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Bombshell - recensione

Non chiamatelo Duke Nukem…

Quando Bombshell fu ideato, non aveva nulla a che vedere col prodotto che stiamo recensendo. Già, perché inizialmente si chiamava Duke Nukem: Mass Destruction. 3D Realms, la storica casa di sviluppo di Duke Nukem, commissionò infatti il progetto a Interceptor Entertainment. Qualche tempo dopo, Gearbox acquisì l'IP di Duke Nukem da 3D Realms, che navigava da anni in cattive acque, e proprio quando Interceptor si accingeva ad annunciare Duke Nukem: Mass Destruction si scatenò il putiferio.

Gearbox citò in giudizio Interceptor per violazione dei diritti di autore e lo sviluppatore fu costretto a rivedere gran parte del progetto. Il protagonista del gioco diventò la bella ma tosta Shelly "Bombshell" Harrison, che nel progetto originale aveva solamente un ruolo di supporto al Duca. Il titolo venne cambiato in Bombshell e presentato come un action shooter RPG con visuale isometrica, probabilmente ispirato ai mostri sacri del settore, Diablo e Torchlight.

Ma veniamo alla trama: un attacco alieno colpisce la Casa Bianca il 4 luglio (Independence Day?), il Presidente degli Stati Uniti viene rapito e portato in un altro mondo. Shelly, abile artificiere, in seguito a un incidente perderà un braccio al cui posto verrà impiantata una protesi bionica che può trasformarsi in armi di vario tipo. Le viene anche offerto un nuovo lavoro, ossia aiutare la GDF (Global Defense Force) a salvare il Presidente e a sterminare la minaccia aliena.

Iniziando dunque la spedizione nei panni di Shelly, utilizzeremo un portale per andare alla ricerca del Presidente; ci troveremo ad attraversare diversi mondi alieni, eliminando ogni pixel in movimento che si opporrà al nostro cammino utilizzando il braccio bionico e, ovviamente, le bombe. Bombshell, è un gioco che tenta di fondere più generi in uno e pur adottando un'impostazione da action RPG con visuale isometrica, la possibilità di saltare aggiunge una componente platform. Per spostarci tra le varie aree spesso dovremo compiere dei salti abbastanza rischiosi, che se non calcolati bene ci faranno cadere nel vuoto, nella lava o nell'acqua gelida, con conseguente morte dell'affascinante eroina.

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Shelly 'Bombshell' Harrison non sarà il Duca, ma sa ugualmente il fatto suo.

Uccidendo i nemici otterremo due tipi di ricompense: punti esperienza e loot, limitato a denaro, munizioni e medkit, una scelta che troppo minimalista visto il genere del gioco. Il denaro potrà essere utilizzato per acquistare munizioni e potenziamenti per le armi, come vedremo più avanti. I punti di esperienza, invece, serviranno ad incrementare le statistiche e sbloccare poteri di varia natura.

Inizialmente si potrà scegliere di spenderli per aumentare la salute massima, la resistenza dell'armatura o l'energia (una barra che serve a utilizzare i poteri). Tra i poteri disponibili alcuni hanno funzione difensiva, altri invece scateneranno sui nemici attacchi molto potenti, al prezzo però di un rapido consumo della barra di energia. Qui emerge l'elemento RPG, poiché ogni potere può essere potenziato ed essendo i punti di esperienza sempre in quantità limitata bisognerà scegliere con estrema cautela come investirli.

Per quanto riguarda l'arsenale a disposizione di Shelly non c'è da lamentarsi. Le armi saranno tante e di varia natura, spaziando dalla piccola minigun a mitragliatrici pesanti, lanciafiamme, lanciarazzi e quant'altro. Ogni arma potrà essere sviluppata e sarà dotata di una modalità di fuoco primario ed una di fuoco secondario. Si potrà scegliere tra due rami di potenziamento per ciascun'arma, con l'uno che escluderà automaticamente l'altro.

Un ramo predilige colpi potenti mentre l'altro colpi ad alto rateo di fuoco: starà quindi a voi e al vostro stile di combattimento scegliere come investire i vostri soldi, fermo restando che alcune armi saranno più adatte di altre per alcuni tipi di nemici, e munirsi di un arsenale bilanciato sarà quasi sempre una scelta più che conveniente. L'arma però forse più distintiva per Shelly (e spesso quella che vi tirerà fuori dalle situazioni più problematiche) è però rappresentata dalle bombe che, dotate di ricerca teleguidata, sono capaci di far saltare in aria diversi gruppi di nemici e di eliminare in un sol colpo le unità elite.

