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Chariot: chi non vorrebbe una degna sepoltura? - review

“Della vita il fulcro è il sepolcro”.

La morte può essere il pretesto per qualcosa di divertente. O almeno, questo è quanto ci dicono i Frima Studios con Chariot.

Cosa c'è di meglio di una simpatica citazione del Foscolo per sdrammatizzare un argomento il più delle volte complicato e serioso? Niente, a parte forse Chariot, l'ultimo sforzo dei canadesi di Frima Studios, già noti per altre produzioni indie come Zombie Tycoon e Young Thor, entrambe uscite tempo addietro su PSN.

Chariot parla di un funerale... o almeno questo è l'inizio della storia, perché presto ci ritroveremo ad avere a che fare con una principessa e/o il di lei fidanzato, la bara del defunto Re (il carro) e il suo fantasma brontolone. Tutta la vicenda ha origine il giorno della sepoltura, quando per qualche strano motivo lo spirito del padre si risveglierà e deciderà cocciutamente che il posto che abbiamo scelto per il suo eterno riposo non è adatto, e adducendo una serie di lamentele interminabili ci chiederà di cercargliene uno migliore.

Partiremo così all'esplorazione di livelli su livelli nel tentativo di trovare un luogo che lo faccia felice, nel frattempo avrà trovato il coraggio di chiederci anche di accumulare quante più ricchezze possibili durante il cammino e seppellirle con lui, per aumentare lo sfarzo della sua ultima dimora.

Al primo impatto sembra che Chariot non introduca nulla di nuovo e la sensazione di essere di fronte al classico platform 2D a scorrimento è forte, ma è proprio qui lo sbaglio. Chariot è diverso, costruito per essere giocato più facilmente in coop invece che da soli, perché è più semplice nonché divertente portare a termine i 25 livelli proposti.

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Potremo raccogliere le varie gemme e tesori solo con il carro.

Cooperare è dunque la parola chiave: sarà ovviamente possibile terminarlo anche da soli ma non vedremo mai un buon numero di zone che saranno accessibili solo combinando le fatiche di due giocatori, zone che per altro contengono diversi tesori.

Cerchiamoci dunque un compagno disposto a trascinare un carretto insieme a noi e buttiamoci in questa avventura surreale e molto spesso divertente, in cui non mancheranno note di sarcasmo direttamente dal fantasma di nostro padre, al quale non andrà mai bene nulla di quello che faremo, o dai suoi fedeli e talvolta defunti servitori che incontreremo lungo il cammino.

Durante il nostro peregrinare incapperemo non solo in tesori ma anche in pergamene contenenti progetti per nuovi ed utili congegni che vi aiuteranno a superare gli ostacoli e progredire nella storia. Ogni volta che ne recupereremo di nuovi dovremo andare a fare visita allo Scheletro Costruttore che, con un po' di sarcasmo e per una manciata di gemme, ce lo costruirà.

Molti ci saranno utili per accedere a nuove zone, o ripercorrere quelle vecchie più velocemente, affrontandole magari in modalità Corsa o scegliendo uno degli Ingressi Alternativi che si sbloccheranno una volta portato a termine il livello normale. Ricordiamoci però che in nessun modo questi oggetti ci daranno accesso alle zone per due giocatori e l'unico modo per esplorarle sarà con l'aiuto di un secondo giocatore.

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Si volaaaa!

Non solo tesori ci attendono sul nostro cammino, però, maanche saccheggiatori pronti a depredarci di ogni ricchezza accumulata. Per nostra fortuna la complessità degli scontri non è mai troppo elevata, considerando anche il fatto che i nemici non attaccheranno mai i prodi eroi ma si limiteranno a correre verso il carro, accecati dalla brama di ricchezza. Grazie alla spada della Principessa o alla fionda del suo spasimante riusciremo comunque a cacciarli senza perdere troppe monete.

Altra nota positiva in Chariot è la presenza effettiva di una sorta di fisica: personaggi e carro avranno un loro peso che influirà sui nostri movimenti, per cui le salite saranno più lente mentre trainiamo o spingiamo. In altri casi il carro sarà complice di rovinose cadute se non valuteremo bene la distanza tra una piattaforma e l'altra, e anche correre su fondi ghiacciati non sempre sarà una buona idea. Prestiamo dunque attenzione a come ci spostiamo perché molte volte ci toccherà rifare una porzione di livello a causa di un azzardo di troppo.

Chariot comunque non è solo salti, trascinamenti e tesori; tutto è accompagnato da una grafica notevole, i cui colori sono ben amalgamati e sempre piacevoli, con dettagli e particolari che s'intonano perfettamente con lo stile di gioco. E anche nella semplicità del 2D si nota l'impegno riposto nella realizzazione di ogni singolo livello e nelle animazioni.

Musiche e parlato sono poi di ottima fattura. Ci accompagneranno un simpatico motivetto nel menù principale e un tema più epico quando incapperemo nei saccheggiatori di tombe; per il resto i nostri spostamenti saranno accompagnati dal silenzio totale, interrotto di tanto in tanto dalle lamentele del Re. Il doppiaggio in lingua originale (Inglese) è davvero ben fatto e nonostante una traduzione dei testi in Italiano non proprio ottimale, riusciremo a goderci le gag esilaranti e mai scontate.

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Cooperare è fondamentale: lei tira il carro e lui si gode la vista

Concludendo, Frima Studios con Chariot ha fatto davvero un buon lavoro, sapendo introdurre qualche novità in un genere che ne ha bisogno. La modalità cooperativa finalmente non è solamente un di più messo frettolosamente all'ultimo secondo per accontentare qualcuno, ma è la struttura portante di un gioco comunque godibile anche in solitaria.

Se siete dei maniaci della perfezione Chariot vi offrirà una serie di collezionabili di tutto rispetto e la ricerca del 100% vi terrà impegnati un bel po' di tempo sempre a patto che il vostro compagno d'avventura sia disposto a seguirvi: di tanto in tanto l'esplorazione dei vari livelli risulta frustrante anche se le lamentele del "povero" Re aiuteranno non poco ad alleggerire la situazione.

Chariot è dunque un gioco indie valido, divertente e ben curato, e la modica somma chiesta per l'acquisto di 14,99 euroci sembra un valido incentivo all'acquisto.

7 / 10

Chariot: chi non vorrebbe una degna sepoltura? - review Thomas Guidetti “Della vita il fulcro è il sepolcro”. 2014-12-22T11:10:00+01:00 7 10

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