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Men of War: Assault Squad 2 - review

Per chi pensa che Company of Heroes sia solo un assaggio della Seconda Guerra Mondiale.

Gli RTS vecchia maniera non sono morti, basta solo sapere dove andarli a cercare. Men of War: Assault Squad 2 è uno di questi.

È ormai dal 2009 che il settore degli strategici in tempo reale vive di un dualismo che va oltre la crisi conclamata degli RTS come genere di massa. Per niente giocati su console, in virtù di un sistema di controllo che non permette di gestire le unità sul campo con la stessa simultaneità ed efficacia di mouse e tastiera, gli strategici in tempo reale sono rimasti ancorati al mercato che nei due decenni passati ha dato loro le migliori soddisfazioni, quello PC.

La migliore espressione del concetto di concorrenza in questo senso, visto che il genere fantascientifico è saldamente nelle mani di Blizzard con Starcraft, è la serie Company of Heroes e Men of War: due produzioni in apparenza simili nella forma ma molto diverse nella sostanza per come permettono di disputare una serie di battaglie in solitario o multiplayer utilizzando le fazioni più famose del conflitto.

Andato in soffitta Company of Heroes 2 l'estate scorsa, quest'anno tocca a Men of War tenere alto il vessillo del genere con questo Assault Squad 2: lo studio di sviluppo ucraino Digitalmindsoft ha realizzato il seguito di quella che molti considerano l'espansione standalone migliore di tutta la serie, Assault Squad appunto.

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Dopo trenta secondi ci si accorge che due terzi degli scenari singleplayer sono riciclati dal primo Assault Squad.

Pubblicata nel 2010 e incentrata sul ricreare scontri di massa tra i più letali e spettacolari che misero gli uni contro gli altri americani, tedeschi, inglesi, russi e giapponesi, è considerata dai fan di Men of War l'evoluzione multiplayer per eccellenza del gioco originale in virtù dell'introduzione di un sistema a punti di controllo che premia il giocatore capace di occupare porzioni di scenario sempre più vaste con punti da spendere nel reclutamento di unità o abilità da usare una tantum sul campo di battaglia.

"Qualsiasi arma della Seconda Guerra Mondiale che possa venirvi in mente è stata implementata"

Anche se sono passati cinque anni dalla pubblicazione dell'originale (e quattro espansioni standalone) il nucleo del gameplay non è cambiato di una virgola e propone uno strategico di enorme profondità bellica. Oltre alla possibilità di controllare singolarmente ogni fante presente sul campo di battaglia insieme al suo inventario, ogni carro, pezzo d'artiglieria, e arma di supporto, al giocatore viene data la possibilità di sviluppare tattiche d'attacco e di difesa.

Campi minati, trincee, reticolati e abilità speciali proprie di ciascuna fazione come bombardamenti, mitragliamenti aerei, lanci di razzi: la varietà è eccezionale. Qualsiasi arma vi possa venire in mente tra quelle messe in campo durante la Seconda Guerra Mondiale, nella serie Men of War è stato implementato visto che si parla di più di duecento unità e un numero simile di veicoli diversi schierati tra le cinque fazioni utilizzabili.

Il lavoro certosino di sviluppo delle abilità delle prime in base al loro equipaggiamento (fucilieri, mitraglieri, anticarro, cecchini, lanciafiamme e chi più ne ha più ne metta) e di riproduzione dei secondi in relazione a potenza di fuoco, mobilità e soprattutto blindatura rende la serie Men of War un vero e proprio simulatore della Seconda Guerra Mondiale.

Controllare direttamente l'88 di un Panzer Tigre è sempre una bella soddisfazione, vedere per credere.

La conoscenza nel dettaglio delle tattiche di combattimento in ambienti rurali e urbani per la fanteria uniti alle caratteristiche tecniche dei mezzi da utilizzare sono indispensabili per prevalere sugli avversari, che sia la CPU giocando in singleplayer o gli umani in multigiocatore.

