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PES 2015, la grande sfida ha inizio - review

Il confronto con FIFA 15 si decide per una Rete.

PES 2015 è finalmente arrivato a sfidare FIFA 15. Vittoria, sconfitta o pareggio?

Dopo tre anni di lavoro, Kei Masuda è riuscito a ricucire lo strappo che gli ultimi anni di gestione Seabass avevano creato tra Pro Evolution Soccer e FIFA. Il Lead Producer nipponico, infatti, è riuscito a trovare un'ottima sintesi tra la tradizione della serie e gli elementi che rendono moderna una simulazione sportiva, così da presentare nei negozi un'interpretazione del calcio sicuramente meritevole di attenzione.

Con un capitolo di FIFA un po' troppo sbilanciato sulla spettacolarità e dal ritmo indiavolato, PES prova a convincere gli amanti del calcio più ragionato a tornare all'antico amore. Dopo troppe edizioni nelle quali il gioco appariva frammentato e poco fluido, quest'anno tutto sembra decisamente più solido e reattivo, elementi imprescindibili per poter godere del gioco è delle sue modalità.

Il gameplay e i controlli, infatti, sono i medesimi dello scorso anno. Il feeling differente è dato più dal numero superiore di animazioni che ogni calciatore ha, piuttosto che da cambiamenti strutturali evidenti. Il nuovo motore grafico, il chiacchierato FOX Engine, ha costretto gli sviluppatori a riscrivere il gioco da zero. Questo, da una parte, ha consentito loro di abbandonare una piattaforma ormai obsoleta con una più moderna e accattivante, ma dall'altra ha impoverito PES di tante feature che si erano stratificate negli anni e che devono essere recuperate.

Il lavoro non è ancora completato, ancora mancano diversi movimenti che rendono la fase offensiva un po' troppo sbilanciata rispetto a quella difensiva, ma nel complesso PES 2015 si lascia giocare più che volentieri, grazie principalmente all'ottima intelligenza artificiale che rende le partite contro il computer non solo divertenti, ma anche avvincenti.

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Lo SquadID di Konami cerca di rendere più realistico il comportamento delle squadre nel loro insieme.

Merito principalmente del "SquadID", ovvero il tentativo da parte di Konami di provare a sintetizzare lo stile di gioco di una squadra. Non sempre è possibile, sfidiamo chiunque a riconoscere lo stile di gioco dell'Inter o del Saragozza, nondimeno è facile riconoscere la ragnatela di passaggi del Bayern Monaco o la dinamicità e la tecnica del Real Madrid.

Inoltre le squadre si comporteranno in maniera coerente con l'andamento di una partita. Vedrete gli avversari lanciarsi in attacco se sotto di qualche gol, mentre si chiuderanno in difesa qualora stiano difendendo uno striminzito uno a zero a pochi minuti dal triplice fischio.

L'idea che sta alla base di questo comportamento è quella di una tattica Flessibile, ovvero che si modifica automaticamente durante il corso dei novanta minuti a seconda dei tre momenti tipici di una partita, ovvero quando la formazione è il possesso di palla, sul rilancio del portiere e quando è l'avversario ad avere la sfera. In altre parole è come Konami ha sintetizzato, per esempio, il 3-5-2 di Conte che in fase di possesso trasforma i due centrocampisti esterni in ali ma in difesa li fa diventare dei terzini aggiunti.

In fase di modifica dello schieramento potrete decidere voi stessi di passare ad uno schema flessibile, in modo da provare a disegnare il modulo o meglio i moduli che meglio si adattano al vostro 11. I calciatori in campo cercheranno sempre di adattarsi alle istruzioni impartite, ovviamente in base alle loro caratteristiche fisiche e tecniche. Mettere Pirlo a fare il cursore di fascia non è consigliabile, mentre un Bale molto probabilmente seguirà più diligentemente le vostre indicazioni.

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Carlitos Tevez sarà fortissimo come nella realtà.

PES 2015 vi sorprenderà spesso con queste sue trovate. PES Productions è finalmente riuscita a ritrovare quel feeling con il campo da gioco che si era perso negli anni, passati troppo spesso a cercare il confronto diretto con la concorrenza o un lato ruolistico/spettacolare di questo sport.

