Grand Theft Auto: San Andreas - review

Ci eravamo appena lasciati, ed è già tempo di ritornare...

Rockstar continua l'allenamento mobile col porting del GTA più grande e amato (almeno fino all'arrivo di GTA V).

Rockstar Games ci sta prendendo gusto, d'altronde riproporre i gloriosi GTA del passato su piattaforme mobile è davvero una buona idea, e per diversi motivi: questi porting vendono bene e costano relativamente poco, avere un GTA di una simile portata in tasca è bello a prescindere e la cosa fa bene al brand. Inoltre permette a Rockstar di esercitarsi su piattaforme che è giusto tenere d'occhio.

Dopo il prepotente debutto con GTAIII e il colpo sicuro di Vice City, è ora finalmente il turno del Grand Theft Auto più amato in assoluto (o almeno era così fino all'arrivo del quinto gioco), niente di meno che GTA: San Andreas.

Tornare nella San Andreas del 2004/1992, dopo aver vissuto settimane nella nuova versione 2013/2013 è un'esperienza strana ma sempre eccezionale. Questo titolo, rispetto all'ultimo, ha una serie di vantaggi naturali che gli permettono di risplendere ancora oggi, nonostante la bellezza grafica di GTA V.

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I controlli si possono personalizzare in tutti i modi, e in più si possono usare controller dedicati!

GTA: San Andreas non si appoggia alla realtà ma ricostruisce un periodo storico ben preciso, già entrato nella mitologia di una città, Los Angeles, e di un'intera nazione, la California. Le stazioni radio di questo gioco non trasmettono i possibili classici di domani, ma brani già conosciuti e amati. E per chi ha già giocato San Andreas, questo super porting è anche un tuffo nel passato, così come lo è (ri)vestire i panni di Carl Johnson, uno dei personaggi più amati nell'intera storia dei videogiochi.

"La San Andreas di questo gioco rimane enorme, gratificante e per certi versi addirittura insuperata"

Anche lui, nonostante i pochi poligoni, ha delle qualità che lo tengono a galla, alla pari dei dettagliatissimi Michael, Franklin e Trevor. Le sue animazioni non saranno tanto realistiche ma C.J. ha una storia che vale la pena vivere, inoltre il suo corpo può essere plasmato come con nessun altro personaggio di Rockstar. La palestra formerà i suoi muscoli e i fast food arrotonderanno la sua pancia in quello che è di fatto il primo GTA con elementi da gioco di ruolo.

All'inizio del gioco vedrete C.J. tornare a Los Santos dopo aver appreso dell'omicidio di sua madre, un evento che lo rimetterà in contatto coi suoi vecchi amici nei guai con la polizia e sotto il mirino delle gang dei quartieri limitrofi. Dalla mappa ai minigiochi presenti, GTA: San Andreas è un formidabile esempio di come il piccolo possa sembrare incredibilmente grande.

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Quante peripezie prima di arrivare a sfrecciare lungo i viali di Las Venturas.

Anche se i chilometri quadrati sono inferiori e di molto a quelli di GTAV, la San Andreas di questo gioco rimane enorme, gratificante e per certi versi addirittura insuperata. Inoltre Los Santos non è l'unica "grande" città (e il virgolettato è d'obbligo, visti i moderni esempi di grandi città nei videogiochi), ma nei suoi confini include anche San Fierro e Las Venturas. E poi ci sono deserti, boschi, corse dei cavalli, auto da modificare, biciclette, guerra tra bande... tutto meno perfetto, tutto più piccolo, eppure tutto così grande, specialmente nello scopo.

"Se avete un iPhone di quinta generazione o un iPad di quarta, potrete godere anche di ombreggiature in tempo reale"

Su iOS GTA: San Andreas ha subìto la stessa cura ricostituente vista con i precedenti porting, con migliorie grafiche che coinvolgono effetti di luce, di rifrazione e texture strapulite, ma che lasciano quasi intatto il pop-up e altre piccole sbavature di cui soffriva l'originale. Se avete un iPhone di quinta generazione o un iPad di quarta, potrete godere anche di ombreggiature in tempo reale.

Il grande limite di questa conversione è come sempre legato ai comandi touch di iPhone, iPod e iPad, ma bisogna dire che Rockstar ha lavorato duramente, introducendo in questo terzo GTA per iOS ulteriori accorgimenti che rendono l'esperienza ancora più piacevole di quanto accadeva con GTA III e Vice City.

Solo per gestire la guida sono presenti ben tre diversi settaggi ed effettivamente l'unico problema ancora irrisolto è quello legato alle armi da fuoco: mirare e sparare non è mai comodo, farlo quando si è alla guida ancora meno. Ma ora che ci pensiamo, nemmeno GTA V gestisce bene le armi da fuoco mentre si guida: come diavolo è possibile che Rockstar non riesca a trovare un'alternativa?

Il gioco è godibile a partire da un iPad2/iPhone4, ma sono previsti vistosi cali di fluidità durante le sequenze più concitate. Per il resto rimane sempre lui, il capolavoro: parliamo di San Andreas con in più checkpoint posizionati meglio, colori più ricchi e un accattivante prezzo di 5,99 euro: bisogna aggiungere altro? Certo che sì: il gioco supporta molti controller dedicati, aggirando totalmente i limiti touch!

9 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Grand Theft Auto: San Andreas - review Francesco Serino Ci eravamo appena lasciati, ed è già tempo di ritornare... 2013-12-18T16:31:00+01:00 9 10

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