Eurogamer.it

Dragon Quest Heroes: L'albero del Mondo - recensione

Da RPG ad action, il passo è breve.

Quando due saghe famose ma molto diverse s'incontrano, il risultato non è detto che sia dei migliori. Spesso, infatti, succede che una prevalga sull'altra ma non quel tanto che basta da non alterare gli equilibri che la caratterizzavano, scontentando così gli appassionati di entrambe.

Dragon Quest Heroes: L'albero del Mondo è quanto di più lontano ci sia da questo caso. Quello che Koei Tecmo e Square Enix (con la collaborazione fondamentale di Omega Force) hanno realizzato è un gioco più unico che raro, perché riesce nel difficile compito di prendere i punti di forza di una saga e unirli a quelli dell'altra, senza tradire lo spirito di nessuna delle due e riuscendo, così, ad accontentare i fan di entrambe.

Inoltre quello che stupisce fin dall'inizio è come questo Dragon Quest Heroes non sia solo il miglior gioco della serie Dynasty Warriors, cosa forse prevedibile, ma soprattutto è anche un ottimo capitolo della saga di Dragon Quest. Questo è ottenuto grazie a una storia che potrebbe benissimo essere quella di un RPG e una fedeltà praticamente assoluta a tutti i canoni dei giochi di questo brand.

Sebbene Heroes rispetti appieno i canoni del genere musou, cioè scontri contro centinaia di nemici in battaglie frenetiche in cui conta tanto l'abilità quanto la prontezza di riflessi, è sicuramente la componente legata a Dragon Quest quella a cui è stata data maggiore importanza. Lo si capisce fin dai primi istanti di gioco, quando si sente la classica musica che caratterizza questa saga e ci si imbatte nei familiari menù che gli appassionati ormai conoscono a memoria.

1

Un troll da far fuori, ma con un golem e di un mechacentauro dalla nostra, sarà una passeggiata.

Non appena si inizia la cosa appare ancora più evidente: gli splendidi filmati realizzati in computer grafica, i personaggi disegnati da Akira Toriyama (il creatore di Dragon Ball), le ambientazioni fantasy... tutto segue lo stile di Dragon Quest fin nel minimo dettaglio.

E lo stesso vale anche per la storia, ambientata nel Regno di Arba, un luogo dove uomini e mostri vivono pacificamente insieme. O meglio "vivevano", perché all'improvviso i mostri impazziscono e cominciano ad attaccare gli umani. Qui inizia il tutorial interattivo che vi mette nei panni di uno dei due giovani comandanti al servizio di Re Doric: il precisino e cervellotico Lucyus o l'irruenta Aurora. Imparati i primi rudimenti su come combattere, ci si getta nella mischia e si comincia l'avventura che ci porterà a cercare di capire cosa è successo ai mostri, perché e, soprattutto, come farli tornare normali.

Ma il vero cuore del gioco sono, ovviamente, le fasi in cui si combatte. Queste vengono affrontate con team di quattro personaggi selezionabili tra i dodici disponibili che sbloccherete nel corso del gioco. La maggior parte di questi sono figure ben note agli appassionati della saga di Yuji Horii, visto che vengono dai capitoli precedenti della saga (per la precisione il 4, 5, 6 e 8). Ognuno è dotato di un'arma con cui eseguire combo spettacolari e da un particolare set di quattro incantesimi, oltre alla capacità di schivare o parare i colpi. Dopo un determinato numero di colpi assestati potrete inoltre scatenare la "tensione" accumulata, grazie alla quale per un breve periodo il vostro personaggio sarà più veloce e infliggerà più danni, oltre a lanciare una supermossa di potenza devastante quando la barra della tensione si sarà svuotata.

2

Lo sviluppo del personaggio è una fase chiave del gioco. Le opzioni sono tante e ben diversificate.

Un'altra componente fondamentale delle fasi d'azione è il sistema delle medaglie. I mostri uccisi spesso rilasceranno una medaglia con sopra la loro faccia: una volta raccolte, queste medaglie vi daranno la possibilità di usare quei mostri come alleati. Potranno curarvi o darvi dei bonus speciali, o anche scendere sul campo di battaglia e combattere insieme a voi.

Questo si rivela molto utile nelle missioni in cui bisogna proteggere una persona o un luogo: si può, infatti, lasciare due o tre mostri potenti a fare la guardia mentre ci si avventura nella mappa alla ricerca dei portali da cui escono i nemici da sconfiggere. Attenzione, però, che ogni mostro ha un suo comportamento che andrà tenuto in considerazione: per esempio c'è chi fa la sentinella nel posto in cui lo abbiamo messo e chi si lancia contro i nemici, inseguendoli per la mappa ma abbandonando così la cosa che doveva proteggere.

