electronic Arts si fa trovare pronta all'appuntamento. Del resto aveva praticamente già tutto pronto quello che serviva: un brand che è sinonimo di giochi di guida, un motore grafico nel pieno della sua maturità e uno studio di sviluppo nuovo di zecca in cui sono confluiti membri che in passato hanno lavorato su altri giochi di spicco del genere corsaiolo. Aggiungete alla ricetta la collaborazione dei Criterion che l'anno scorso hanno lavorato a Most Wanted 2012 ed ottenete questo Need For Speed: Rivals. Un gioco realizzato dagli svedesi Ghost Games utilizzando quello splendido motore che è il Frostbite Engine con cui i DICE hanno dato a Battlefield 4.

La contaminazione da cui i Ghost hanno preso spunto è quella di un NFS che in passato ha fatto la storia di questo marchio, ovvero Hot Pursuit. Il tema centrale del gameplay di Need For Speed: Rivals sono infatti le fughe e gli inseguimenti con la polizia che in decine di altri titoli simili hanno fatto da collante per trame inconsistenti al limite del codice penale. Il miglior rappresentate di questa categoria rimane indubbiamente il Most Wanted del 2005, ma questo Need For Speed: Rivals propone un'interessante rilettura del tema per un motivo molto semplice: permette al giocatore di affrontare due carriere separate, una come fuggiasco e una come tutore della Legge.

Che scegliate l'una o l'altra non cambia la struttura di base che è quella di un free roamer abbastanza classico in cui i malati di adrenalina da supercar devono cimentarsi in numerose sfide per sbloccare nuove vetture e potenziamenti, sfuggendo alla polizia e rifugiandosi all'interno dei loro nascondigli. Nei panni di uno sbirro della stradale fresco di accademia dovremo invece rendere la vita impossibile ai fuggitivi fermando le loro scorribande a suon di speronamenti e sfruttando la coordinazione di altre unità che ci possano assistere nell'opera di prevenzione del crimine: questo anche se nel farlo infrangeremo molte più regole del codice della strada dei nostri sospettati.

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Il livello di dettaglio delle vetture è eccellente, così come la varietà delle supercar proposte.

Le premesse sono quindi ottime, anche perché le due carriere separate (si può passare dall'una all'altra in qualsiasi momento) permettono di essere giocate in modi leggermente diversi a seconda della progressione delle sfide che il gioco ci chiederà di completare. Le prove per i fuggiaschi sono generalmente a tempo, gare di velocità con altri pirati della strada e fughe da nugoli di volanti superaccessoriate.

"Le due carriere separate permettono di essere giocate in modi leggermente diversi"

Da poliziotti si tratta invece gare a tempo e inseguimenti con fuggiaschi singoli o in gruppo cercando di arrestarli (leggasi speronarli) prima che la competizione arrivi al termine. Arrivare primi o sbattere dentro tutti i fuggitivi generalmente non è sufficiente per concludere la missione con successo e passare allo step successivo della carriera: spesso dobbiamo soddisfare alcune condizioni prima di ritornare alla base e dichiarare missione compiuta.

La prima è quella dell'accumulo di Speedpoint: sono la misura delle nostre prestazioni in base a quante fughe/catture abbiamo eseguito con successo, di quante manovre spettacolari abbiamo compiuto usando la nitro o utilizzando i gadget pensati per sabotare le vetture avversarie. Non solo, spesso il gioco obbliga a un numero preciso di speronamenti posteriori o laterali o a causare la distruzione di uno o più avversari. Non mancano anche completamenti di determinate missioni entro un certo tempo limite, prove acrobatiche come salti e derapate e così via.

Il gameplay è quindi una continua reinterpretazione di questi concept che possono essere eseguiti su tutte le strade della contea fittizia di Redview in cui si svolge il gioco. Portare a termine con successo le missioni delle due carriere ha un doppio effetto: quello di accedere alle vetture presenti nel gioco e di sbloccare dei gadget utilizzabili per ottenere vantaggi immediati durante la corsa. Il parco auto è veramente bello e intrigante, un curioso mix di auto americane ed europee che spazia dalle gran turismo di razza alle supersportive e dreamcar più belle dei giorni nostri, equamente suddivise tra sbirri e criminali.

