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Il multiplayer old-school di Rocket League - recensione

Il miglior gioco di calcio… senza giocatori di calcio.

Sbarca su PlayStation 4 e PC il nuovo titolo Psyonix a base di macchine radiocomandate, rovesciate e continui ribaltamenti di fronte. Scoprite insieme a noi perché è uno dei migliori titoli multiplayer attualmente disponibili.

L'estate si sa, non è un periodo di grosse uscite nell'industria videoludica specie se si parla dei blasonati tripla A. Fortuna che nel corso degli ultimi anni gli sviluppatori indipendenti si sono dati da fare per farci compagnia durante le bollenti giornate di luglio e agosto.

Il titolo di cui vi parliamo oggi è Rocket League, seguito di (fate un bel respiro) Supersonic Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars, gioco uscito oltre 6 anni fa su PlayStation 3 che non ottenne un buon riscontro da stampa e pubblico, soprattutto a causa della mancanza di contenuti.

I ragazzi di Psyonix non si sono però dati per vinti e nel 2011 cominciano a lavorare a questo Rocket League che, lo diciamo subito, è una piccola manna dal cielo per gli amanti del multiplayer. Come nel suo predecessore, anche in Rocket League prendiamo il controllo di una macchina radiocomandata all'interno di arene tridimensionali nelle quali si svolgono vere e proprie partite di calcio, naturalmente, con tutte le modifiche del caso.

Ogni match ha una durata di 5 minuti ed è possibile affrontarlo in sfide 1v1 fino ad arrivare alle caotiche 4v4, dove al contrario di quanto si possa pensare tutto prende una piega decisamente più ardua, essendo necessarie strategie per non finire stesi dai propri avversari.

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La comunicazione purtroppo è un po' limitata ma tutto sommato sufficiente: con il d-pad si possono lasciare commenti predefiniti, mentre premendo un dorsale è possibile usare la propria voce. Peccato che l'assenza di una chat vocale sempre aperta possa risultare scomoda a qualcuno.

Nel caso un incontro finisca in parità i tempi supplementari decreteranno il vincitore grazie alla regola del golden-gol, in cui vince la prima squadra che realizza una rete. Al termine una schermata riassuntiva elenca tutte le statistiche come punti ottenuti, gol, assist, parate e tiri, e in cui è possibile salvare i replay per poi vederseli comodamente nella sezione degli extra.

Tornando al nostro bolide radiocomandato, questo è capace di saltare, derapare e avvitarsi su se stesso mentre si trova in aria, rendendosi così abile a realizzare 'rovesciate' o salvataggi all'ultimo secondo. Sul campo sono poi presenti delle piccole zone dove, passandoci sopra, si riempie la propria barra del turbo, utile in mille e più occasioni.

I controlli rivestono un ruolo fondamentale in Rocket League e per fortuna, il tutto scorre quasi sempre liscio come l'olio, a patto di prendere confidenza con una manciata di partite amichevoli e soprattutto completando i diversi tutorial che aiutano a migliorare le proprie skill sia in fase d'attacco che di difesa.

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Non pensate però di sperperare il turbo accumulato in una singola azione, perché potreste rimanere a secco nel conseguente ribaltamento di gioco e subire una rete potenzialmente evitabile. Bisogna imparare anche a sfruttare con saggezza le pareti del campo, la combo salto+turbo e tutte le altre piccole mosse che possono davvero fare la differenza.

Per rendere il tutto più bilanciato gli sviluppatori hanno optato per dotare tutte le macchine con le stesse abilità, e gli unici cambiamento che possiamo apportare sono puramente estetici. Carrozzeria, adesivi, ruote, antenna e altri parametri ancora possono essere modificati a nostro piacimento, utilizzando gli oggetti già disponibili, oppure scegliendo tra quelli vinti dopo ogni partita.

Passiamo a parlare delle modalità presenti in Rocket League, dove l'online regna sovrano con sfide amichevoli o classificate e dove fortunatamente il matchmaking funziona alla grande nonostante alcuni problemi riscontrati nei giorni successivi al lancio. L'elevato numero di giocatori presenti sui server aiuta inoltre a migliorare le cose, rendendolo così un titolo ancora più appetibile.

Psyonix ha promesso che presto ci saranno dei veri e propri campionati online ma per il momento ci possiamo accontentare di quelli presenti nel pacchetto, personalizzabili nella durata (9,18, 27, 36 settimane, con tanto di playoff per le prime 4 o 6 classificate) e nella difficoltà (principiante, pro e all-stars). Potremo anche scegliere i modelli che si preferiscono per i propri compagni di squadra. Se invece volete farvi un partitina in locale, Rocket League mette a disposizione anche una modalità multiplayer tramite schermo condiviso.

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Promosso con riserva il comparto tecnico, con un motore grafico progettato su Unreal Engine 3 in grado di mantenere saldi sessanta fotogrammi al secondo anche durante gli incontri a otto giocatori. Le arene sono realizzate in maniera convincente e anche il manto erboso fa la sua bella figura, specie durante i match sotto la pioggia, che non incide però sulla fisica delle vetture e della palla.

Parlando di fisica, il lavoro svolto dal team californiano è tutto sommato positivo ma in certe occasioni il comportamento della sfera non ci ha convinto al 100%, dandoci l'impressione di una innaturale leggerezza specie durante le fasi di discesa. Niente di scandaloso o che penalizzi il gameplay, e siamo sicuri che la cosa potrà essere sistemata in una delle prossime patch. Chiudiamo confermando la presenza di uno scintillante trofeo di platino (a dire la verità non particolarmente difficile da ottenere), e della possibilità di sfidare giocatori su PC grazie al cross-play.

L'unico appunto che ci sentiamo di fare è la preoccupante velocità con cui la ventola di PlayStation 4 inizierà a girare non appena lanciato il gioco. Questo 'problema' era conosciuto sin dai tempi della beta e a quanto pare le cose non sono migliorate molto.

Per il momento non ci siamo imbattuti in casi estremi dove la console abbia cominciato a dare problemi ma il rumore che raggiunge la piccola ventola della console Sony è talmente elevato da far pensare che qualcosa non vada come dovrebbe. In attesa della patch annunciata dagli sviluppatori, vi segnaliamo il seguente sistema, un po' artigianale ma apparentemente efficace.

Ecco com'è una partita a Rocket League.

La cosa però che più di ogni altra conta, è che Rocket League diverte e lo fa nel più classico e semplice dei modi: niente controlli complessi, caricamenti veloci e un gameplay capace di tenere incollati allo schermo per ore e ore. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ai vecchi titoli multiplayer, dove la semplicità era la colonna portante del gioco e dove l'unica cosa che si pensava era quella di divertirsi con i propri amici.

Ed è grazie a questa caratteristica, diventata ormai cosa rara di questi tempi, che abbiamo deciso di premiare il prodotto Psyonix con il voto che vedete qui sotto, consapevoli però che nelle prossime settimane (e mesi) verranno introdotti nuovi stadi, vetture, tornei e molto altro ancora per aumentare ulteriormente la longevità di un titolo già di per sé praticamente infinito.

8 / 10

Il multiplayer old-school di Rocket League - recensione Manuel Stanislao Il miglior gioco di calcio… senza giocatori di calcio. 2015-07-10T12:00:00+02:00 8 10

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