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Might & Magic X Legacy - review

Un gradito ritorno al passato.

Una delle serie più longeve e amate dei videogiochi torna con un omaggio alle sue origini: riuscirà Might & Magic X Legacy a far rivivere i fasti del marchio di Ubisoft?

Uno dei principali meriti che possono essere riconosciuti ai prodotti nati grazie al crowfounding e agli sviluppatori indipendenti è aver mostrato a tanti 'coraggiosi' publisher che le nicchie possono in realtà contare su milioni di appassionati. Ne è un esempio il successo riscosso da Minecraft su ogni piattaforma, come lo è anche l'enorme gruzzolo raccolto da Star Citizen. Uno dei primi segnali di questa inversione di tendenza è arrivato però da Legend of Grimrock, riuscitissimo dungeon crawler sviluppato da Almost Human che nel giro di due anni è riuscito a piazzare oltre un milione di copie.

Riscoprendo questi mercati anche i publisher più famosi sono tornati ad interessarsi a generi ormai scomparsi da anni, ma dalla loro hanno un innegabile vantaggio rispetto ai piccoli sviluppatori indipendenti: possono attingere da un catalogo praticamente infinito di licenze di successo, da sfruttare per dare maggior profondità e visibilità ai loro prodotti. Might & Magic X Legacy è proprio questo: è il tentativo da parte di Ubisoft di recuperare un pubblico che credeva estinto, offrendo loro un prodotto che attinge a piene mani dalle origini del gioco di ruolo e che sfrutta una delle serie più longeve ed amate del mondo dei videogiochi, Might & Magic.

Quello di Limbic Entertainment va visto non come prodotto in grado di competere con The Elder Scrolls o The Witcher, ma come un tributo a classici come Ultima Underworld e soprattutto alle origini stesse della serie di Might & Magic, ovvero a quel lontano 1986 nel quale Jon Van Caneghem ha scritto alcune delle principali regole dei moderni giochi di ruolo. Legacy, infatti, riprende varie caratteristiche di quei tempi, come la prospettiva in prima persona, l'organizzazione a scacchiera di tutto il mondo di gioco, la necessità di prendere appunti sulla mappa (anche se questa volta virtuale) e il sistema di combattimento rigorosamente a turni.

Tutto il mondo di Asham è infatti organizzato come una scacchiera sulla quale il vostro gruppo formato da quattro eroi potrà muoversi ed attaccare solamente lungo i quattro assi cardinali, con in più la possibilità di ruotare di 90 gradi grazie alla pressione dei tasti Q e E. Ogni azione, sia in città sia all'interno di un labirinto, consumerà un turno, al quale corrisponde un determinato quantitativo di tempo. Il ciclo giorno e notte non sarà solo un vezzo estetico ma influenzerà anche determinati elementi del gameplay.

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Nani con le forge, orchi con le mazze ed elfi con le orecchie a punta: tutto è esattamente dove ci aspettavamo.

Per poter iniziare un combattimento dovrete prima allinearvi al vostro nemico e in seguito selezionare un'azione di attacco per ognuno dei vostri guerrieri. A seconda dell'equipaggiamento e delle abilità sbloccate potrete scegliere tra attacchi a corto e a lungo raggio, la difesa o una delle tante magie, ma potrete anche decidere di provare la fuga così da seminare il nemico o semplicemente attirarlo in un luogo più favorevole allo scontro.

"Lo studio della conformazione del terreno sarà una delle chiavi per limitare i danni di uno scontro"

Lo studio della conformazione del terreno sarà presto una delle chiavi per limitare i danni di uno scontro, dato che con la spalle coperte potrete evitare di essere accerchiati dai nemici, oltre che concentrare tutti gli attacchi in un'unica direzione. Per fare un esempio una buona strategia potrebbe essere quella di attirare i mostri ostili in un luogo stretto come un corridoio o una passerella sospesa nel vuoto, in modo da poterli colpire con un'unica magia ad area.

Nonostante sia all'apparenza un sistema di combattimento piuttosto statico e privo di verve, in realtà Might & Magic X Legacy nasconde al suo interno tante sfumature e possibilità strategiche che dovranno essere imparate sulla propria pelle, ma che una volta acquisite consentiranno di avere enormi soddisfazioni, oltre che di sconfiggere agilmente nemici apparentemente fuori dalla propria portata.

