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Metro Redux, dalla Russia con amore - review

Metro Last Light e Metro 2033 rinascono in un remaster di alto livello.

I 4A Games hanno rimesso mano ai due sparatutto che hanno fatto le loro fortune e ce li ripropongono in versione riveduta e corretta.

Quella dei remaster è una moda che periodicamente ritorna, soprattutto nei periodi a cavallo tra i passaggi di consegne tra generazioni di console. Ci sono giochi di alto livello che vale la pena infatti giocare nella loro revisione su una piattaforma diversa e di solito più potente, rispetto a quella per cui erano stati concepiti. Il remaster di The Last of Us per PlayStation 4 degli ultimi tempi è sicuramente il miglior rappresentante di questa categoria. Quest'oggi ci troviamo a recensire il gioco che potrebbe contendergli la palma di versione remixata più venduta del 2014, ovvero Metro Redux.

Gli sviluppatori russi di 4A Games, dopo aver pubblicato l'ottimo Metro 2033 per PC e Xbox 360 e PS3 nel 2010 e il seguito Metro Last Light per le stesse piattaforme poco meno di un anno fa, ha deciso, in seguito all'avvento delle nuove console, di rimettere mano ai loro due titoli di punta e riproporli entrambi in una versione pacchettizzata o digitale. Lo scopo è permettere ai fan di rigiocarli nella loro interezza con alcune novità, ma soprattutto a chi non li aveva mai sperimentati prima d'ora di vederli al massimo delle loro possibilità tecniche su Xbox One e PlayStation 4.

Giusto una settimana fa il nostro Richard Leadbetter ci aveva proposto un ottimo antipasto di quello che ci si poteva aspettare grazie a due Digital Foundry comparative tra le versioni console old gen e next-gen che conferma buona parte degli elementi che abbiamo it abbiamo osservato recensendo la versione PC di Metro Redux.

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Le nuove texture e modelli poligonali si notano nel dettaglio di abiti ed equipaggiamenti.

Prima di vedere le novità introdotte dai 4A Games in queste nuove iterazioni della serie facciamo un po' di chiarezza sulla proposta commerciale di Deep Silver, che ha acquisito i diritti di pubblicazione del gioco dopo il fallimento di THQ. Metro Redux sarà disponibile dal 29 agosto in versione pacchettizzata al prezzo ufficiale di 39 euro per tutte e tre le piattaforme (PC, Xbox One e PlayStation 4).

Gli acquirenti della versione PC su Steam hanno anche un'altra possibilità: acquistare separatamente i due giochi al prezzo di 19 euro ciascuno nel caso non fossero interessati al pacchetto completo. Il publisher ha tuttavia pensato anche a chi già possiede una copia dell'originale Metro 2033 o Last Light; potrà scaricare entrambe le versioni Redux con uno sconto del 50% che porta il prezzo dei singoli pacchetti a 10 euro.

Espletate le formalità commerciali, passiamo al sodo, ovvero al contenuto del pacchetto iniziando da un'analisi di quello che offre Metro 2033 in versione Redux rispetto al suo predecessore. Dei due titoli, Metro 2033 è sicuramente stato fatto oggetto delle maggiori attenzioni da parte degli sviluppatori: l'obiettivo dichiarato era quello di trasformare l'originale in un gioco tecnicamente paragonabile al secondo capitolo e in questo senso si può dire che la missione sia stata compiuta con successo.

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Il sistema d'illuminazione è una delle aree in cui i 4A Games si sono impegnati maggiormente.

Sotto l'aspetto estetico il lavoro di miglioramento è andato in tre direzioni distinte: il rifacimento del sistema d'illuminazione importando quello di Last Light, un retexturing quasi completo di circa il 50% degli asset in gioco e la sostituzione dei modelli di umani e mutanti (e relativo armamento) con le controparti realizzate da zero per Last Light.

Per quanto riguarda gli effetti di luce, sono chiaramente visibili in numerosi ambienti e cutscene tutta una serie di fasci luminosi prima assenti, compresi effetti particellari in sospensione dove la luce stessa si riflette. Questa novità è evidente soprattutto durante l'esplorazione dei tunnel, in particolare nel modo in cui alcune zone sono meno illuminate di altre o come la torcia del giocatore riesca a penetrare in profondità nelle tenebre. L'effetto complessivo è nettamente migliore rispetto all'originale, soprattutto per un gioco che fa così tanto affidamento sulla densità del buio per nascondere i mutanti.

