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Blood & Gold: Caribbean - recensione

Un galeone scricchiolante.

Immaginate di tornare indietro di qualche secolo, negli anni della conquista delle isole caraibiche, e chiedetevi chi siete veramente. Provenite da una famiglia nobile, o magari vostro padre era un semplice mercante? Oppure avete avuto la vita dura, ed avete scelto la strada del crimine sin da piccoli? Siete un abile spadaccino, un leader carismatico o uno scaltro commerciante? Queste sono le domande che Blood & Gold: Caribbean vi pone iniziando una nuova partita. Se tutto ciò vi suona familiare, probabilmente avete già giocato a Mount & Blade.

Blood & Gold: Caribbean è infatti, a tutti gli effetti, una total conversion di Mount & Blade: Warband, il noto sandbox medievale di Paradox, uscito qualche anno fa. I ragazzi di Snowbird Games hanno preso il motore di gioco, lasciando le anonime distese del fittizio mondo di Calradia, e l'hanno trapiantato nel bel mezzo dei nostri Caraibi, come intuibile dal titolo.

Se invece non avete esperienza con la serie di Paradox, allora la spiegazione si complica. In Mount & Blade i giocatori creano il proprio personaggio, sia a livello di estetica che di statistiche, e lo lanciano nel mondo di gioco. Non c'è un vero e proprio obiettivo, o una quest principale da seguire: starà a voi trovare il modo di sopravvivere, diventare ricchi ed abili nel combattimento, scrivendo la vostra storia. La stessa formula vale essenzialmente anche per Blood & Gold: Caribbean, precedentemente noto semplicemente come "Caribbean!", prima di essere rilanciato dagli sviluppatori con il nuovo prefisso, ad indicare una serie di aggiornamenti piuttosto corposi.

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L'aspetto tipico delle città caraibiche del gioco.

Dunque, come forse avrete intuito, B&G si presenta in maniera spartana. Le origini amatoriali del progetto sono subito chiare a partire dal menu principale, privo di troppi fronzoli ma comunque efficace nell'impostare l'atmosfera. La vostra esperienza di gioco cambierà piuttosto radicalmente in base al personaggio da voi creato. Partendo come un comandante al servizio di uno dei regni in gioco (come Spagna, Regno Unito, Olanda...) avrete vita facile, iniziando con una quantità dignitosa di dobloni, una nave decente ed un equipaggio già relativamente corposo.

Ciò renderà gli scontri iniziali contro i malcapitati pirati e contrabbandieri piuttosto facili, ed infatti questi faranno di tutto per fuggire da voi ed evitare il conflitto. Il giocatore può scegliere in che modo affrontare lo scontro: scenderete in mischia a fianco dei vostri commilitoni o darete gli ordini da una posizione sicura? O magari cercherete di evitare lo scontro, se la situazione lo permette?

Il combattimento in prima persona è una delle parti fondamentali di Blood & Gold: Caribbean, proprio come in Mount & Blade, e sinceramente non ci sono grandi novità sotto questo fronte. Le animazioni sono legnose, come ormai consueto, ma almeno il sistema di combattimento in mischia è ancora godibile. Utilizzando una lama, è possibile colpire e parare in quattro diverse direzioni (utilizzando il mouse o la tastiera), rendendo le schermaglie una questione di abilità e di strategia. Caribbean aggiunge anche le armi da fuoco, che però non sono una novità assoluta per la serie Mount & Blade.

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Ecco la visuale di gestione della città. Da qui potrete accedere agli edifici, riparare la nave o scendere in strada.

Quali sono dunque le novità più sostanziali del titolo, a fronte della sua controparte medievale? Quella più corposa è senz'altro il combattimento navale, in cui potrete controllare direttamente la vostra flotta in tempo reale. Qui siamo nel territorio dell'indimenticato Sid Meier's Pirates, e dovrete decidere da quale direzione affrontare i vostri avversari, tenere conto dei venti, e tentare una battaglia a distanza con i vostri cannoni oppure cercare, più rischiosamente, di abbordare la nave nemica e combattere faccia a faccia.