L'unione dell'azione frenetica e della strategia legata all'uso delle medaglie, rende le battaglie sempre divertenti e mai ripetitive. Un risultato raggiunto anche grazie all'uso dei mostri provenienti dalla mitologia di Dragon Quest: dai famosi slime azzurri ai robot multizampe, dai giganteschi troll armati di clave ai colossi di pietra, quelle che ci si trova a dover affrontare sono armate colorate e molto varie, sia per aspetto che per tecniche d'attacco.

Questa varietà è probabilmente il motivo per cui il numero di mostri su schermo è inferiore a quello dei classici musou, ma la cosa è bilanciata da una maggiore resistenza dei nemici che richiedono ora più colpi per morire.

Nintendo: la strada per tornare al successo non è chiara Trascurare il 2016 è la scelta giusta? Nintendo: la strada per tornare al successo non è chiara
3

La mappa occupa troppo spazio, e quando appaiono finestre di dialogo, giocare può risultare difficile.

Tra un combattimento e l'altro vi ritroverete in una nave volante dove potrete parlare con i vari personaggi e proseguire nella storia, modificare la vostra squadra d'attacco e, soprattutto, fare tutte quelle cose che si trovano in un gioco della saga di Dragon Quest. Potrete, cioè, comprare armi e scudi dal muscoloso uomo mascherato a petto nudo oppure consultare l'elenco delle missioni secondarie disponibili. P

otrete spendere le minimedaglie per comprare oggetti speciali o ricette da usare con la pentola dell'alchimia. E potrete, ovviamente, spendere i punti che vi vengono dati a ogni passaggio di livello di un personaggio, aumentando così la sua forza o l'intelligenza, acquistare potenziamenti per le combo o gli incantesimi, e via così.

C'è così tanto da fare e vedere che resterete incollati al pad per decine di ore, soprattutto se volete completare tutte le quest secondarie o affrontare le versioni potenziate dei boss dei vari livelli.

Ci sono, ovviamente, anche dei difetti, sebbene siano pochi e non critici. Il più grosso è la pessima gestione dello spazio su schermo: la mappa in alto a destra non si può nascondere e anche nella sua versione più piccola è troppo grossa e copre troppo spazio. Se a questa aggiungete che ogni tanto appaiono finestre con personaggi che parlano, vi troverete nel bel mezzo di una battaglia con decine di mostri su schermo, molti dei quali però coperti.

Vediamo in azione Dragon Quest Heroes.

Un'altra cosa fastidiosa sono i dialoghi dei menù, lenti e ripetitivi come sempre succede nei Dragon Quest. Dover leggere lo stesso dialogo della suora quando si vuole salvare, o del barbaro quando si compra un oggetto, alla lunga stanca. Si possono accelerare premendo il cerchio ma è lo stesso tasto che si usa per il "no" e quindi a volte se si è impazienti si finisce per premere una volta di troppo e così ci si deve rileggere di nuovo il maledetto dialogo. Come detto, però, questo succede nei Dragon Quest fin dai primi capitoli della saga, segno che agli sviluppatori piace e probabilmente pure a molti fan.

Dal punto di vista tecnico non siamo di fronte a un titolo che fa gridare al miracolo per quanto riguarda la grafica ma lo stile del character design, molto semplice e colorato, aiuta a nascondere la cosa che quindi quasi non si nota. Più difficile, invece, non notare una certa povertà e ripetitività dei livelli ma anche qui sono solo aspetti secondari che non rovinano l'esperienza.

Infine c'è da segnalare che il gioco è completamente in Italiano per quanto riguarda i testi, mentre il parlato è in Inglese e Giapponese, ma i dialoghi nella nostra lingua sono spesso molto distanti da quelli inglesi, e danno l'impressione di essere un po' più poveri e imprecisi. Non si hanno comunque errori clamorosi, quindi nulla di cui preoccuparsi.

E arriviamo così alle considerazioni finali. Dragon Quest Heroes: L'albero del Mondo è semplicemente bello e divertente. La cosa che più colpisce è quanto sia un ottimo capitolo di Dragon Quest e, allo stesso tempo, un ottimo musou. Non è nemmeno troppo ripetitivo, nonostante la ripetitività sia una componente fondamentale di questo tipo di giochi, e garantisce decine di ore di vero divertimento! Lo consigliamo a tutti, anche a chi non abbia mai giocato a un Dynasty Warriors o a quelle persone che non conoscono nulla di Dragon Quest.

8 / 10

Dragon Quest Heroes: L'albero del Mondo - recensione Mattia Dal Corno Da RPG ad action, il passo è breve. 2015-10-13T17:00:00+02:00 8 10

Commenti (31)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!