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Just Cause 3 - recensione

Bastano grandi esplosioni a fare grande un gioco?

Just Cause ha in comune con Saints Row diversi elementi. Sono entrambe serie che agli albori sono state messe a confronto con Grand Theft Auto. Entrambe, però, ne sono uscite con le ossa rotte, ma hanno presto saputo trovare la loro ragione d'essere nel non prendersi sul serio, varcando quella sottile soglia che divide un "normale" videogame dall'essere un parco giochi fatto eccessi e follie. Il prodotto dei Volition ha seguito la strada dell'umorismo spinto e volgare, quello di Avalanche Studios dell'action game più sfrenato, dove esplosioni e acrobazie sono all'ordine del giorno.

Per questo terzo capitolo lo sviluppatore di Mad Max ha scelto di utilizzare la prima legge di CliffyB per lo sviluppo di un seguito, che recita così: "bigger, better and more badass". Dietro queste tre parole si nasconde il lavoro svolto da Avalanche, ovvero il cercare di potenziare e ingigantire tutto quello che Rico Rodriguez, questo il nome del protagonista, ha fatto in passato. Con quindi quintali di esplosioni, solo ancora più grosse e fragorose che in passato.

Questo processo è avvenuto attraverso la creazione di un enorme parco giochi dal nome di Medici, un arcipelago di isole dalla chiara ispirazione mediterranea (o meglio italiana) governate con il pugno di ferro da un dittatore di nome Di Ravello, un generale che dovrebbe somigliare a Stalin ma che ci ha ricordato più Peppone, il leggendario antagonista di Don Camillo.

In realtà la sua presenza è quasi accessoria. Non servono infatti grandi motivazioni per spingere Rico ad entrare in azione: basta una telefonata da parte di alcuni suoi amici di infanzia (il protagonista è infatti originario di Medici), e il simpatico cacciatore di dittatori irrompe con tutto il suo esplosivo carisma.

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La tuta alare vi consentirà di piombare dall'alto e dispensare caos.

Non passano nemmeno venti minuti dal primo avvio di Just Cause 3 che Rodriguez ha già esibito quasi tutto il suo repertorio, fatto di rampini, tute alari e tante, tante esplosioni. Dopo di che tutto o quasi viene lasciato nelle mani dei giocatori. L'intento di Avalanche è piuttosto chiaro: al posto di "imboccare" gli utenti con missioni preconfezionate e standardizzate da seguire in ordine pedissequo, ha dato loro una serie di pretesti per dare sfogo alle fantasie più esplosive.

Dopo le prime missioni nelle quali vi verrà rinfrescata la memoria sul complesso sistema di controllo, infatti, vi verranno dati pochi input su come proseguire, lasciandovi il pieno controllo della situazione. È questo il più grande limite ma anche la più grande risorsa di Just Cause 3.

Se giocato in maniera standard, infatti, il prodotto di Avalanche mostrerà tutti i suoi limiti, ovvero una ripetitività di fondo delle missioni che troppo spesso non vi chiederanno altro che liberare i vari paesi dalle armate di Di Ravello, una non profondissima gestione delle fasi di shooting con armi piuttosto abbozzate e non precisissime, e un modello di guida non proprio raffinatissimo, molto più simile a quello di Watch Dogs che a quello di GTA.

L'obiettivo di una missione è sempre chiaro ed evidente (molto spesso liberare un avamposto nemico), quello che è meno scriptato è il modo nel quale lo affronterete. Inizialmente avrete "semplicemente" a disposizione il vostro rampino e la tuta alare, grazie ai quali provare a imbastire delle tattiche di guerriglia. Ciò che dovrete fare sarà individuare un obiettivo dall'alto, raggiungerlo a tutta velocità grazie alla tuta alare, abbatterlo sfruttando gli elementi infiammabili nelle vicinanze e infine fuggire sui tetti utilizzando il rampino come propulsore e il parapendio per coprire lunghe distanze in volo e uscire dal cono visivo dei nemici. Tutto questo è da ripetere fino alla conquista dell'avamposto.

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Just Cause 3 non mancherà di fornirvi tantissimi mezzi con i quali mettere a ferro e fuoco Medici.

Già dopo poche missioni le opzioni a vostra disposizione si faranno più interessanti, dato che potrete piombare dall'alto non armati di un "semplice" mitra, ma a bordo di un elicottero completamente attrezzato, o bombardare tutto grazie ad uno dei caccia da combattimento disseminati per l'isola.

I più fantasiosi, però, continueranno a prediligere il rampino, eccezionale e duttile strumento di caos. Far esplodere un elicottero con un missile è un buon modo per liberarsi di fastidiosi inseguitori, ma legarlo ad un enorme botte piena di esplosivo e farlo precipitare verso di essa è decisamente più stiloso e appagante.

