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Bladestorm: Nightmare, un gioco con troppi demoni - recensione

La Guerra dei cent'anni diventa un incubo.

Dopo uno sviluppo pluriennale, Omega Force porta Bladestorm su PC, PS4 e Xbox One, puntando a proporre quantità e qualità ma riuscendo a privilegiare solo uno di questi aspetti.

Attribuire un voto a Bladestorm: Nightmare ha condotto al complicato parto della recensione che avete per le mani. Da una parte abbiamo infatti un gioco con molti limiti, dall'altro i lodevoli e in parte riusciti sforzi di Omega Force di arricchire il titolo originale del 2007, in modo da giustificarne il balzo generazionale. Quel Bladestorm: The Hundred Years' War uscito su PlayStation 3 e Xbox 360 è quindi la base di partenza per un progetto, almeno sulla carta, di più ampio respiro.

Si tratta di un titolo che miscela azione e strategia in tempo reale ad elementi RPG e battaglie su vasta scala, un Musou in buona parte riconducibile ai vari Dynasty Warriors, peraltro creati dal medesimo studio. Una delle grosse differenze con quest'ultimo, è tuttavia l'ambientazione della campagna di base, che ci trasporta all'interno della sanguinosa Guerra dei cent'anni combattuta tra Francia e Inghilterra nell'unidicesimo secolo.

In questo contesto vestiremo i panni di un mercenario, che in virtù della sua professione potrà schierarsi da una parte o dall'altra del conflitto a piacimento, cambiando bandiera senza ripercussioni anche tra una battaglia e l'altra.

Nella pausa tra un combattimento e l'altro è possibile scegliere il contratto che più si preferisce tra quelli disponibili, per poi entrare in azione senza troppe cerimonie e conquistare il punto di controllo che interessa al nostro mandante.

Bladestorm Nightmare 1

Non mancano le figure storiche, sebbene in salsa tipicamente giapponese. Questo, ad esempio, è Edoardo III di Inghilterra.

L'editor che ci permette di costruire da zero il nostro alter ego offre un buon numero di opzioni con cui sbizzarrirsi e in particolare il numero di acconciature disponibili, presenti a decine, è spiazzante.

Continuando il parallelo con il più celebre Dinasty Warriors, va segnalata una fondamentale differenza nel gameplay: siamo chiamati infatti a controllare direttamente non solo il personaggio, ma un'intera unità di truppe alleate. Durante gli scontri ci si può semplicemente accostare ad un manipolo di arcieri, spadaccini, cavalieri o ad un'altra delle numerose tipologie di squadre disponibili per prenderne possesso e dirigerne le azioni in battaglia verso la conquista delle posizioni strategiche in mano al nemico.

Le specialità marziali delle varie truppe vanno dall'attacco semplice, da eseguire tenendo premuto un pulsante dorsale, alle mosse speciali, che cambiano a seconda della squadra e sono associate ai tasti frontali del controller. In tutte le fasi del gioco saremo sempre accompagnati da una squadra, e del resto tentare un assalto frontale in solitaria sarebbe un suicidio.

L'enfasi in Bladestorm: Nightmare è spostata sulle velleità di comandante del nostro personaggio, più che sullo sterminio gratuito degli avversari ad opera di un singolo, quasi invincibile eroe.

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Bladestorm Nightmare 2

Le situazioni si fanno spesso affollate e il motore grafico fatica sensibilmente a stare al passo.

Per contare su un decisivo vantaggio in combattimento è necessario innanzi tutto tener conto delle forze e delle debolezze dell'unità che si sta controllando. I cavalieri mostrano il fianco agli attacchi di arcieri e delle truppe con armi contundenti, ma sono efficaci contro i soldati armati di ascia, ad esempio.

Questa intricata morra cinese va ad aggiungersi ai potenziamenti in stile RPG applicabili alle unità e che ne migliorano diversi valori di attacco e difensivi. Dopo ogni battaglia è possibile spendere in tali migliorie i punti ottenuti, ma anche garantirsi un ulteriore vantaggio usando una diversa valuta per acquistare equipaggiamento o truppe ausiliarie da usare sul campo, in caso di necessità.