Rimarrete piacevolmente stupiti nello scoprire che non servono evoluzioni da acrobata, esplosioni, parate e combo per rendere impegnativo e profondo un sistema di combattimento. Un buon set di abilità in grado di intrecciarsi le une con le altre vi spingeranno infatti a imparare a memoria ogni effetto collaterale delle vostre magie, in modo da poterlo legare all'effetto scatenato dal colpo successivo. Allo stesso modo i vari mostri non andranno semplicemente affrontati a viso aperto ma studiati per capire i loro punti di forza e le loro debolezze, da sfruttare senza pietà per abbatterli il più velocemente possibile.

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Alcuni scorci sono piuttosto affascinanti ma è il dettaglio che lascia l'amaro in bocca.

Come dicevamo, infatti, anche il più semplice combattimento potrebbe rivelarsi molto impegnativo per via di un qualche colpo critico inaspettato subito dal vostro mago, o semplicemente per l'esoso numero di risorse consumate da ogni abilità. Soprattutto durante le prime fasi di gioco scoprirete che basteranno solamente un paio di incantesimi per prosciugare il mana del vostro mago o qualche fendente ben assestato per dissanguare il vostro tank. Ciò vi farà consumare un quantitativo enorme di pozioni e spesso sarete costretti a recarvi nella città più vicina per rifornirvi di nuovi elisir, comprare equipaggiamento più performante e identificare alcuni oggetti trovati nei vari labirinti.

"Dopo ogni avanzamento di livello potrete distribuire un numero piuttosto generoso di nuovi punti abilità"

Fortunatamente dopo ogni avanzamento di livello potrete distribuire un numero piuttosto generoso di nuovi punti abilità, grazie ai quali personalizzare in maniera marcata ogni guerriero e sbloccare un cospicuo numero di nuove magie o abilità che renderanno progressivamente autosufficiente il party.

Una risorsa che non dovrà mai mancare saranno però le razioni, ovvero il numero di pasti che il gruppo ha a disposizione per poter riposare anche al di fuori dei confini di una città. Le razioni potranno essere acquistate presso le locande ma potrete anche assumere un cuoco che vi segua per l'avventura e vi prepari automaticamente un pasto al giorno. Uno dei tanti aspetti ideati dagli sviluppatori per approfondire ulteriormente la gestione del proprio gruppo di avventurieri, è la possibilità di assumere fino ad un massimo di due aiutanti che vi daranno bonus specifici durante il vostro viaggio.

Le radici hardcore del gioco dei Limbic non si riducono a solo questi elementi ma si avvinghiano indissolubilmente a tutti gli aspetti della produzione, come per esempio un livello di difficoltà piuttosto proibitivo nel quale è il giocatore a doversi adattare al gioco e non viceversa, alla mancanza di un vero e proprio tutorial e al sistema di combattimento profondo e complesso, con tante abilità complementari da utilizzare e adattare a seconda delle capacità del proprio party. Infine vi è un'estrema personalizzazione di ogni aspetto del gioco, dal semplice nome al sesso fino ad arrivare al più puntuale dei parametri di forza.

Un filmato di gameplay per Might & Magic X Legacy.

Durante la costruzione dei quattro protagonisti potrete scegliere la loro razza tra Umani, Elfi, Nani e Orchi. Ognuna di esse potrà specializzarsi in tre classi differenti, una Might specializzata nel combattimento, una Magic più rivolta alla magia e una ibrida. Il bilanciamento del gruppo sarà importante per non rimanere bloccati nelle fasi più avanzate del gioco, tanto che agli avventurieri meno esperti viene data la possibilità di scegliere un gruppo di eroi predefinito, già discretamente bilanciato. Coloro che sono invece alla ricerca di forti emozioni (e tante imprecazioni aggiungeremmo noi!) potranno optare per un gruppo casuale.

"Il design del gioco riprende molte delle regole che caratterizzavano i prodotti di qualche decade fa"

Anche il design di tutto il gioco riprende molte delle regole che caratterizzavano i prodotti di qualche decade fa. Gli utenti più giovani e meno smaliziati potrebbero trovarsi un po' spiazzati a morire a due passi dalla città iniziale ma la tecnica del Gatekeeping è una delle più vecchie del game design e vi impedirà di mettere piede nelle aree più avanzate prima che il vostro gruppo sia pronto ad affrontare tutte le difficoltà. Questo è solo uno degli esempi più lampanti di questo ritorno alle origini, tanto inusuale quanto sorprendente, soprattutto in un'industria ormai votata al tutto e subito, e pronta a ricercare un metodo per far vincere il giocatore senza mai affaticarlo troppo.

