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Mario Party: Island Tour - review

Le idee iniziano a scarseggiare.

La serie Mario Party tenta di risollevarsi su 3DS con Island Tour, seconda uscita per console portatili a 6 anni di distanza dal capitolo per Nintendo DS. Missione compiuta o ennesimo buco nell'acqua?

Quella di Mario Party è una serie che ha conosciuto picchi di giocabilità altissimi ma anche momenti di assoluta inutilità. Dopo essere stata creata e portata ai massimi livelli di popolarità dalla Hudson Soft, venne affidata un paio di anni fa al team Nd Cube con risultati non esattamente esaltanti.

Il primo titolo sviluppato dalla sussidiaria Nintendo fu Mario Party 9, che solo in minima parte riuscì a risollevare il livello del franchise dagli abissi raggiungi con l'ottavo capitolo. Ora i ragazzi nipponici si cimentano con il loro primo capitolo portatile, che arriva nei negozi europei a circa 6 anni di distanza da Mario Party DS.

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Alcuni dei mini-giochi inclusi in Island Tour sono dannatamente divertenti, peccato che la maggior parte risulti invece trascurabile.

Island Tour punta gran parte delle sue speranze di successo su sei nuovi tavoli da gioco e una generosa dose di mini-sfide che sfruttano sia il touch-screen del 3DS che le sue caratteristiche di comunicazione wireless.

Nelle intenzioni originali degli sviluppatori, gnuna delle sette "board" a disposizione doveva rappresentare una modalità di gioco a sé stante, con regole diverse da tutte le altre. In parte questo obiettivo è stato centrato, se non fosse per la scarsissima qualità dell'esperienza offerta dal single player del gioco.

Due delle tre opzioni di gioco principali sono piuttosto chiare: Party e Mini Giochi. La prima è il cuore del gioco a cui torneremo tra poco. La seconda è divisa in sezioni che consentono di cimentarsi in tutte le sfide sbloccate in single-player, oppure contro il tempo e gli amici. C'è poi la Torre di Bowser che per certi versi ricorda una modalità analoga vista in alcuni vecchi Mortal Kombat.

Si sceglie uno dei personaggi disponibili (il sottoscritto non poteva che optare per Luigi) e si inizia a salire una torre, costruita da Bowser per rompere le scatole per l'ennesima volta. "Inenarrabili orrori e trappole indicibili si nascondono nelle stanze della torre" proclamerebbe un qualsiasi romanzo fantasy di serie B, ma qui siamo in Mario Party e l'unica cosa che vi attende ad ogni piano è la scelta tra due mini giochi. Superatelo e avanzerete alla sfida successiva, fallite e vi verrà offerta la possibilità di scegliere e giocare nuovamente.

Ogni 5 piani si arriva ad una sfida Boss, che si avvicina più ad uno dei combattimenti vissuti tante volte nei Mario "classici". Ogni avversario richiede una tattica diversa per essere sconfitto ma nessuno di essi rappresenta una vera sfida per i giocatori più smaliziati. Una volta sconfitto, il suo stage viene aggiunto alla modalità Giochi in Libertà e può essere affrontato a piacimento.

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Finché si usano pulsanti e stilo tutto fila liscio, ma aspettate di incappare nelle sfide con sensore di movimento.

Man mano che si sale, ovviamente, la sfida si fa più ardua e i protagonisti controllati dalla IA diventano sempre più competitivi. Come se non bastasse, Bowser ha la simpatica abitudine di cambiare le carte in tavola aggiungendo dei bonus/malus (più frequentemente malus) con una sorta di roulette, che a seconda dei casi può aumentare la difficoltà, farvi cadere di un piano o addirittura farvi ricominciare la torre dall'inizio.

Tale modalità risulta piuttosto piacevole, anche se la varietà delle sfide scelte non è propriamente impeccabile. Prima di ogni sfida viene spiegato il funzionamento del gioco, il sistema di controllo richiesto e viene anche data la possibilità di allenarsi nello stesso. Chi avrà la pazienza e la bravura di arrivare fino in cima riceverà... beh, ovviamente dovrete scoprirlo da soli.

Ma veniamo alla modalità Party, che fornisce al giocatore la scelta tra sette differenti campi da gioco. Ognuno di essi si distingue per differenti tempi di gioco (si va sai 10-20 minuti della Gara a Razzo ai 45-60 del Sentiero per il Maniero), parametri di Abilità, Fortuna e Minigiochi, e ovviamente regole.

Lo scopo finale è quello di arrivare al traguardo per primi, ma i mini giochi non sono l'unica discriminante per la vittoria. Molti bonus e malus sono sparsi sui tabelloni e anche questi dipendono dalla tavola scelta. In alcune vi permetteranno di raddoppiare o triplicare il lancio del dado, ma anche di scambiare la vostra posizione con concorrenti molto più indietro di voi quando siete a poche caselle dall'arrivo.

Di base il gioco vi pone di fronte a tre avversarsi controllati dalla CPU con abilità di medio livello. Volendo potrete variarne il numero, ma anche aumentarne o diminuirne la bravura e selezionare solo alcuni tipi di mini giochi da fare durante la sfida, escludendo ad esempio quelli più difficili o quelli che utilizzano il microfono.

Come facilmente intuibile, la modalità Party da il meglio di se quando viene affrontata insieme ad altri giocatori umani. I personaggi controllati dall'IA, infatti, non rappresentano una valida sfida a livello medio e diventano quasi sovrumani a quelli superiori... senza contare il fatto che non potrete sfotterli in caso di vittoria all'ultimo lancio di dadi.

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Prima di ogni tiro potrete scegliere di dare un'occhiata alle caselle che vi separano dal traguardo o utilizzare dei bonus.

Il multiplayer permette di giocare con altri tre sfidanti in modalità download, cosa decisamente gradita che consente di divertirsi con gli amici anche se questi non possiedono il gioco. Tenete conto però di due fattori molto importanti. Primo: il download in certi casi dura decisamente tanto, si arriva anche a 10 minuti. Secondo: nel caso uno o più avversari siano sprovvisti dell'ultimo aggiornamento della console, tuttavia, non sarà possibile per loro partecipare.

In alternativa al classico "multi" è anche possibile giocare "a distanza" tramite le sfide StreetPass, che verranno scaricate automaticamente dalla console quando questa verrà in contatto wireless con altri dispositivi che hanno il gioco caricato. Tale modalità permette anche di confrontare le proprie statistiche single-player con quelle di altri giocatori.

In termini di abbondanza quindi, Mario Party: Island Tour è più che soddisfacente. Purtroppo altrettanto non si può dire riguardo la qualità dei mini-giochi, decisamente inferiore a quella raggiunta dai migliori capitoli della serie. Alcuni di essi, diciamo una decina, sono dannatamente divertenti e la voglia di ripeterli all'infinito non tarderà ad arrivare. Per il resto ci si trova di fronte a qualche clone di sfide già viste e ad alcune sfide assolutamente insulse, per non dire irritanti... specialmente quelle che richiedono l'utilizzo del sensore di movimento del 3DS.

Il panorama dell'ultima fatica Nintendo/Nd Cube è quindi piuttosto chiaro. Island Tour è un buon Mario Party se prevedete di giocarlo insieme a qualche amico. Se invece avete intenzione di passare con lui le fredde serate che vi separano dal Natale, mettete in conto un bel po' di noia e qualche eccesso di frustrazione.

6 / 10

Mario Party: Island Tour - review Daniele Cucchiarelli Le idee iniziano a scarseggiare. 2013-12-02T17:00:00+01:00 6 10

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