"La profondità del gameplay richiede un'elevata dose di microgestione"

Di questo è facile accorgersi osservando con attenzione i filmati a corredo di questo articolo che confermano l'eccezionale profondità del gameplay che richiede un'elevata dose di microgestione, permessa dalla flessibilità dell'interfaccia di gioco che arriva persino a permettere di comandare direzione di fuoco, tipo di munizioni arma utilizzata e copertura di qualsiasi cosa nel gioco possa sparare e muoversi: dal fante a corto di munizioni armato solo di coltello ad un panzer tigre a copertura di una collina mentre disintegra a colpi di 88 millimetri una colonna corazzata nemica.

Assault Squad 2 non fa eccezione e in questo senso si può considerare la summa di tutto quello che gli sviluppatori ucraini hanno messo a punto nel corso degli anni in termini di contenuti tra Men of War, Assault Squad, ma anche le espansioni successive come Condemned Heroes e Red Tide (dedicati completamente al fronte russo).

Ma possiamo parlare di vero seguito? Assault Squad 2 annovera infatti una serie di novità rispetto al primo titolo della serie sul fronte di interfaccia e grafica, ma non può essere considerato come un'evoluzione di gameplay.

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Le missioni si concentrano sempre sul mantenimento di una posizione o sulla conquista dei punti di controllo nemici.

Il franchise di Men of War nei passati capitoli ha sempre peccato sul fronte dell'ottimizzazione e le varie uscite si sono sempre distinte per essere poco performanti anche su PC molto veloci: l'introduzione del supporto multi-core e degli shader avanzati lo rende finalmente in grado di elevarsi nettamente rispetto alle texture piuttosto grezze del passato.

"Delle quaranta missioni disponibili, solo quindici sono effettivamente inedite"

Su un PC recente è ora possibile mantenere una risoluzione a 1080p con i dettagli attivati al massimo e ottenere ottimi risultati soprattutto grazie a un nuovo sistema d'illuminazione e shader di alto livello che contribuiscono a dare alla scena una profondità inedita.

E infatti gli scenari singleplayer e multiplayer giocati alla notte o durante il crepuscolo hanno una consistenza del tutto nuova. Rimangono inalterati gli aspetti positivi del motore grafico originale, ovvero un'ottima fisica dei corpi e dei veicoli in seguito alle esplosioni e la possibilità di devastare dinamicamente qualsiasi oggetto si trovi sullo scenario, dalle singole piante di un bosco a palizzate o interi palazzi.

Se l'occhio vuole la sua parte, anche la comodità d'utilizzo non è da meno e in questo senso il lavoro svolto è andato nella direzione giusta: ora i gruppi di unità che possiamo chiamare sul campo di battaglia sono identificati da segnalini che ne indicano la tipologia e lo status in termini di munizioni; un bonus veramente gradito quando a schermo si hanno tante unità da gestire mentre infuria la battaglia. Altre novità piacevoli sono il cambio di mimetismo a seconda della stagione in cui si gioca lo scenario e tutta una serie di migliorie grafiche alle divise dei soldati e configurazioni mimetiche dei mezzi in gioco.

Il multiplayer di AS2 è rimasto essenzialmente lo stesso giocato nel primo Assault Squad: complessità e divertimento sono pensati per i veri estimatori della Seconda Guerra Mondiale.

Tutto questo è in effetti un contorno gradito, soprattutto l'aggiornamento dell'interfaccia per quanto riguarda le sovrimpressioni delle unità, ma quanto a sostanza? E qui arrivano le dolenti note perché il sottoscritto, così come un sacco di appassionati della serie, si attendevano un gioco della stessa caratura almeno di Assault Squad in termini di contenuti: e invece ci si accorge che delle quaranta missioni disponibili solo quindici sono effettivamente inedite. Le altre venticinque sono state riciclate in tutto e per tutto dal primo Assault Squad con pochissime variazioni.