L'adrenalina delle fughe più rocambolesche si ritrova nella carriera da fuggitivo. I testa a testa con le vetture avversarie e la polizia diventano veramente impegnativi da metà gioco in avanti.

Darsela a gambe su una Viper mentre una Marussia con le insegne della polizia c'insegue dopo nemmeno mezz'ora di gioco, è quasi liberatorio dopo anni passati a farsi le ossa sui vecchi catorci spompati. Tutto quello che trovate nel negozio va tuttavia pagato a suon di Speedpoint: le auto sono costose ma anche le personalizzazioni e i necessari potenziamenti di prestazioni possono ridurre a zero il vostro conto più velocemente di quanto non siate in grado di svuotare la nitro in uno sparo. Anche i dispositivi sono importanti: gli appassionati di giochi arcade andranno a nozze con mine, scariche EMP, strisce chiodate, posti di blocco e tutto un campionario di scherzetti utilizzabili quando ci si trova a contatto coi nostri avversari e bisogna trovare un modo di danneggiarli a ogni costo.

"La presenza dei gadget è una conferma della natura totalmente arcade di questo Rivals"

Come avete intuito, la presenza dei gadget è una conferma della natura totalmente arcade di questo Rivals: la guidabilità è immediata, tanto è vero che non occorre alcun periodo di ambientamento nel passare da una vettura all'altra per quanto si noti la diversa maneggevolezza, potenza e peso dei vari modelli. Need For Speed: Rivals è chiaramente pensato per dare il meglio di sé nell'uso con un joypad; quello per Xbox 360 è di fatto indispensabile (e immediatamente supportato su PC) per controllare al meglio derapate, salti, accelerazioni brucianti e gestire la navigazione della mappa e dell'interfaccia di gioco in generale, che ha molto in comune con l'Autolog di Most Wanted dell'anno scorso.

Del gameplay vi siete sicuramente già fatti un'idea abbastanza precisa dai filmati: una collezione di gare a rotta di collo in cui l'uso della nitro si affianca a tutti i gadget tecnologici, permette di creare situazioni da brivido grazie alla conformazione delle strade e alla presenza di traffico normale sempre in agguato per eventuali incidenti frontali. Le vetture più potenti e dosi importanti di nitrossido sono alla base degli inseguimenti più feroci ma è nell'uso intelligente dei gadget che le gare più tranquille possono diventare disperate o viceversa da un momento all'altro.

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Il modello di danni non è male ma è più cosmetico che altro.

L'elemento che contribuisce, e non poco, a tenere alta la tensione e quindi il divertimento riguarda l'assegnazione degli Speedpoint quando si gioca come fuggitivi: vincere gare, sverniciare autovelox, fare la barba alle vetture in contromano compiere acrobazie ma soprattutto sfuggire alla polizia a livelli di allerta da Terza Guerra Mondiale, attribuiscono punti e soprattutto gestiscono dei moltiplicatori che fanno salire il punteggio a livelli da jackpot assoluto.

"L'elemento che contribuisce non poco a tenere alta la tensione e il divertimento riguarda l'assegnazione degli Speedpoint quando si gioca come fuggitivi"

Il problema è che per metterli in saccoccia bisogna arrivare a un nascondiglio, cosa non facile quando alle nostre calcagna ci sono una dozzina di volanti, elicotteri e continui posti di blocco. Si tratta di una scelta di gameplay tremendamente azzeccata perché aggiunge tantissima tensione alla carriera da fuggitivo, un po' come accadeva nel Most Wanted 2005 quando bisognava battere i record di durata in fuga rischiando di farsi agguantare con la salvezza ormai in vista.

