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Freedom Wars, non un semplice clone di Monster Hunter - review

La battaglia per la libertà si combatte su PS Vita.

Dopo l'ottimo successo conquistato in Giappone durante la scorsa estate, arriva anche in Occidente l'ultima produzione di Japan Studios, in esclusiva per PlayStation Vita.

Siamo sicuri che Sony non si sarebbe mai immaginata di ritrovare PlayStation Vita in questa situazione, a quasi tre anni di distanza dalla commercializzazione in Giappone.

In Occidente, la console del colosso nipponico non ha mai ottenuto ottimi risultati di vendita ma nel suo piccolo è riuscita a fare breccia nei cuori degli sviluppatori indipendenti e in quelli di una piccola fetta di giocatori, mentre nella terra del Sol Levante continua a registrare buoni numeri senza dimenticare il supporto tra alcuni dei più importanti studi.

Freedom Wars è l'ultimo titolo arrivato in ordine cronologico e dopo l'eccellente accoglienza ricevuta in Giappone la scorsa estate, è finalmente giunto il momento di scoprire se l'ennesima fatica di Japan Studio sia realmente un prodotto valido o l'ennesimo clone di Monster Hunter poco riuscito.

Il gioco è ambientato in un futuro post-apocalittico non meglio definito, dove le principali città della Terra sono in conflitto tra di loro per ottenere quante più risorse possibili per sopravvivere. Nei panni di uno sventurato guerriero che durante una battaglia perde la memoria, veniamo condannati a un milione di anni di reclusione per aver "commesso" questo terribile reato. Il nostro compito è dunque quello di cercare di ottenere la libertà totale collaborando con uno dei Panopticon, delle strutture sparse in ogni angolo del pianeta dove vigono leggi durissime per tutti i detenuti.

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Salvare i cittadini durante le missioni ci aiuterà ad ottenere punti diritto e 'scontare' velocemente diversi anni di condanna che il nostro Panopticon ci ha inflitto.

Non solo, a portare altri problemi ci si mette anche Aries, una ragazza sospesa in una specie di limbo che riesce a comunicare con noi telepaticamente e che ci avvisa della presenza di qualcosa di anomalo nel Panopticon che abbiamo scelto di servire. Insieme a Owe, Mattias e tanti altri co-protagonisti, dovremo far luce su questo mistero che ci porterà a svelare incredibili retroscena su quello che sembra(va) essere il sistema di sorveglianza perfetto.

Nelle primissime fasi dell'avventura non ci è permesso di avere contatti con altre persone, di sdraiarci, di correre per più di cinque secondi di fila e di compiere azioni analoghe. Per ogni infrazione commessa vengono conferiti un tot di anni a seconda dello sgarro commesso, che possono essere scontati prendendo parte alle missioni che il nostro automa (una sorta di guardiano che ci sorveglia e aiuta anche in battaglia), ci propone sin dalle prime battute.

Con i Punti Diritto che conquisteremo è possibile infatti acquistare diversi tipi di "privilegi" che ci sono stati tolti e che ci renderanno la vita piano piano sempre più libera. Ammettiamo che nelle prime 3 o 4 ore di gioco spostarsi da una parte all'altra del Panopticon o del Labirinto esterno è una noia mortale: primo, perché si deve stare perennemente attenti a non infrangere le restrizioni, secondo per via dei caricamenti (fortunatamente abbastanza veloci) che fanno la loro comparsa ad ogni cambio di location. Acquisendo il diritto del trasporto rapido le cose si fanno decisamente più accettabili, e basta premere un tasto per aprire un menu dove scegliere la propria destinazione e arrivarci nel giro di pochi secondi.

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I combattimenti di Freedom Wars sono avvincenti e non stancano mai, nonostante alla lunga la poca varietà delle missioni potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

Come nel più classico degli action/RPG di scuola nipponica, anche in Freedom Wars inizieremo col creare il nostro alter-ego tramite un ricco editor che ci permette di personalizzare ogni singolo aspetto del corpo e del vestiario (tacchi delle scarpe compresi). È possibile inoltre dare vita al proprio automa con le sembianze che desideriamo ed equipaggiarci con diverse tipologie di armi: dalle spade alle lance, passando per mitra, fucili e molte altre ancora, senza dimenticare gli oggetti secondari come med-kit ed esplosivi di varia natura.

Ci sono poi dei rampini, che nel gioco vengono stranamente "rovi", che funzionano in maniera simile a come accade in Lost Planet 2. Essi sono divisi in tre categorie (catturanti, curativi e difensivi), che aprono le porte a molteplici strategie durante i combattimenti. Con ognuno di essi è possibile agganciare un obiettivo ed avvicinarsi in maniera veloce, attaccare, e sono utili altresì per raggiungere zone altrimenti inaccessibili e soprattutto per indebolire e immobilizzare momentaneamente i Rapitori, delle creature enormi che spesso e volentieri nascondono dei cittadini da portare in salvo.

