Divinity: Original Sin, il peccato originale si gioca a turni - review

L'isometria ha ancora molto da dire.

Dopo un ottimo riscontro su Kickstarter, il nuovo GDR di Larian Studios arriva alla prova della recensione. Ne uscirà vincente?

Qualche mese fa, in una nostra anteprima vi avevamo già parlato di Divinity: Original Sin, GDR a turni creato da Larian Studios grazie ad una fortunata campagna di crowdfunding su Kickstarter che ha sfiorato il milione di dollari con più di 19.000 donazioni.

In questi giorni, dopo alcuni ritardi, il gioco ha ufficialmente visto la luce lasciando così il suo stato di beta e diventando in tutto e per tutto giocabile. Noi ovviamente non abbiamo perso tempo e abbiamo macinato numerose ore a fianco dei valorosi Source Hunter.

Quello che fin da subito si nota è la voglia di creare qualcosa che rimanga negli annali, un gioco che magari non riuscirà ad intaccare vecchie glorie come Baldur's Gate e compagni ma di sicuro le farà tremare almeno un poco.

L'altra cosa che invece Larian Studios vuole dimostrare è che il gioco a turni è tutt'altro che deceduto e Divinity: Original Sin sembra intenzionato a diventare il nuovo capostipite del genere, mixando spostamenti in tempo reale con combattimento a turni. In tutto questo potremo comunque scegliere, il più delle volte, se affrontare o meno uno scontro e in che modo, se attaccare a viso aperto un nemico o aggirarlo subdolamente e colpirlo alle spalle.

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Diamo forma alla nostra coppia di Source Hunter.

Il sistema a turni userà quindi dei punti azione ed ogni nostro movimento o abilità ne consumerà alcuni, e una volta terminata la riserva dovremo passare il turno. Occorrerà quindi valutare attentamente quali mosse compiere, perché una volta terminata la nostra fase di gioco sarà la volta di quella dei nemici.

"Il gioco a turni è tutt'altro che deceduto"

Esplorare per bene i dintorni e badare ai particolari tornerà molte volte di grosso aiuto. Se i nemici dovessero incautamente avvicinarsi ad un barile pieno d'olio basterà una freccia infuocata o una palla di fuoco per farlo esplodere. In alternativa, potremo friggere gli avversari nei corsi d'acqua con un incantesimo elettrico, aumentando così anche l'area dell'effetto della magia.

Sfruttare le ambientazioni in modo creativo, capendo soprattutto come combinare tra di loro i vari elementi della natura, sarà fondamentale. Se un nemico dovesse essere fradicio per via della pioggia, potremo congelarlo grazie ad un incantesimo di freddo, e se nella zona sarà presente una nuvola di gas velenoso basterà applicare del fuoco per farla esplodere provocando notevoli danni ad area.

Curata in modo egregio anche la storia, che vedrà i nostri protagonisti, due Source Hunter, alle prese con l'omicidio di un funzionario avvenuto in circostanze misteriose nella città portuale di Cyseal. Da lì i nostri eroi si imbatteranno in ogni sorta di pericolo, da culti misteriosi a invasioni di orchi, orde di non morti e teletrasporti improvvisi nella stanza da bagno di una poco felice donzella.

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La combo pioggia/fulmine può lasciare di stucco, anche i propri amici però

Non mancheranno momenti drammatici alternati ad altri di esuberante ilarità, così come non mancheranno pericoli, enigmi, e segreti da scoprire. La mole di contenuti promette di tenere impegnati per diverso tempo: basti pensare che la sola zona di Cyseal, che dovrebbe corrispondere a circa un quarto dell'avventura, richiede una ventina di ore per essere portata a termine per intero.

"Sfruttare le ambientazioni e combinare gli elementi naturali sarà fondamentale"

A questo va aggiunta la possibilità di scelte multiple, e le conversazioni tra i due protagonisti potrebbero portarci su strade non scelte, rendendo l'avventura più movimentata del previsto.

