Eurogamer.it

WWE 2K15: uno show senza cuore - review

Tanta grafica e poca sostanza .

Il wrestling approda sulle console dell'attuale generazione, ma lo fa guardando più al comparto grafico che al gameplay e alle modalità. Peccato!

Anche se il wrestling non sta vivendo un periodo particolarmente florido, 2K ha comunque realizzato il nuovo episodio della serie WWE, che per la prima volta approda sulle nuove console per fare il salto di qualità che i fan attendono con trepidazione.

Come spesso accade col passaggio a nuove piattaforme più performanti, tuttavia, anche stavolta il miglioramento del comparto grafico è costato molto caro alla serie, che nel processo ha perso una gran quantità di contenuti che gli sviluppatori avevano inserito capitolo dopo capitolo.

A questo si va ad affiancare un nuovo gameplay caratterizzato da idee interessanti ma mal implementate, che a conti fatti fa rimpiangere diversi elementi degli scorsi episodi. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa sia andato storto nella realizzazione di WWE 2K15.

Fin dalle prime fasi di gioco appaiono evidenti gli sforzi fatti dagli sviluppatori per garantire al titolo un look next-gen, con modelli poligonali completamente rifatti e caratterizzati da animazioni facciali all'altezza delle più rosee aspettative.

1

Le sequenze di ingresso sono realizzate con una cura maniacale e rappresentano uno degli elementi più curati del gioco.

Se speravate che il passaggio al nuovo hardware vi avrebbe permesso di controllare modelli ancor più curati e dettagliati dei vostri wrestler preferiti, di sicuro rimarrete ampiamente soddisfatti da questo specifico elemento di WWE2K15.

Peccato, però, che non si possa dire lo stesso delle animazioni, che si distinguono per una qualità altalenante, con alti e bassi davvero notevoli. Da una parte infatti spiccano le nuove tecniche realizzate appositamente per questo capitolo, fluide, curate ed estremamente fedeli alle originali che siamo abituati a vedere in tv.

Dall'altra, però, troviamo movenze riciclate dal precedente episodio e che, in quanto tali, si rivelano ben inferiori al nuovo materiale, creando uno sgradevole effetto agli occhi del giocatore. Da un certo punto di vista sembra di ritrovarsi all'epoca dei picchiaduro 2D, quando case come Capcom erano solite riciclare gli sprite dei vecchi giochi, affiancandoli a materiale inedito di ottima qualità, spiazzando il giocatore e creando un'esperienza disomogenea.

In WWE2K15 accade la stessa cosa sul fronte delle animazioni. Dopo aver assistito alle dettagliatissime sequenze di ingresso nel ring dei vari lottatori, quindi, è normale provare un certo disappunto constatando quanto poco coeso sia l'aspetto visivo del gioco.

2

I modelli poligonali non vantano tutti lo stesso livello di dettaglio, ma in alcuni casi sono davvero spettacolari. Peccato per le animazioni!

A questo si va ad aggiungere tutta una serie di problemi che mina la fluidità degli incontri. Non è mai bello quando, dopo aver inserito il comando per eseguire una tecnica, il personaggio su schermo si rifiuta di eseguire gli ordini impartiti. Il problema diventa ancor più importante quando i comandi poco reattivi si trasformano nella causa di una sconfitta.

Fortunatamente, però, nonostante i problemi appena citati i match di 2K15 riescono a rivelarsi piacevoli e divertenti, grazie anche a una serie di modifiche al gameplay dei passati episodi. La novità più importante è senza ombra di dubbio l'introduzione di una meccanica chiamata Chain Wrestling, una sorta di morra cinese sotto steroidi.

Le prime fasi di ogni combattimento, infatti, cercano di replicare quelle degli incontri reali, con il passaggio continuo da una presa all'altra, nel tentativo di mettere a segno un attacco particolarmente efficace.

In termini di gameplay, questo si traduce in una specie di QuickTime Event in cui è necessario scegliere quale tecnica utilizzare tra quelle proposte, cercando poi di continuare l'attacco concatenando un'altra proiezione.

Ecco John Cena in WWE 2K15.