Sorprendentemente questa capacità di PES Productions di replicare lo stile di gioco di una squadra non la si trova più nel PlayerID. Tutti i calciatori sembrano giocare in modo più o meno simile, senza grosse differenze, anche di velocità, tra di loro. Abbiamo fatto filtranti precisi al millimetro con Pirlo ma anche con Asamoah, così come siamo fuggiti in contropiede con Tevez e Giovinco ma anche con Llorente. In poche parole è molto strano vedere Frank Lampard stare dietro ad Alexis Sanchez lanciato sulla fascia.

Tornano oltretutto alcune eredità del passato, come l'impossibilità di muovere un calciatore quando è nel posto giusto per colpire di testa. Inoltre spesso alcuni tiri tesissimi vengono scoccati da fermo o sembra esserci un elastico tra due avversari che fa sì che rallentino o accelerino per aspettarsi e darsi battaglia nell'uno contro uno.

Nonostante queste piccole incongruenze, serve davvero poco per farsi convincere dal nuovo gameplay messo in piedi da Konami. Il ritmo di gioco è lento e ragionato, i compagni di squadra si muovono in maniera intelligente e armonica e i controlli sono precisi. Grazie alla buona sezione di allenamento potrete imparare facilmente tutti i i trucchi del gioco, per poi provare ad applicarli direttamente sul campo.

Il trailer di lancio di PES 2015.

Per testare la vostra abilità avrete a disposizione tutte le principali coppe a livello mondiale, come la Champions League, l'Europa League, ma anche la Copa Libertadores, la Supercoppa Sudamericana e l'AFC Cup, ovvero la coppa dei campioni asiatica. Ovviamente potrete creare un campionato o una coppa personalizzate, scegliendo liberamente le regole di ingaggio e i partecipanti.

Tornano ovviamente sia Diventa un Mito, ovvero quella modalità nella quale controllerete un unico calciatore da portare alla gloria, sia la Master League, divenuta quasi una semplice modalità allenatore, nella quale dovrete prendere un gruppo di scappati di casa (o una squadra reale) e lo dovrete portare alla vittoria. Le differenze rispetto al passato sono minime, ovviamente anche in questo caso tutto è decisamente più piacevole da giocare grazie alla maggiore fedeltà del gameplay.

È un peccato la ristrutturazione grafica sia avvenuta solo per la schermata principale, decisamente più moderna e piacevole da vedere, mentre dietro a questa si nascondono ancora gli interminabili menù testuali di PES. E sì, torna anche l'impossibilità di avanzare dopo un gol se non si preme per tre volte il piccolissimo tasto Options della PlayStation 4.

La Master League Online è stata fagocitata da myClub, modalità che cerca di carpire il fascino di FIFA Ultimate Team. Anche in questo caso dovrete costruire da zero una squadra abbinando tra di loro calciatori provenienti da tutto il mondo. Le differenze principali sono date dalle modalità di reclutamento di nuovi atleti, imperniate intorno agli agenti, e dalla gestione della squadra, basata sugli allenatori.

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Le squadre sono riprodotte quasi alla perfezione, meno i calciatori e le loro peculiarità.

In FUT gli atleti, gli oggetti, i bonus e lo staff possono essere recuperati sia all'interno dei celebri pacchetti, sia attraverso delle aste online dove i giocatori di tutto il mondo mettono a disposizione del miglior acquirente le loro carte. In myClub quello che potrete fare è circoscrivere la fortuna, senza poterla governare pienamente. Questo perché non potrete acquistare direttamente un calciatore se non attraverso un prestito, ma un agente. Più alta sarà la sua qualità e maggiori saranno le possibilità di pescare un atleta di livello internazionale all'interno di una sorta di giostra.

La somma di tutti i valori del calciatore pescato equivarrà al suo valore. La somma dei valori degli undici in campo sarà pari al valore di squadra. Se il valore di squadra sarà superiore a quello consentito dal vostro allenatore affrettatevi a cercare un mister di caratura superiore, se non vorrete avere dei problemi.