Il sistema d'illuminazione evoluto, in combinazione con modelli dei personaggi e creature nettamente migliorati nel calcolo poligonale, nell'animazione e nella qualità delle texture permette di arrivare a un livello qualitativo nettamente superiore che porta Metro 2033 a proporsi come uno dei più belli sparatutto visti in azione negli ultimi tempi, nonostante l'anzianità del gioco di base. Questo si aggiunge ad alcune modifiche alla dinamica delle cutscene (ora vissute in prima e non in terza persona) che contribuisce a far fare un netto salto qualitativo a 2033 portandolo a tutti gli effetti quasi allo stesso livello del suo successore.

Una comparazione tra gli spezzoni identici di gameplay di Metro 2033 e la versione Redux.

Un buon passo avanti è stato compiuto anche sul fronte della performance: la sensazione è l'ingiustificata pesantezza dell'originale sia stata cestinata per fare spazio alla migliore ottimizzazione del motore grafico di Metro Last Light. A seconda della macchina gioco posseduta, ci sono ampie possibilità di personalizzazione della qualità grafica: impostando il massimo livello di dettaglio a 1080p con tanto di Screen-Space Ambient Occlusion si nota una stabilità del frame rate nettamente superiore su PC di alto livello (i7 4770K con Nvidia GTX 770 da 3GB e 8GB di RAM) riuscendo a mantenere gli FPS quasi costantemente agganciati al valore dei 60.

Abbiamo ripetuto la prova con un PC di fascia media (i5 4670K, Nvidia GTX 670 da 2GB, 8GB di RAM) èd è stato sufficiente giocare un po' con i filtri sempre a 1080p per attestarsi a valori di tutto rispetto, nell'arco dei 35-45 frame al secondo. Sicuramente il Leadbetter andrà ad esaminare in dettaglio tutte le questioni relative alle differenze tecniche tra le due versioni PC, ma già fin'ora vi possiamo dire che i 4A Games hanno svolto un lavoro di altissimo livello che rende questa versione di Metro 2033 un vero piacere per gli occhi ma soprattutto per il feeling restituito sul mouse. Estetica a parte, ci sono alcune interessanti novità anche per quanto riguarda il gameplay che cambiano il modo in cui si affrontano le profondità (e la superficie) della metro di Mosca.

La più importante è sicuramente la scelta del livello di difficoltà con cui si vuole affrontare il gioco che vale anche per Last Light: al momento d'iniziare una nuova partita si possono scegliere tra due diversi approcci ovvero Survival e Spartan. Il primo è indubbiamente il più difficile perché riduce di parecchio le risorse a disposizione sparse attraverso i livelli, ma soprattutto rende più letali i nostri nemici, che siano umani o mutanti. La modalità Spartan è invece pensata per chi vuole avere meno preoccupazioni sul fronte dei rifornimenti e desidera distribuire piombo nella Metro di Mosca senza troppe preoccupazioni.

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Le sparatorie sono possono essere veramente letali, a seconda del livello di difficoltà impostato.

Si tratta solo di una scelta preliminare perché subito dopo bisogna selezionare il livello di difficoltà modificando essenzialmente la capacità di danno dei nemici così come la potenza di fuoco di Artyom. Al massimo livello si attiva la modalità Ranger: tutte le munizioni e rifornimenti diminuiscono drasticamente ma è la completa disattivazione dell'HUD con tanto di mirino e indicatori di munizioni a renderla una sfida impegnativa ai limiti dell'impossibile.

Alcune novità sono rappresentate dall'introduzione delle armi di Last Light in Metro 2033 e della possibilità di modificarle presso i negozianti pagando sonanti verdoni. Questo significa maggiore flessibilità nel potenziale offensivo del giocatore che apre nuove opportunità tattiche bilanciata da alcune modifiche all'intelligenza artificiale dei nostri nemici: se i mutanti non sono poi molto diversi dai loro predecessori, è nella programmazione degli umani che gli sviluppatori si sono dati da fare.

La dinamica delle sparatorie non è cambiata granchè anche se si notano meno errori di copertura dei nostri nemici: è il loro posizionamento, programmazione delle routine di pattugliamento e reazione alla nostra presenza ad introdurre quelle tematiche stealth apprezzate in Last Light che in 2033 erano invece completamente assenti. Non siamo di fronte a una rivoluzione ma piccoli cambiamenti che in determinate situazioni (quelle in cui si affrontano i nemici delle altre fazioni) concedono qualche opportunità in più di variare il gameplay. Questo accade meno spesso di Metro Last Light dove la scelta tra l'approccio fracassone e quello silenzioso era quasi sempre disponibile, ma è un extra comunque molto gradito che contribuisce a rinfrescare l'esperienza di gioco di questa versione rimasterizzata.