I dialoghi cooperativi permetteranno ad entrambi i protagonisti di dire la loro, esprimere il proprio pensiero in merito alla questione che si sta affrontando il quel momento e farci quanto siano o meno in sintonia con le nostre scelte.

Concordare o dissentire con la decisione del nostro compagno ci porterà alcune volte a ottenere punti nei cosiddetti tratti "social", e oltre a conferirci bonus vari ci saranno ovviamente d'aiuto nei dialoghi futuri, sia con gli NPC che con il nostro sodale. L'esempio classico può venire dall'abilità di baratto: più punti avremo nell'abilità e più facilmente riusciremo a farci fare un buon prezzo dai vari mercanti, mentre un alto punteggio in carisma ci permetterà di far volgere più facilmente una conversazione a nostro favore.

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Niente da dire, è veramente grosso!

Questa particolare opzione esprime meglio il suo potenziale in caso di condivisione della propria esperienza di gioco con un amico grazie alla modalità multiplayer, e perde un po' di mordente in singolo.

"La sola zona iniziale di Cyseal richiede una ventina di ore per essere portata completamente a termine"

Oltre alle novità, Divinity: Original Sin presenta anche molti aspetti dei classici GDR. La creazione del personaggio è molto simile a quanto già visto in altri titoli, anche se avremo la possibilità di scegliere completamente come personalizzare il nostro dinamico duo, scegliendo dal colore della pelle a quello dei capelli, oltre a classe, abilità o tratti che riteniamo siano più utili.

Non esistono classe migliori o peggiori, tutto dipende dalle capacità di utilizzare ciò che viene messo a disposizione e adattare lo stile di gioco alla situazione. Nel nostro caso, abbiamo preferito impersonare un ranger e un chierico, così da semplificarci la vita nelle prime fasi di gioco, cercando di restare il più lontano possibile dai combattimenti ravvicinati.

Durante l'avventura avremo comunque la possibilità di far entrare nel nostro gruppo altri due personaggi, che non avranno influenza sulle nostre decisioni ma ci daranno una grossa mano quando i nemici da affrontare saranno numerosi. Questi compagni, che incontreremo durante i nostri pellegrinaggi, avranno comunque una loro storia da raccontarci e alcune volte potrebbero rimproverarci una determinata scelta ma, come già detto, queste conversazioni rimarranno fini a se stesse.

Tutte le qualità di Divinity: Original Sin

Il sistema di crafting si basa su numerosi materiali combinabili tra di loro. Il procedimento per creare oggetti è molto semplice, basta infatti trascinare un ingrediente sopra a un altro per far aprire la finestra di creazione.

"Il sistema di crafting è molto semplice: basta trascinare un oggetto sopra a un altro per combinarli"

Creare una freccia esplosiva, o avvelenare la lama della nostra arma, richiede appena un paio di click e impedisce al sistema di venire a noia troppo in fretta.

Tutto molto semplice, quindi, e votato alla sperimentazione: non sarà necessario avere imparato una ricetta per creare qualcosa, basterà usare un po' di fantasia per scoprire nuove combinazioni. Anche leggere i libri e pergamene disseminati sul nostro cammino ci permetterà di venire a conoscenza di particolari formule: in caso di scoperta di una ricetta, il gioco ce lo notificherà aggiungendola al pratico diario così da non obbligarci a ricordare a memoria tutti i componenti.

Sempre nel diario troveremo traccia di tutte le nostre missioni, sia quelle principali sia quelle secondarie, completate o ancora attive. Dovremo imparare a fare grande affidamento su questo strumento, che ci permetterà di fare il punto della situazione nel casi dovessimo rimanere bloccati con qualche faccenda da sbrigare.

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Facendo attenzione ai dettagli, ogni tanto potremo scoprire delle vie segrete.

Sulla mappa troveremo solo gli indicatori con i nomi dei luoghi già visitati e nessuno inerente alle missioni, dovremo perciò trovare da soli dove si nasconde la persona che stiamo cercando o dove è dislocato un determinato oggetto, parlando con gli NPC, facendo domande e leggendo per l'appunto il diario. Potrebbe sembrare un grosso ostacolo, ma questo in realtà permette di aguzzare l'ingegno e risolvere alcuni compiti in modi totalmente diversi, anche all'insegna della rigiocabilità.