Le battaglie navali fanno la loro figura, ma prendere la mira con i cannoni è più un'impresa di fortuna che altro, dato che non ci sono mirini o altri indicatori. Dopo ogni scontro dovrete assicurarvi che la vostra flotta sia in buone condizioni, così come i vostri marinai e soldati. I soldi derivati dai saccheggi e dalle quest serviranno a pagare le riparazioni, a comprare munizioni e a rafforzare il vostro personale. Ovviamente le unità d'elite saranno disponibili solo con quantità ingenti di dobloni, ed agli inizi dovrete accontentarvi di personale meno specializzato.

Altra componente degna di nota è quella economica. A differenza di Warband, infatti, qui potrete dirigere la vostra impresa e cercare di arricchirvi facendo affari tra le varie città portuali che costellano la vasta mappa di gioco. Ogni città ha una serie di elementi strategici, come particolari commercianti o artigiani, ma bisogna dire che fondamentalmente gli insediamenti sono tutti più o meno identici. L'effetto fotocopia inizia a diventare prevalente una volta visitate 4-5 città, specialmente considerando che ogni insediamento è composto da un paio di strade, ed edifici standard come la taverna, il mercato, il municipio ed il forte.

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Un abbordaggio andato a buon fine...

Riassumendo, in Caribbean avrete una miriade di opportunità. Dal commercio alle quest dotate di più ramificazioni, dal combattimento in mischia ai lavori forzati - per apprezzarle in pieno dovrete giocare in pieno spirito sandbox, magari salvando solo quando uscite dal gioco, ed affidarvi alla sorte.

Ci sono però degli ostacoli da affrontare, prima di scoprire tutte le possibilità di gameplay offerte da B&G. In primis, senza girarci intorno, il titolo sembra tenuto insieme con lo scotch. Le modifiche apportate da Snowbird spingono ai suoi limiti il già vetusto motore di gioco, rendendo Caribbean più pesante del dovuto. I limiti del motore di Mount & Blade: Warband si fanno sentire, frenando notevolmente le ambizioni di Caribbean. Grafica ed animazioni lasciano a desiderare, e c'è ancora qualche bug di troppo (sebbene nessun bug critico abbia influenzato la recensione).

Il team di sviluppo ha senz'altro svolto il suo lavoro nel campo delle texture, tutto sommato dettagliate e relativamente ben fatte, ma l'aspetto grafico del titolo è comunque crudo. In ogni caso, i ragazzi di Snowbird si sono dati da fare nella realizzazione di B&G, ed è giusto che la loro dedizione venga riconosciuta, specialmente considerando la serie di aggiornamenti già pubblicati e quelli in cantiere, a prescindere dal lato tecnico del loro prodotto.

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Non una delle migliori serate in taverna...

Per quanto riguarda il sonoro, Caribbean si limita a fare il suo dovere, senza brillare o essere particolarmente terribile. La colonna sonora ha qualche pezzo decente (e la musica del menu principale è piuttosto divertente), anche se ci sono cali di qualità, con un paio di brani che sembrano imitare goffamente Final Fantasy VII.

Il sottoscritto non ha avuto modo di provare la modalità multiplayer del gioco, anche se i dati non sono molto incoraggianti. Al momento della scrittura ci sono quattro server attivi, con un gran totale di 0 giocatori connessi. Va detto che l'online è ancora in fase di rifinitura da parte degli sviluppatori, ma risulta difficile credere che ci saranno grandi quantità di giocatori, eccezion fatta per le comunità più appassionate.

Quindi, in conclusione, può Blood & Gold: Caribbean fare per voi? Dipende. Se siete dei veterani del gaming su PC, non vi lasciate intimorire da una presentazione datata e magari amate Mount & Blade, allora si, ci sentiamo di consigliarvelo nel caso vogliate un'esperienza piratesca. Se invece richiedete immersione ad ogni costo, grafica AAA ed azione esplosiva, guardate altrove. Con ogni probabilità il vecchio, scricchiolante galeone vi darebbe la nausea.

6 / 10

Blood & Gold: Caribbean - recensione Alex Franchini Un galeone scricchiolante. 2016-01-12T15:00:00+01:00 6 10

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