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I nemici non sono niente male come intelligenza artificiale. Fate troppo baccano e rovinerete possibili situazioni stealth in un batter d'occhio.

Per quanto riguarda Metro Last Light le novità sono in minor numero e decisamente meno evidenti: del tutto prevedibile per un gioco uscito poco più di un anno fa di cui abbiamo avuto occasione di tessere le giuste lodi anche nel recente Reloaded. Questo Remaster è infatti decisamente più leggero e non c'è paragone con il guadagno qualitativo visto in Metro 2033. Gli asset sono essenzialmente gli stessi così come le texture: occorre un occhio molto esperto per accorgersi della differenza che si limita ad un'ottimizzazione del sistema d'illuminazione e poco altro.

Abbiamo fatto girare il benchmark integrato sia con la versione originale di Metro Last Light sia con quella Redux e i risultati parlano di un guadagno di uno o due frame al secondo a 1080p e massimo dettaglio che diventano praticamente nulli alle risoluzioni e livelli di dettaglio più bassi.

Dal punto di vista tecnico e di gameplay, Metro Last Light è quindi cambiato molto poco rispetto all'originale: perfettamente consapevoli di questo i 4A Games hanno puntato su un altro elemento per rendere appetibile la Redux. Oltre alla possibilità di affrontare il gioco nelle modalità Spartan e Survivor, nel remaster di MLL sono inclusi tutti i DLC pubblicati nel corso della scorsa estate. Oltre al Ranger Mode incluso nei livelli di difficoltà di cui sopra, sono presenti ben sette missioni singleplayer collaterali che originariamente erano presenti nel Factions Pack, Chronicles pack e Developer Pack.

Notate i diversi modelli dei personaggi e le migliorie al sistema d'illuminazione sempre in Metro 2033 “liscio” e Redux.

Il giocatore può impersonare un soldato armato di tutto punto della fazione nazista, ma anche un cecchino di quella comunista e un ranger di Polis. Dello stesso livello sono le missioni del Chronicles Pack che danno la possibilità di vestire i panni di Khan, Anna e Pavel, più una ambientata in una zona della Metro infestata di ragni. A queste missioni, decisamente ben confezionate e capaci di arrivare ad aggiungere una decina di ore di gioco a quelle della trama principale, si aggiungono una serie di armi extra e il contenuto del Tower Pack che permettere di cimentarsi in missioni a punteggio da ripetere per sfidare altri giocatori connessi da tutto il mondo. Un sacco di roba quindi, che acquistata separatamente con i vari DLC sarebbe costata più della versione Redux di Metro Last Light.

In definitiva, le novità proposte dal bundle di Metro Redux sono numerose e tutto sommato azzeccate. L'obiettivo di 4A Games di arricchire l'esperienza di gioco dal punto di vista estetico e contenutistico è stato sicuramente centrato per quanto riguarda Metro 2033, meno invece per Metro Last Light dove i margini d'intervento erano sicuramente più limitati. In quest'ultimo caso, la decisione d'includere tutti i DLC ha rimediato a quello che si può considerare l'unico vero peccato originale del secondo capitolo della serie Metro, ovvero la non eccezionale longevità.

Il vero valore aggiunto di entrambi i remaster riguarda però il gameplay e risiede nelle ampie possibilità lasciate al giocatore di personalizzare la difficoltà combinando le modalità Spartan e Survivor con livelli di difficoltà che possono arrivare al Ranger Mode. È possibile affrontare i due Metro ai due estremi possibili del gameplay: da un vero e proprio survival game in cui il singolo proiettile risparmiato può evitarvi di finire nella dieta di un mutante si passa a uno sparatutto tradizionale in cui dare libero sfogo ai propri istinti rafficando a destra e a manca senza ritegno. E tutte le sfumature che stanno nel mezzo.

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Graficamente Metro 2033 si difendeva piuttosto bene ma il remaster lo mantiene ancora piuttosto attuale.

Questa novità non è meno importante del lavoro di restauro che su Metro 2033 è stato eccellente e rappresenta un ulteriore incentivo all'acquisto combinato o separato in virtù dello sconto offerto da Steam ai possessori degli originali. Se invece siete completamente a digiuno della serie e stavate cercando uno sparatutto di qualità, non serve andare oltre: Metro Redux vi offre due giochi al prezzo di uno per una trentina di ore di sparatorie di grande atmosfera che vale sicuramente la pena giocare a fondo.

8 / 10

Metro Redux, dalla Russia con amore - review Matteo Lorenzetti Metro Last Light e Metro 2033 rinascono in un remaster di alto livello. 2014-08-19T09:45:00+02:00 8 10

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