Superati i primi scontri sarà inoltre possibile contare su altri mercenari a noi alleati, di cui potremo prednere il controllo personalmente o indirizzare verso un'obiettivo strategico, avvalendoci di un'interfaccia di gioco non immediatamente chiara.

I campi teatro delle nostre battaglie sono sorprendentemente vasti e privi di caricamenti intermedi tra una zona e l'altra. Ciò non è necessariamente un bene, però, perché muoversi da un accampamento all'altro può risultare lento e tedioso.

Tantissima carne al fuoco insomma, specialmente considerando che la campagna aggiuntiva Nightmare, creata per questa edizione rimasterizzata, aggiunge un nuovo scenario in cui inglesi e francesi uniscono le forze contro un'invasione di demoni e non-morti che ci scaraventa con violenza fuori dal contesto storico della campagna principale.

Bladestorm Nightmare 3

Al contrario di questa simpatica fanciulla, i dialoghi sono piatti e poco entusiasmanti.

Non mancano all'appello una modalità online, giocabile in modalità cooperativa o versus, e la Free Mode, in cui combattere scegliendo liberamente lo scenario tra quelli già sbloccati. Qual è allora il motivo del non esaltante voto che trovate in calce all'articolo allora?

La realizzazione tecnica è il primo fattore fondamentale che gioca contro Bladestorm: Nightmare. Il passaggio ad una risoluzione maggiore e ad un sistema di illuminazione spettacolare ma evidentemente troppo pesante rendono il frame rate fin troppo ballerino in fin troppi scontri.

Pur non avendo avuto modo di misurare con precisione i cali percepiti, la sensazione è che si scenda spesso molto al di sotto dei 60 FPS a cui il gioco dovrebbe girare e non di rado si infrange anche il muro dei 30 FPS. Questo non necessariamente in situazioni in cui lo schermo è affollato di unità ed effetti. La grafica dei modelli, le animazioni, le texture e la presenza di elementi decorativi nello scenario rimangono inoltre su modelli mediocri, nonostante un lieve ma sensibile passo in avanti rispetto al Bladestorm originale.

La seconda e definitiva nota dolente è invece legata al gameplay, purtroppo ricco di mancanze e privo di profondità. L'intelligenza artificiale non solo fallisce nel proporre una sfida adeguata, ma in troppi casi ci ignora completamente. Nemmeno una volta siamo stati costretti ad utilizzare gli oggetti e le truppe extra acquistate per cavarci da una situazione disperata, nemmeno caricando contro fortezze pesantemente difese spalleggiati solo dai soldati da noi controllati.

Bladestorm Nightmare 4

L'illuminazione è uno dei pochi aspetti curati del comparto grafico.

I combattimenti per di più mancano di mordente: se tenere premuto un solo pulsante per attaccare e utilizzare saltuariamente qualche abilità speciale vi suona poco entusiasmante, allora non vi state facendo una cattiva idea della noia che si prova velocemente.

Poco o nulla aggiungono i ripetitivi ed asettici scontri contro i comandanti dei forti o i boss, che cadono inesorabilmente senza il bisogno di sfoggiare particolari doti tattiche.

Idealmente, Bladestorm: Nightmare si colloca tra il 6 e il 7, a seconda che siate appassionati del genere o meno. Per il giocatore medio, tuttavia, la grande quantità di contenuti messi a disposizione da Omega Force non è sufficiente a giustificarne l'acquisto, né a spostare il voto verso l'alto. Il prezzo pieno del gioco è poi il chiodo finale su una bara che poteva essere riesumata con molta più cura.

6 / 10

Bladestorm: Nightmare, un gioco con troppi demoni - recensione Matteo Tabai La Guerra dei cent'anni diventa un incubo. 2015-03-18T10:00:00+01:00 6 10

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