Anche il modulo e le istruzioni in campo saranno legate all'allenatore e per questo motivo dovrete essere bravi a scegliere quello giusto. Perché l'alchimia di squadra sarà definita dalla compatibilità di ogni singolo calciatore con il ruolo in cui è impiegato e con i suoi compagni di squadra. L'alchimia salirà lentamente anche facendo giocare più partite agli stessi compagni.

Un'altra differenza è che in myClub conviveranno calciatori reali e inventati, per dare vita a compagini tanto originali, quanto personali. A questo è legata anche l'assenza di quel meccanismo diabolico della carte blu, nere e verdi, ovvero speciali edizioni potenziate di alcuni calciatori che si sono comportati in maniera particolarmente meritoria durante l'ultimo periodo.

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Konami ha fatto incetta di squadre e campionati sudamericani... ma gli europei?

Per possederle gli utenti sono disposti a fare follie, grazie alla loro forza spropositata, ma è proprio questo desiderio che li spinge sia a buttare dentro FUT decine di ore di gioco e a spendere denaro reale per cercare di avere una scorciatoia alla realizzazione dei propri desideri.

Queste differenze, probabilmente, sono dovute alla minore disponibilità di atleti da parte di Konami che anche quest'anno deve pagare dazio nei confronti della concorrenza per quanto riguarda il numero di licenze possedute.

Non solo mancano i nomi principali del campionato inglese ma l'intera Bundesliga è assente, fatti salvi il Bayern Monaco, lo Schalke 04 e il Leverkusen, cosa che si ripercuote sul fascino della Champions League, competizione nella quale non sono presenti tutti i team reali coi loro nomi. Konami ha raggiunto un accordo con diverse squadre sudamericane ed asiatiche ma è ovvio che per noi europei esse abbiano minor fascino.

Fascino che manca soprattutto ora che la modalità Modifica è priva dell'opzione per condividere le proprie creazioni con gli altri utenti, escamotage che consentiva ai giocatori più pigri di importare il lavoro certosino fatto da altri all'interno del proprio gioco in modo da sopperire alle mancanze più evidenti.

Un trailer ci spiega perché secondo Konami PES 2015 entra in una nuova era.

L'organizzazione della componente multigiocatore ricorda, anche in questo caso, quella di FIFA. Potrete trovare infatti le Divisioni, ovvero dei mini-campionati nei quali avrete 10 partite per capire se sarete promossi alla fase successiva o se sarete retrocessi. A differenza del gioco di EA, dove questo si determina semplicemente in base al numero di vittorie, in PES 2015 il numero di vittorie dipende principalmente dalla squadra scelta.

In poche parole ad ogni formazione è assegnato un punteggio a seconda della forza della rosa, in modo che vincere una partita con il Real Madrid varrà molto meno che farlo con il Sassuolo, per esempio. Gli sviluppatori cercano dunque di spingere i giocatori a scegliere squadre differenti dalle solite note, invogliandogli con una posta in palio molto più alta. Sarà interessante vedere come la comunità reagirà a questo metodo.

Inoltre potrete sfidare direttamente un amico o organizzare, solo in amichevole, un 11 contro 11 online. Durante i nostri test abbiamo sperimentato una qualità della connessione mediamente buona anche se non esaltante, cosa che ha reso le partite godibili anche se non perfette. La latenza si è fatta sentire in occasione di colpi di prima o al volo, ovvero dove il tempismo richiesto dal gioco è elevato, che a volte si sono tramutati in stop o in occasione degli interventi difensivi. Questi ritardi creano sbilanciamenti all'interno del gameplay di PES 2015, tanto che alcuni giocatori stanno cominciano a servirsi dei filtranti centrali bassi, al momento piuttosto efficaci.

La sensazione è che la qualità media dell'infrastruttura sia decisamente migliore rispetto a quella degli scorsi anni, nonostante FIFA 15 sia ancora piuttosto avanti per quanto riguarda la varietà e la solidità di tutto il servizio.

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La presentazione del gioco alterna volti assolutamente incredibili a scenari e corpi dei calciatori un po' privi di dettagli.