Dopo un inizio piuttosto lineare e limitato vedrete progressivamente aprirsi di fronte a voi un mondo da esplorare e affrontare nella maniera più idonea al vostro gruppo di eroi e alle vostre inclinazioni. Non c'è infatti un percorso da seguire o una strategia vincente per abbattere tutti i mostri del gioco. Non esiste infatti il grinding e se rimarrete bloccati da un combattimento, tutto quello che vi rimarrà da fare è utilizzare al meglio le risorse a disposizione del vostro party e, una volta individuata una strategia efficace, perseverare.

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Anche i combattimenti più semplici, se affrontati con superficialità, potrebbero diventare fatali.

Allo stesso modo procederà la trama: all'inizio sarà piuttosto rarefatta e incomprensibile ma progressivamente comincerà a riproporre i temi e le situazioni tipiche della serie Might & Magic, soprattutto quelli vissuti nello spin-off Heroes.

"Non avrebbe guastato una maggiore attenzione al profilo grafico e tecnico del gioco"

In Legacy vi troverete ad affrontare gli eventi che stanno sconvolgendo Ashan, dopo che la caduta di Uriel ha gettato l'impero e la chiesa nel caos. Karthal è sull'orlo della guerra civile e vostro malgrado vi troverete coinvolti nella faida che è scoppiata tra la Principessa Falco e i nobili. Ovviamente all'inizio dell'avventura sarete completamente all'oscuro di tutto quello che sta succedendo intorno a voi, ma gradualmente acquisirete le conoscenze e le capacità per salvare la situazione. A differenza dei primi episodi della serie, l'universo di Might & Magic X Legacy è puramente fantasy, dato che Limbic ha abbandonato completamente le sfumature fantascientifiche del passato.

La mancanza di grosse sorprese o novità è forse uno dei limiti maggiori di questo revival che, a differenza di Legend of Grimrock, non fa nulla per proporre qualcosa di originale o diverso dalla tradizione. È anche vero che la serie di Might & Magic ha contribuito a standardizzare alcune di queste regole ma un po' di coraggio da parte degli sviluppatori non avrebbe guastato.

Come non avrebbe guastato una maggiore attenzione al profilo grafico e tecnico del gioco. È vero che Unity è uno strumento flessibile è potente in grado di adattare facilmente il proprio codice a molteplici piattaforme, ma su PC ci si aspetta un livello di dettaglio maggiore o perlomeno un'ottimizzazione del codice senza sbavature, che consenta di far andare il prodotto anche su macchine datate. Vedere un titolo così semplice graficamente, con texture in bassa definizione, una modellazione poligonale tutt'altro che complessa e un parco animazioni piuttosto limitato, che talvolta scatta o presenta evidenti episodi di popup, è davvero sorprendente. Va bene omaggiare il passato e che questi elementi non inficiano il gameplay, ma a tutto c'è un limite!

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Il design è molto buono, ma la complessità poligonale lascia un po' a desiderare.

Il rovescio della medaglia è che l'utilizzo di uno strumento così diffuso molto probabilmente agevolerà lo sviluppo di un'attiva comunità di modder che, nel giro di poco tempo, potrebbe trasformare completamente il lavoro degli sviluppatori tedeschi, con tanti nuovi contenuti e miglioramenti.

Il design di mostri e ambientazioni si attesta su buoni livelli come anche le musiche di accompagnamento dell'avventura. Nella norma invece il doppiaggio in lingua inglese, ben adattato in Italiano.

Might & Magic X Legacy è un'operazione nostalgia confezionata con cura, in grado di riportare in vita uno dei brand più amati e venerati del mondo dei videogiochi. Approcciando il prodotto di Ubisoft con la sufficiente dose di pazienza e voglia d'imparare a giocare, si troveranno oltre 20 ore di avventure tra labirinti infestati, città da scoprire e un regno da esplorare.

Un comparto grafico tecnico spartano e mal ottimizzato e un gameplay complesso che non fa sconti ai giocatori dell'ultima ora, impediscono all'ultima fatica dei Limbic di essere consigliata a prescindere, ma coloro che hanno amato Legend of Grimrock o i primi dungeon crawler, non dovrebbero lasciarsi sfuggire questo piacevole tuffo nel passato.

7 / 10

Might & Magic X Legacy - review Luca Forte Un gradito ritorno al passato. 2014-01-27T16:48:00+01:00 7 10

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