"La colonna sonora è di livello veramente elevato"

Un altro esempio di creatività ci viene invece dato da quello che Larian Studios ha fatto con le risorse grafiche. I particolari sono gestiti in maniera sublime, le texture hanno una resa strabiliante e una buona dose di aiuto viene anche dal fatto che la maggior parte del tempo si giocherà con il campo visivo al massimo per avere un maggiore controllo della situazione, permettendoci così di non notare alcune piccole imperfezioni, del tutto trascurabili.

Anche i colori sgargianti delle ambientazioni sono ben amalgamati con la situazione narrativa, ad alcuni potrebbero non piacere ma aiutano a rendere più leggeri alcuni tratti della trama, che alcune volte potrebbe diventare invece troppo cupa.

Altra menzione va sicuramente a tutto ciò che riguarda il sonoro, perfettamente integrato con le situazioni. Voci piacevoli, effetti durante i combattimenti ben curati e verosimili, e lo stesso si può dire dei suoni dell'ambiente. Lo scorrere del fiume o il soffiare del vento, ad esempio, sono realistici e contribuiscono a creare un'ottima atmosfera.

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I dialoghi cooperativi possono portare su molte strade..

La colonna sonora è di livello veramente elevato. Grazie anche alla quantità di donazioni ricevute su Kickstarter, Larian Studios ha scelto non solo di ingaggiare nuovamente Kirril Pokvrosky, già responsabile della musica nei precedenti capitoli, ma di mettergli a disposizione un'intera orchestra per la realizzazione delle tracce audio, con un risultato sublime.

"La mancanza della lingua italiana potrebbe essere uno scoglio difficilmente aggirabile per chi non ha dimestichezza con gli idiomi disponibili"

Finora abbiamo largamente elogiato il lavoro svolto dallo studio belga e ci piacerebbe continuare a farlo, ma dobbiamo ammettere che una nota negativa in tutta la vicenda c'è. Divinity: Original Sin, come detto in precedenza, ha una mole di contenuti spropositata e c'è davvero molto da leggere. Molto prolisse risultano anche le conversazioni che costellano l'avventura.

Proprio per questo motivo alcuni giocatori non avvezzi alla lingua inglese potrebbero sentire la mancanza della localizzazione in lingua italiana. Chi non è affatto pratico con l'idioma potrebbe non cogliere un particolare importante in una frase per poi ritrovarsi a girare a vuoto nel tentativo di portare a termine una missione senza aver ben capito cosa fare.

Tirando le somme, Divinity: Original Sin è un gioco particolare e molto interessante, dedicato forse di più a quella fetta di utenza che ama sopra ogni altra cosa i GDR, ma che riesce a farsi amare anche da quelli meno ossessionati. Non neghiamo che ci siano piccole sbavature qua e là, che però non riescono in nessun modo a oscurare la qualità del titolo.

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I personaggi fanno la loro bella figura anche con inquadratura ravvicinata.

La quantità di cose da fare è impressionante, il numero di ore per completare il gioco è davvero alto, e come se non bastasse è presente un editor di contenuti (lo troverete nella pagina degli strumenti di Steam), grazie al quale saremo liberi di creare la nostra avventura personale e renderla disponibile alla community, o in alternativa scaricarne una e continuare a divertirci.

La mancanza della lingua italiana potrebbe essere uno scoglio difficilmente aggirabile per chi non ha dimestichezza con le altre lingue disponibili (inglese, francese, tedesco, russo e polacco) ma non è detto che in un secondo momento non venga resa disponibile da qualche zelante utente o, perché no, dagli stessi Larian Studios. Nel frattempo è proprio il caso di dirlo: ottimo lavoro!

9 / 10

Leggi la nostra guida al punteggio Divinity: Original Sin, il peccato originale si gioca a turni - review Thomas Guidetti L'isometria ha ancora molto da dire. 2014-07-09T12:30:00+02:00 9 10

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