Per far sì che questo accada si deve ruotare lentamente lo stick analogico in cerca di un feedback da parte del joypad (attraverso la vibrazione), un po' come accadeva nei mini-giochi di tanti altri titoli. L'idea è interessante e si sposa bene con il rallentamento dei ritmi di gioco deciso dai programmatori.

A questa meccanica si affiancano le immancabili counter, presenti anche nei capitoli precedenti, ma qui particolarmente difficili da sfruttare a dovere. 2K15 infatti non fa nulla per consigliare al giocatore il tempismo giusto per eseguire questa utile tecnica, incoraggiando di fatto la pressione selvaggia dell'apposito tasto dorsale, spesso con scarsi risultati.

Da rivedere, invece, la gestione della stamina, che non si adatta al nuovo stile di gioco lento e ragionato. Ritrovarsi a controllare un pachiderma stanco e goffo dopo pochi minuti, infatti, è tutt'altro che divertente, e visto che non stiamo parlando di un simulatore di MMA come UFC, ma di un titolo che dovrebbe fare del divertimento e della teatralità i propri punti di forza, l'eccesso di realismo è davvero fuori luogo.

Una volta fuori dal ring, come si comporta WWE 2K15? Anche in questo caso, purtroppo, ci troviamo di fronte a un lavoro a metà, visto che gli sviluppatori hanno pensato bene di tagliare un gran numero di modalità proposte in passato.

3

Le counter e la stamina avrebbero bisogno di essere bilanciate, perché al momento sono davvero difficili da gestire al meglio.

In alcuni casi i tagli sono abbastanza indolori (difficilmente sentiremo la mancanza dell'editor per le cinture, o per le arene), ma è praticamente impossibile non versare almeno una lacrima per l'assenza dell'editor delle storie, che in passato ha permesso a tantissimi giocatori di creare la propria "avventura" nel mondo del wrestling.

Anche lo story mode, quest'anno, lascia un po' il tempo che trova, permettendo solo di rivivere una serie di match selezionati dal team, tra rivali di diversi periodi del wrestling. Durante ogni scontro è necessario completare una serie di obiettivi pensati per ricreare i momenti topici degli incontri di riferimento.

L'altra modalità chiave del single player è la My Career, che permette di far crescere un lottatore portandolo dalla palestra della NXT, fino ai massimi livelli del mondo del wrestling, diventando campione, difendendo il titolo e via dicendo.

Questa modalità, però, si è rivelata davvero troppo breve rispetto a quanto visto in passato, dettaglio che non sfuggirà di certo agli appassionati che da anni seguono la serie.

4

Nella modalità carriera bastano davvero pochi incontri per arrivare a lottare per il titolo. Peccato!

Come da tradizione, anche in WWE 2K15 è presente l'editor con cui creare il proprio wrestler, che come il resto del pacchetto, ha subito qualche taglio di troppo. Gli elementi per la personalizzazione del combattente, infatti, sono meno del solito, ed è perfino stata eliminata la comoda anteprima dei capi di abbigliamento, che permetteva di farsi un'idea del risultato finale, prima di effettuare qualsiasi tipo di scelta.

La novità più interessante, per gli amanti della personalizzazione è la possibilità di modificare anche l'aspetto dei wrestler reali, dettaglio che permette di creare intrigante versioni alternative dei propri idoli palestrati.

Prima di chiudere l'articolo vi segnaliamo che la versione Xbox One del gioco, quella da noi testata, soffre di caricamenti molto lunghi, in particolar modo all'interno dei vari editor. Ogni modifica, infatti, richiede diversi secondi di caricamento per diventare effettiva.

Con WWE2K15 i programmatori hanno preso confidenza con il nuovo hardware, ma per farlo sono stati costretti a fare diversi sacrifici, anche importanti. Questo vuol dire che, per vedere un gioco di wrestling next-gen davvero completo, dovremo probabilmente attendere un altro anno.

6 / 10

WWE 2K15: uno show senza cuore - review Filippo Facchetti Tanta grafica e poca sostanza . 2014-11-25T18:07:00+01:00 6 10

Commenti (17)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!