Passando all'analisi tecnica non si può non rimanere a bocca aperta osservando i volti della maggior parte dei calciatori che vanno dal molto somigliante all'incredibilmente realistico. Tutti i principali atleti sono riprodotti in maniera impressionante, ma anche quelli di secondo piano hanno una fedeltà visiva, nel corpo e nel volto, decisamente superiore.

Come dicevamo in apertura è davvero migliorato anche il comparto animazioni, decisamente più ricco e variegato che in passato, elemento che rende il gioco decisamente più fluido e soddisfacente. Manca ancora la possibilità di interrompere alcuni dribbling e talvolta si nota l'assenza di movimenti un po' inusuali, principalmente sullo stretto, ma quasi tutti i frangenti della partita sono coperti in maniera molto credibile. Oltretutto il gioco gira a 60 frame al secondo costanti (e in Full HD su PC e PS4), cosa che garantisce una fluidità superiore a tutta l'azione.

Peccato che a questo lavoro non corrisponda altrettanta cura per quanto riguarda tutti gli elementi di contorno. Gli stadi sono solo 14 e per questo motivo ci sarebbe piaciuto vederli riprodotti alla perfezioni nelle luci, nei cori e soprattutto sugli spalti. Invece tutto è molto statico e standardizzato, le magliette sono linde dal primo minuto all'ultimo, anche durante le giornate piovose.

La differenza principale con FIFA 15 è da ritrovarsi nella gestione delle luci, molto piatte nel prodotto di Konami, cosa che dà poco spessore a tutta l'immagine a schermo. Il risultato complessivo è sicuramente apprezzabile, ma da hardware come PS4, PC e Xbox One pretendiamo sicuramente di più.

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Il comparto animazioni è decisamente migliorato e adesso tutto è molto più fluido che in passato.

Questo duo, al debutto in PES, offre una telecronaca discreta, senza troppi fronzoli, ma che risulta un po' povera nella varietà delle frasi e delle espressioni, che si traduce anche in alcuni lunghi istanti di silenzio. In poche partite sentirete più volte espressioni tipo "mina vagante" e i telecronisti vedranno tantissimi "tiri più potenti che abbiano mai visto". La base di partenza è dunque buona, ma speriamo che negli anni Konami e Halifax lavorino per arricchire il database.

Analizzando il gameplay e le modalità offline di PES 2015 emerge come Konami quest'anno si sia dedicata principalmente al campo da gioco. In PES 2015 abbiamo notato enormi miglioramenti sia nella gestione dei calciatori, sia in quella della squadra, elementi che danno vita a un prodotto molto divertente da giocare in tutte le modalità contro il computer.

A questo netto miglioramento nel gioco non è corrisposto però un medesimo avanzamento tecnologico. Lo sbarco su next-gen non ha portato con sé un enorme balzo in avanti sotto il profilo grafico, se non una risoluzione superiore e un framerate più solido. I volti dei giocatori sono fenomenali e le animazioni sono ben fatte, ma si nota una certa povertà nel numero di movimenti a disposizione dei calciatori e nella resa globale della partita.

Il team di sviluppo ha provato anche online a proporre una sua idea, una valida alternativa che provasse a smarcarsi dalla concorrenza, ma in questo caso lo strapotere tecnologico di EA fa ancora la differenza. Nonostante PES 2015 sia godibilissimo anche online, soprattutto in previsione di canonici processi di ottimizzazione di rete, FIFA 15 mette in campo una varietà di modalità online, tra le quali FUT, alle quali è difficile rinunciare.

Mai come quest'anno, dunque, PES 2015 è tornato una valida alternativa di FIFA 15, soprattutto per coloro che giocano prevalentemente contro il computer. Ma la brillantezza del gameplay di Konami si perde in rete dove un netcode non perfetto annacqua un po' l'esperienza e myClub non riesce a replicare il fascino di FUT.

Rimane comunque il miglior Pro Evolution Soccer da tanti anni a queste parte e un'ottima base di partenza sulla quale costruire la nuova generazione di calcistici made in Konami.

8 / 10

PES 2015, la grande sfida ha inizio - review Luca Forte Il confronto con FIFA 15 si decide per una Rete. 2014-11-14T10:13:00+01:00 8 10

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