Gli ingredienti per uno street racer divertente e ben fatto ci sono tutti quindi: belle macchine, la velocità smodata, vetture avversarie molto impegnative una volta giunti nel cuore della carriera e il pepe spruzzato dai gadget tecnologici da usare al momento giusto. Certo, ci sono anche alcuni stereotipi duri a morire come le riparazioni istantanee delle stazioni di servizio, ma tutto sommato sono accettabili nelle meccaniche di un gioco di questo genere.

La ciliegina sulla torta è poi rappresenta dalla funzionalità Alldrive. Nel menu della configurazione potremo infatti decidere se gareggiare da soli o permettere ad altri giocatori umani di entrare nella nostra sessione nelle vesti di fuggitivi o poliziotti. In questo caso uno degli utenti viene eletto a host della partita sulla cui mappa potranno disputare fughe e inseguimenti anche altri giocatori umani, che si mescoleranno alle vetture controllate dalla CPU.

Attivata la modalità Alldrive, mi sono ritrovato a osservare la mappa per prevedere dove avrei intercettato il solitario fuggiasco umano capitato nella mia sessione di gioco. Nonostante la lag, l'epilogo era ovviamente scontato.

La conseguenza di tutto questo riguarda la possibilità di mettersi a dare la caccia ad avversari in carne ed ossa osservando il loro movimento sulla mappa ed aspettandoli all'intersezione giusta con un blocco stradale o una bella speronata. Le situazioni che si possono creare sono tuttavia numerose ed esilaranti al tempo stesso: da incidenti leggendari perché due gruppi di fuggitivi si trovano ad attraversare simultaneamente lo stesso incrocio a 250 all'ora, a due sbirri diversi che incominciano ad inseguire lo stesso fuggitivo contendendosi la sua cattura a suon di strisce chiodate e speronamenti. Inutile dire che l'adrenalina nelle sessioni di gioco con piloti umani sale alle stelle e una cattura o una fuga saranno salutate da grugniti di soddisfazione tanto più rumorosi quanto più lungo ed estenuante è stato l'inseguimento.

"La lag a volte s'intromette a rovinare gare e inseguimenti altrimenti da cardiopalmo"

Purtroppo non è tutto oro quello che luccica nel senso che la lag a volte s'intromette a rovinare gare e inseguimenti altrimenti da cardiopalmo. Fenomeni di warp e collisioni non perfettamente calibrate rendono difficile speronare con precisione un avversario mentre si fa lo slalom tra vetture amiche e nemiche a 280 all'ora, e questo rovina un po' la qualità di un gameplay in cui, nelle sessioni di gioco popolate, può veramente succedere di tutto a ogni curva. Tutto sommato il gioco vale la candela perché la varietà che l'opzione Alldrive garantisce ripaga ampiamente dei fenomeni di lag, warp e migrazioni dell'host che ogni tanto bloccano l'azione di gioco.

Tolte le magagne di cui sopra si potrebbe dire che questo Need For Speed: Rivals si potrebbe candidare al trono di street racer dell'anno: purtroppo dobbiamo segnalare un paio di lacune di design e una scelta tecnica poco felice che lo separano dalla vetta del genere. Il primo è quello della totale mancanza di una trama a fare da collante tra la progressione delle due carriere: non ci sono protagonisti in carne ed ossa e tutte le cutscene sono anonimi riferimenti a criminali e polizia nel senso lato del termine. Non pretendevamo uno spin-off di Fast 'n' Furious con tanto di vagonata di fotomodelle in bikini molestate da meccanici nerboruti, ma la speranza di un minimo di contesto che portasse a situazioni degne del miglior salto finale di Most Wanted sarà sempre l'ultima a morire.

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Con 54000 speedpoint in saccoccia mi arrischio in un'altra gara puntando al bottino grosso dei moltiplicatori. Pessima idea, mi hanno beccato alla terza curva.