In poche parole gli altri Panopticon mandano in missione questi robot per rapire civili e portarli nelle loro basi, ed è nostro compito abbattere i giganti e salvare i cittadini rapiti portandoli nelle apposite capsule di salvataggio. Nel caso un Rapitore rilasci il prigioniero (o i prigionieri) prima di passare a miglior vita, è fondamentale impartire al proprio automa l'ordine di trasportare il prigioniero salvato verso la capsula più vicina, per permettere a noi e a nostri compagni di battaglia di proseguire con l'abbattimento del mostro.

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I Rapitori sono tra le creature più difficili da eliminare e non pensate nemmeno lontanamente di abbatterle senza il supporto dei vostri compagni di squadra.

Negli scontri l'astuzia e un minimo di strategia sono fondamentali, ma oltre ai nemici è consigliato anche esplorare il più possibile i livelli per raccogliere risorse preziose, armi, munizioni e altri oggetti che possano tornare a utili al nostro gruppo, oppure essere donati al Panopticon. A seconda della rarità del materiale e delle risorse offerte, ci verranno scontati un determinato numero di anni dalla nostra fedina penale (sempre ben visibile sulla nostra testa, e su quella di tutti gli altri condannati che si incontrano nel gioco).

Ma se in singolo Freedom Wars riesce a divertire, giocando online con altre tre persone in modalità cooperativa il tutto viene amplificato a livelli incredibili, e allora sì che posare la propria PlayStation Vita diventa difficile. Come prevedibile, affrontando online le missioni non ancora completate in singolo non si procede con la storia ma si ottiene comunque un oggetto speciale, che permette di vincerle automaticamente quando le si giocano in single player. Resta comunque a propria discrezione decidere se utilizzarlo o meno.

Se il co-op non è abbastanza, o semplicemente non fa per noi, il multiplayer competitivo viene in nostro aiuto con scontri 4v4 (quattro peccatori contro altrettanti automi) che sono in grado di offrire un'elevata quantità di sconti per la nostra pena, oltre che a diverse risorse rare da usare poi a nostro piacimento.

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Chi sarà mai questa ragazza appesa come un salame con cui avremo a che fare nella seconda parte del gioco? E quali misteri nasconde?

Passando all'aspetto tecnico, Freedom Wars sfrutta a dovere le potenzialità di PlayStation Vita con modelli poligonali ben realizzati. Peccato solo per la scarsa cura con cui sono stati disegnati alcuni fondali, poveri di dettagli e che si somigliano l'uno con l'altro. Quanto al frame-rate non segnaliamo particolari rallentamenti nemmeno durante le battaglie online, anche se ogni tanto si perde qualche fotogramma per strada.

Niente da dire sui filmati in computer grafica che fanno la loro comparsa per sottolineare alcuni momenti importanti della storia, che ricordano vagamente le atmosfere di desolazione viste nel lungometraggio Final Fantasy VII: Advent Children (anche se con una qualità inferiore).

Il comparto sonoro invece è ottimo e spazia dal rock ai motivi elettronici che strizzano l'occhio anche alle sonorità dei Daft Punk, risultando piacevoli anche dopo l'ennesimo ascolto. Il doppiaggio, infine, è presente nella sola lingua giapponese per il parlato, mentre i sottotitoli e i menù sono stati completamente tradotti nel nostro idioma.

Abbiamo avuto anche la fortuna di giocare Freedom Wars per diverse ore sulla PlayStation TV: passare dagli stick analogici di Vita a quelli di un DualShock non cambia molto le carte in tavola ma giocare su un 32 pollici sinceramente è tutta un'altra storia.

Il trailer di lancio di Freedom Wars.

La grafica fa la sua sporca figura anche sul televisore del proprio salotto e grazie ai 720p nativi l'immagine rimane nitida proprio come sulla portatile di Sony. Se quindi avete intenzione di acquistare la piccola scatoletta nera, state pur certi che questo gioco non deluderà le vostre aspettative.

Insomma, Freedom Wars è un titolo molto profondo che richiede decine di ore per essere capito in tutte le sue sfumature e se avrete la pazienza e la voglia di scoprirle tutte, vi troverete tra le mani non solo uno dei migliori titoli per PlayStation Vita, ma anche e soprattutto un solido prodotto capace di tenervi impegnati per mesi e mesi.

La ripetitività di alcune missioni e task potrebbe far storcere il naso ad alcuni giocatori ma se siete appassionati degli action/RPG di scuola nipponica questo fattore non dovrebbe preoccuparvi più di tanto. Se Freedom Wars rappresenta il canto del cigno di una console ormai poco supportata non è ancora dato saperlo, noi nel frattempo ci godiamo questo immenso titolo che, con molta probabilità, riceverà un sequel in un futuro non molto lontano.

8 / 10

Freedom Wars, non un semplice clone di Monster Hunter - review Manuel Stanislao La battaglia per la libertà si combatte su PS Vita. 2014-12-11T14:26:00+01:00 8 10

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