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Hohokum: originale ma non per tutti - review

Honeyslug e Richard Hogg tornano su PlayStation.

Il coloratissimo Hohokum ci trasporta in un bizzarro mondo che però soddisferà solo i palati di una piccola fetta di giocatori.

Tra tutti i giochi che ci sono capitati di recensire nel corso degli ultimi anni, Hohokum rientra in quella piccolissima fetta di prodotti estremamente particolari di cui non è propriamente facile parlare. Il motivo? Sebbene il titolo abbia degli obbiettivi (anche se non mostrati o evidenziati sullo schermo), l'esperienza è tutta incentrata sull'esplorazione di livelli di dimensioni variabili, dove l'astratto e il non-sense regnano incontrastati.

Dietro questo esperimento troviamo il team inglese Honeyslug, già autore dell'altrettanto originale Frobisher Says per PlayStation Vita, che in collaborazione con l'artista Richard Hogg e Santa Monica Studio ha dato la luce a un progetto nato addirittura nel 2008 e che nel corso degli anni ha cambiato faccia più e più volte.

Hohokum è strutturato in un ambiente open world (se così si può definire), dove quasi tutti i livelli sono accessibili sin dall'inizio tramite un hub che permette di raggiungere la zona desiderata semplicemente passando sopra dei piccoli portali con il nostro alter ego, uno strano essere lungo e colorato a metà strada tra un serpente e un aquilone.

Le uniche azioni che gli sono permesse sono quelle di muoversi più velocemente o lentamente, ma a parte qualche occasione risultano praticamente fini a se stesse. Lo scopo del gioco è quello di trovare e liberare 17 nostri simili in altrettanti livelli nei modi più disparati.

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Honeyslug e l'artista Richard Hogg non hanno messo un freno alle loro fantasie durante la creazione di Hohokum.

Si passa dal dover riempire una cisterna con del liquido giallo trasportando tre individui che a loro volta devono raccogliere il nettare depositato da strane creature volanti, al recuperare un specie di sirena intrappolata sott'acqua e farla tornare dal suo amato pescatore facendosi strada tra granchi e calamari fluorescenti.

Se pensate che queste siano cose fuori di testa, giocando ad Hohokum vi renderete presto conto di aver visto soltanto la punta dell'iceberg, ed è solo completando le varie sezioni che viene a galla tutta la comicità del titolo Honeyslug grazie a breve sequenze animate che raccontano la storia dell'amico appena portato in salvo.

Non ci sono aiuti o indizi, tutto è lasciato in mano al giocatore che dovrà tentare di procedere a suon di tentativi fino a scoprire come portare a termine il proprio compito. Se da una parte questo fattore può fare la felicità di coloro che non amano essere presi per mano e accompagnati, dall'altra il non sapere cosa fare in determinate situazioni può far provare una certa frustrazione, che si traduce in lunghe sessioni senza capire il reale senso di quel che si sta facendo.

Scorrazzando tra i livelli si possono trovare anche degli occhi nascosti nelle zone più impensabili: ce ne sono 146 in totale, alcuni dei quali semplicemente impossibili da scovare se non grazie ad una sana dose fortuna. Alla fine del nostro primo walkthrough ne abbiamo collezionati poco più della metà, ma vi lasciamo immaginare la nostra faccia quando, dopo aver speso un paio d'ore extra per completare questo obbiettivo, non abbiamo nemmeno sentito il fatidico rumore di un trofeo sbloccato.

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Hohokum sprizza simpatia e colori da tutti i pori grazie a personaggi ed ambientazioni decisamente originali.

Anche il DualShock 4 gioca un ruolo creativo in Hohokum: la light bar cambia colore ogni qualvolta colpiamo un oggetto, mentre tramite il touch-pad è possibile cambiare la direzione al nostro personaggio. Lo speaker integrato invece diffonde diversi suoni a seconda dello stage che si sta giocando, ed è una piacevole aggiunta alla già incredibile colonna sonora.

Già, perché il comparto musicale, realizzato grazie alla collaborazione dell'etichetta Ghostly e di artisti internazionali quali Ryuichi Sakamoto e Com Truise, si sposa perfettamente col mare di psichedeliche e strampalate immagini che inondano il nostro schermo, con un mix di brani che spaziano dall'ambient all'elettronica, passando dalla chill-out al pop.

Abbiamo giocato un paio di sessioni anche con la versione per PlayStation Vita, dispositivo sul quale non sono state riscontrate grosse differenze rispetto alla controparte da salotto, se non per l'ovvio downgrade tecnico e i caricamenti leggermente più lunghi. Hohokum fa infatti parte del programma cross buy, ed acquistandolo su una piattaforma si possono scaricare senza alcun costo aggiuntivo anche le versioni per altri console di Sony, con le quali condivide anche il sempre ben accetto cross-save.

Chiudiamo parlando del trofei collezionabili che vi faranno sudare le famose sette camicie: alcuni di essi si guadagnano trovando granchi nudi e gelatai, mentre altri sono un pugno allo stomaco come quello di completare il gioco in meno di un'ora. Buona fortuna!

Lo strano mondo di Hohokum in video.

A conti fatti, l'ultima fatica firmata Honeyslug ci ha convinto sotto il profilo tecnico, sonoro e della longevità, dove sono necessarie circa sette ore per poterlo terminare senza aver scovato però tutti gli occhi nascosti. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dalla tipologia del prodotto, adatto quasi esclusivamente a una ristretta schiera di giocatori che amino le esperienze originali e spensierate, senza contare i quasi 13 Euro necessari per acquistarlo sul PlayStation Store.

L'assenza di una demo giocabile potrebbe scoraggiare molti possibili acquirenti, ma se in passato avete apprezzato titoli come Proteus, Flower e The Unfinished Swan, con Hohokum siete sicuri di prendere parte a un'avventura stravagante che sicuramente non andrà a finire nel vostro dimenticatoio.

7 / 10

Hohokum: originale ma non per tutti - review Manuel Stanislao Honeyslug e Richard Hogg tornano su PlayStation. 2014-09-01T17:30:00+02:00 7 10

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