In assenza di questo ci si deve accontentare di due lunghe carriere caratterizzate da un susseguirsi di missioni a difficoltà crescente completamente basate sul concetto di free roaming: basta scegliere la locazione, il tipo di prova da affrontare e da quel momento in poi dovremo solo eseguire quanto richiesto tra gare da vincere, sportellate da dare, fughe da compiere e gadget da utilizzare. Con un'infrastruttura del genere, il rischio di una certa ripetitività di fondo del gameplay è sempre in agguato: solo la possibilità di arrivare ai superbolidi come le Ferrari Enzo o le Lamborghini Aventador tiene quindi vivo l'interesse di un gioco che sa veramente di occasione mancata per come si sarebbe potuto confezionare lo street racer definitivo, anche in termini di puro contorno e varietà dell'azione.

"Le auto sono stupende nei loro dettagli ma è nel contorno degli elementi devastabili a bordo strada che Rivals eccelle"

Un peccato, se pensiamo ad una grafica di prim'ordine dal punto di vista della qualità dell'immagine che mette in evidenza tutti i pregi del Frostbite Engine 3 anche in un contesto completamente diverso da quello di Battlefield 4. Gli scenari di Redview County sono stupendi da vedere per l'uso che viene fatto delle texture in alta risoluzione grazie ad ambienti che nel giro di qualche chilometro spaziano dal deserto alla scogliera, passando per una montagna boscosa o un piccolo centro abitato.

Le auto sono stupende nei loro dettagli ma è nel contorno degli elementi devastabili a bordo strada che Rivals eccelle. È presente un veloce ciclo giorno/notte così come il meteo variabile, mentre gli effetti degli incidenti o la gestione della luce compongono un quadro pressoché idilliaco; pressoché è la parola giusta perché la perfezione di tutto questo è penalizzata dalla scelta degli sviluppatori di uniformare il frame rate della versione PC a quello delle console next-gen, ovvero 30 fotogrammi al secondo.

La scelta, apparentemente incomprensibile, è stata spiegata dagli sviluppatori con la necessità di uniformare le prestazioni del multiplayer e limitare al massimo proprio i problemi legati al netcode di cui abbiamo parlato poc'anzi quando si gioca con l'Alldrive attivato. Pur lodando l'intenzione di mettere tutti sullo stesso piano, la mossa non è stata risolutiva e soprattutto si perde buona parte di quella performance extra che i PC garantiscono rispetto anche alle console di nuova generazione.

Una selezione d'inseguimenti, incidenti e catture a bordo delle volanti più tamarre della storia del videogioco.

Anche se si tratta di una scelta opinabile, soprattutto nei confronti di una piattaforma così potenzialmente performante come i computer, bisogna riconoscere che il gioco gira perfettamente a 30 FPS anche su PC di fascia media, mantenendo una buona reattività al controller nelle situazioni più caotiche. Speriamo che i Ghost ritornino sui loro passi, magari con una patch che permetta a chi decide di non sfruttare l'Alldrive di godersi Rivals al massimo frame rate possibile.

Vale la pena tra l'altro la pena ricordare che nel menu di configurazione grafica non è possibile impostare la configurazione antialias, un problema che abbiamo facilmente aggirato andando nel pannello di controllo della nostra scheda video e impostando la correzione multisample 2X o 4X. Il miglioramento dell'immagine è stato netto, così come quasi del tutto assente la perdita di prestazioni.

Tolto questo, cosa rimane di questo Need For Speed: Rivals? Un sacco d'inseguimenti spassosi contaminati da un multiplayer veramente adrenalinico, tanta tensione e un motore grafico di prim'ordine per quanto con il freno a mano tirato a 30 FPS al secondo. Togliete dall'equazione la mancanza di coraggio (o il tempo utile per lo sviluppo) nell'osare qualcosa di più sul fronte del contorno e della varietà della carriera, e ottenete un titolo da consigliare a tutti gli appassionati del genere dotati di un buon PC e un pad Xbox 360.

8 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Need For Speed: Rivals - review Matteo Lorenzetti EA riscopre il gusto per la fuga a rotta di collo. 2013-11-20T12:42:00+01:00 8 10

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