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L'Ombra di Mordor: Il Lucente Signore - recensione

Che Terra di Mezzo sarebbe senza Sauron?

Si torna a Mordor per lo scontro finale tra luce e ombra e il possesso dell'Unico Anello. Scopriamo se il DLC Il Lucente Signore vale la candela… o meglio, i vostri soldi.

Non paghi di aver decimato per ore e ore le fila di Sauron, dall'ultimo degli Uruk fino al più leggendario dei capitani di Mordor, cosa poteva restare da fare se non prendersela con l'Oscuro Signore in persona?

A farlo, però, non sarà Thalion: l'epoca in cui è ambientato questo DLC è quella della creazione degli Anelli del Potere per mano di Celebrimbor, e il protagonista sarà proprio l'elfo, che nel prologo sottrae l'Unico Anello a Sauron per usarne i poteri contro Mordor stessa.

Premessa abbastanza altisonante, che apre la strada a qualche variazione nel gameplay collaudato de La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor. Le abilità sono tutte sbloccate e non c'è quindi bisogno di potenziare Celebrimbor, che può contare su tutto il repertorio che abbiamo imparato a conoscere e su nuove possibilità conferitegli dall'Anello.

La nuova campagna prende la forma di una lotta più ampia per il dominio dell'intera Mordor, con un tentativo di mandare all'aria la gerarchia costituita dell'esercito di Sauron.

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I capitani hanno pochi punti deboli, ma l'Unico Anello annulla le loro immunità finché resta attivato.

A farne le spese, naturalmente, sono anche questa volta gli Uruk, in particolar modo i loro comandanti che dovremo scoprire, braccare, uccidere o sottomettere fino ad arrivare ai ranghi dei cinque comandanti supremi, questi ultimi da assoggettare per rivoltarli contro il loro oscuro padrone.

La conquista parte proprio dalla costruzione delle torri che abbiamo imparato a usare come rifugi e comodi punti di viaggio rapido ne L'Ombra di Mordor. Prima di poterle erigere, è però necessario liberare ogni regione dalle forze nemiche portando a termine una determinata missione.

Grazie all'Unico Anello, Celebrimbor può marchiare e controllare gli Uruk, capitani compresi, utilizzando l'esercito di Mordor contro Sauron stesso: ai fini del gameplay, ciò si traduce nella possibilità di poter chiamare, a intervalli regolari, degli Uruk controllati allo scopo di impegnare le forze nemiche.

Se la situazione degli Uruk era già precaria in precedenza, stavolta le cose sono ancora peggiori per loro visto che Celebrimbor può decidere di consumare i seguaci nelle vicinanze per ripristinare la propria energia, azione che non ha particolari controindicazioni visto che nuovi soldati (più eventuali capitani marchiati) sono richiamabili a brevi intervalli.

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Il combattimento è ancora la parte migliore grazie al connubio di buon ritmo e spettacolarità.

Oltre alle esecuzioni, le combo aprono poi la strada a una mossa di imposizione veloce del marchio, e lo stesso vale per l'attacco ombra eseguibile dalla distanza mentre si impugna l'arco... insomma, i modi per portare dalla propria parte nuovi seguaci abbondano in ogni frangente.

L'Anello stesso può essere utilizzato per rallentare a dismisura il tempo e portare colpi di grazia in successione anche contro i capitani, o marchiare ad area per ribaltare velocemente il rapporto di forza in gioco. L'Unico non può comunque essere attivato a piacimento ma necessita di una certa carica che si accumula nel tempo marchiando i nemici.

A corredo delle nuove meccaniche torna naturalmente il Nemesis System, che tra vendette, promozioni, duelli e infiltrati rende le cose interessanti come sempre. I capitani stavolta sembrano essere più raggruppati, ed è difficile ritrovarsi in un combattimento isolato con uno di essi.

La sfida dovrebbe risultare quindi più difficile ma i poteri speciali di Celebrimbor bilanciano le cose e la rendono invece eccessivamente semplici per chiunque abbia un minimo di familiarità con le meccaniche de L'Ombra di Mordor.

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La possibilità di convocare gli Uruk marchiati in combattimento e consumarli bilancia i capitani ora più forti, e in verità rende la sfida leggermente troppo facile.

A dispetto delle differenze nello scenario, nel protagonista, nei poteri e nell'era presa in esame, senza trascurare lo scontro finale con lo stesso Sauron, la campagna de Il Lucente Signore offre però poco di diverso rispetto al gioco principale.

L'acquisizione del potere di Mordor da parte di Celebrimbor è illustrata da qualche intermezzo in tempo reale privo di mordente, in cui tra l'altro l'elfo parla con le stesse animazioni e labiale fuori sincrono, senza trasmettere molta della roboante epica che ci si aspetterebbe da uno scenario simile.

Il culmine della campagna, vale a dire lo scontro finale con Sauron, è in realtà un'arma a doppio taglio visto che, oltre a sapere già come andranno le cose alla fine, trasmettere la potenza delle leggendarie forze in campo è veramente difficile con le meccaniche de L'Ombra di Mordor.

Lo scontro finale, di conseguenza, non appassiona più di tanto e risulta piuttosto ripetitivo visto che consiste nel dare priorità alla ricarica dell'Anello in modo da poterlo attivare e affrontare così Sauron.

Come nel caso de Il Signore della Caccia, anche questo DLC alla fine si discosta troppo poco dall'esperienza già vissuta nel filone principale e offre poche novità di rilievo. La campagna, nonostante le poche ore necessarie a completarla, si trascina poi senza spunti narrativi di rilievo, missione dopo missione e torre dopo torre: per lo scontro finale tra due delle potenze più grandi che potessero essere messe in campo, in effetti, è un po' poco.

5 / 10

L'Ombra di Mordor: Il Lucente Signore - recensione Emiliano Baglioni Che Terra di Mezzo sarebbe senza Sauron? 2015-02-25T10:30:00+01:00 5 10

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