In questo modo Just Cause 3 si trasforma in una moderna caccia all'high score, nella quale l'importante non è fare una cosa, ma il come la si fa. E il punteggio che certifica ogni esplosione e le graduatorie online per ognuna di queste attività sono lì a spingervi continuamente ad andare oltre.

Letto in questo modo Just Cause 3 diventa un gioco dall'elevata complessità e che necessita, di conseguenza, di una notevole coordinazione tra l'occhio e le mani, per trovare il giusto tempismo col quale concatenare la combo rampino/parapendio/tuta alare o per agganciare l'oggetto giusto al momento giusto. I giocatori più abili saranno in grado di salire a bordo di un jet senza farlo atterrare o di attaccare la testa della statua di Di Ravello sotto un elicottero per usarla come palla di piombo e abbattere le strutture nemiche.

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Saper usare il rampino porterà il gioco su di un altro livello. Entrare al volo su di un elicottero o un jet ha un non so che di appagante.

Tutto questo ben di Dio ha due rovesci della medaglia, entrambi prettamente tecnici. Da una parte stona un po' la differenza tra gli elementi distruttibili e quelli che invece sono inamovibili, come muri di cemento e caseggiati che non si graffiano nemmeno riversandogli addosso tutto il piombo di Medici. Un po' di distruttibilità alla Red Faction, o come quella dei vecchi Battlefield, non avrebbe guastato.

Il secondo è che tutta questa fisica è in grado di mandare in crisi il motore grafico di Just Cause 3. La nostra esperienza si riferisce unicamente alla versione PC del gioco, provata su di una GeForce 780ti montata su di un AMD FX 8120 e 12GB di RAM. Dunque al momento non ci è possibile commentare quanto sta accadendo su console e quindi confermare o bollare come infondate le indiscrezioni che segnalano evidenti cali di framerate su entrambi i formati next gen, con addirittura caricamenti da 15 minuti su Xbox One. Sulle versioni console torneremo dunque nei prossimi giorni.

Attraverso Steam, però, nonostante una recentissima patch migliori la stabilità generale del framerate, Just Cause 3 in FullHD con tutti i parametri al massimo, in alcuni frangenti ha fatto fatica a mantenere i 30 fotogrammi al secondo, con picchi di 15 frame durante le scene più frenetiche. Il vantaggio del PC è che poi ognuno può trastullarsi con le tante impostazioni grafiche a disposizione e scendere a compromessi per avere una fluidità maggiore o raggiungere i 60 frame al secondo. Senza considerare che non sono ancora usciti driver GeForce o Radeon appositamente studiati per supportare il gioco e gestire in maniera più efficiente il carico di lavoro.

Sfortunatamente, però, lavorare con i settaggi non vi farà sfuggire a tutta una serie di bug più o meno gravi che ci è capitato di vedere o scatenare, con la conseguenza di rendere l'esperienza a tratti ingestibile per via di controlli che non rispondono agli input, telecamere impazzite, oggetti che s'incastrano e altri che esplodono o prendono il volo senza apparente motivo.

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L'arsenale di Rico è piuttosto vario, nonostante le meccaniche di shooting non siano perfette.

Just Cause 3 arriva dunque nei negozi in una forma non ancora del tutto matura e senza un'adeguata ottimizzazione che spesso va ad inficiare la godibilità stessa dell'esperienza. Siamo sicuri che nelle prossime settimane Avalanche e la community di Steam sistemeranno al meglio il codice di gioco esattamente come fecero con Just Cause 2, prodotto che ottenne persino una divertentissima modalità multigiocatore grazie agli sforzi di alcuni attivissimi fan, ma al momento la situazione non è ottimale.

Il materiale sul quale lavorare, però, c'è tutto. Medici, infatti, oltre a garantire una mappa molto vasta nella quale scovare decine di attività secondarie da portare a termine, come folli percorsi da seguire con la tuta alata, gare di distruzione e corse di vario genere, offre scenari molto vari e spesso di una bellezza sorprendente, con vigneti, campi fioriti e scogliere rocciose che si alterneranno sotto i vostri occhi. Discreto anche il doppiaggio in Italiano, che nonostante qualche problema di sincronia impreziosisce la versione del gioco che troverete nei negozi.

Just Cause 3 è un prodotto imperfetto, ma nella sua imperfezione è già in grado di regalare momenti di folle divertimento. Se amate le esplosioni e volete deciderne le dimensioni e il tempismo, Avalanche mette a disposizione gli strumenti grazie ai quali costruire tutti i propri giochi. Sempre che nell'arco delle prossime settimane gli sviluppatori si rimbocchino le maniche per sistemare le tante magagne che costellano il codice di gioco.

7 / 10

Just Cause 3 - recensione Luca Forte Bastano grandi esplosioni a fare grande un gioco? 2015-12-01T01:01:00+01:00 7 10

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