"Il supporto aperto al modding completa l'offerta"

Quindi, per ogni fazione proposta ci sono tre scenari nuovi mescolati a quelli giocati tre anni fa nel primo Assault Squad. Ok, il gameplay di Assault Squad segue sempre lo schema delle missioni in cui occorre attaccare e difendersi lungo un unico fronte, mentre invece Men of War era più vario proponendo anche missioni stealth con obiettivi diversificati.

La stessa cosa vale per le mappe multiplayer, ampiamente riciclate dai titoli precedenti con alcune inedite comunque di buona fattura. La scelta di proporre i contenuti originari è apprezzabile per chi non ha mai acquistato il primo Assault Squad perché si trova a disposizione un sacco di ore di gameplay da affrontare in solitaria o in compagnia.

Gli appassionati di vecchia data non mancheranno però di storcere il naso per la riproposizione di una serie di scenari che sanno più di DLC a pagamento che non di contenuti degni di un gioco completo.

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Le innovazioni a grafica e sistema d'illuminazione permettono di disputare partite anche al tramonto o in piena notte.

Anche il multiplayer, a parte qualche mappa inedita, ci si limita a una nuova modalità di gioco che evolve la normale cattura di obiettivi e l'introduzione del multiplayer cooperativo fino ad otto giocatori. Si tratta di un'aggiunta interessante in quanto permette di affrontare le missioni contro la CPU suddividendo le risorse da investire in unità con altri giocatori umani per affrontare partite molto complesse anche ad alti livelli di difficoltà.

"L'impressione è che il grosso del lavoro si sia limitato a migliorare il contorno del multiplayer"

L'impressione è che comunque il grosso del lavoro si sia limitato a migliorare il contorno del multiplayer con l'introduzione di una serie di funzionalità sociali Steam come anticheat e matchmaking.

In questo senso i miglioramenti sono apprezzabili, anche ogni tanto si viene buttati fuori dalla lobby (fortunatamente non è mai accaduto durante le partite) e per quanto non contribuirà in modo decisivo alla maggiore diffusione di un RTS che rimane comunque di nicchia per via della difficoltà intrinseca, aiutano a renderlo uno strategico ancora più godibile online.

L'enorme flessibilità del gameplay permette di affrontare partite di una complessità, durata e tensione agonistica che la corsa agli RTS veloci degli ultimi di quindici anni avevano quasi fatto dimenticare. Il supporto aperto al modding completa l'offerta di un gioco che ha tantissimo da offrire, anche in termini di produzioni artigianali grazie a una comunità molto viva e decisamente creativa.

Le partite 2VS2 o 3VS3 possono trasformarsi in logoranti scontri in cui si crea una naturale linea del fronte capace di muovere avanti ed indietro.

Ma tutti questi aspetti positivi sono alla base di serie che gli appassionati di strategia e Seconda Guerra Mondiale già conoscono molto bene ed erano già i punti di forza di Men of War e del primo Assault Squad. Se l'originale MoW vi era piaciuto ma non eravate andati oltre, l'acquisto di AS2 vi farà recuperare in un colpo solo il tempo perduto mettendovi a disposizione decine di ore di gameplay di alto livello in solitario e un multiplayer praticamente infinito.

I fan della serie che già possedevano Assault Squad e si attendevano molto più da questo seguito, ci pensino bene prima di investire ventinove euro per una semplice rinfrescatina a grafica, interfaccia e quindici mappe singleplayer extra, nonostante la consapevolezza che serviranno almeno un altro paio d'anni prima di mettere le mani su Men of War 2.

7 / 10

Men of War: Assault Squad 2 - review Matteo Lorenzetti Per chi pensa che Company of Heroes sia solo un assaggio della Seconda Guerra Mondiale. 2014-05-21T17:30:00+02:00 7 10

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