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Il pianeta Kyron, consumato dalla stella attorno a cui orbita, offre scenari niente male.

In aggiunta potremo contare su un fido robottino companion chiamato Amiga. È dotato di un mini cannone, anch'esso potenziabile, ma il suo ruolo principale sarà di guidarci attraverso il nostro cammino con consigli e approcci alle missioni, e assumerà anche un ruolo chiave nella risoluzione di alcuni puzzle.

Fin qui tutto bello ma come si traducono queste meccaniche? Purtroppo il problema fondamentale di Bombshell è che risulta spesso noioso. Il gioco è diviso in quattro grandi mondi, ognuno caratterizzato da un design differente e diviso in varie aree. Al variare delle aree, però, il design dei livelli rimarrà pressoché identico.

I nemici che tenteranno di ostacolare la nostra missione non sono molto variegati, se ne contano quattro o cinque tipi al massimo per ogni mondo, e la loro IA lascia a desiderare. Capiterà a volte che rimangano impalati senza attaccarci o che fuggano dandoci le spalle, diventando così bersagli fin troppo facili. In altre occasioni degli alieni dotati di jetpack, nell'intento di sfuggire ai nostri attacchi o di tentare un'incursione alle spalle, cadranno nei burroni, suicidandosi. Davvero buffo.

Per superare le varie aree ci saranno dei puzzle da risolvere, spesso piuttosto banali e tediosi. Ad esempio bisognerà collezionare un set di rune per sbloccare il meccanismo di apertura di una porta. Il problema è che la ricerca di questi elementi ci imporrà spesso di tornare in zone già precedentemente esplorate (backtracking), e poiché una volta uccisi i nemici non ricompariranno, il più delle volte saremo costretti a vagare da soli in mezzo al nulla.

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Il lanciafiamme sarà molto utile contro i guerrieri di ghiaccio.

Ma c'è di più: la mini mappa risulta poco utile visto che non si può variare il livello di zoom. Viene offerta la possibilità di visionare una mappa più ampia in sovrimpressione ma in alcune aree non si può consultare nella sua interezza. Gli obbiettivi indicati sulla mappa risultano spesso poco chiari e a volte indicheranno la posizione in cui dovremo recarci solo successivamente, facendoci spesso girare a vuoto prima di capire che bisognava andare da tutt'altra parte.

Il sistema di salvataggio consiste di checkpoint e non sarà possibile salvare manualmente, né caricare il gioco da un mondo precedente. Quando Shelly muore vengono offerte tre possibilità: ricominciare dall'inizio del livello, caricare dall'ultimo checkpoint oppure dal punto respawn. Quest'ultima possibilità ci permetterà di non riaffrontare i nemici uccisi fino al momento del trapasso: utile? Non proprio, poiché questo vantaggio ci verrà offerto pagando il 5% del denaro di cui disponiamo ed in situazioni in cui si muore frequentemente è facile perdere ingenti guadagni.

Gli sviluppatori hanno poi deciso d'includere la possibilità di compiere delle esecuzioni. A volte, quando uccidiamo un nemico, rimarrà agonizzante e avvicinandoci entro un periodo di tempo abbastanza breve, assisteremo a una sequenza in cui Shelly gli infliggerà il colpo di grazia. Ogni esecuzione risulterà in un bonus esperienza, purtroppo di entità trascurabile, e dopo aver visto tutte le animazioni avrete poche ragioni per interrompere la battaglia. Oltretutto le esecuzioni non sono ineccepibili, visto che spesso anche cliccando il tasto apposito al momento giusto non succede proprio nulla.

Prima di completare un mondo ci saranno dei boss come ultimo ostacolo. La loro difficoltà non è elevata e dopo un paio di tentativi sarà facile capire le loro meccaniche, spesso prevedibili. In alcuni casi sarà persino possibile evitare ogni attacco trovando delle comode zone nelle quali non riusciranno a colpirci.

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Il Bubble Shield sarà un potere fondamentale contro i mech dei livelli avanzati: costituirà una valida difesa ma sarà utile anche in attacco, con le sue scariche EMP.

Passando all'aspetto tecnico, il gioco è sviluppato col sempreverde Unreal Engine 3. Nonostante la visuale top-down, Bombshell è graficamente gradevole con tutti i dettagli al massimo. Sono state implementate anche alcune tecnologie esclusive per GPU nVidia come l'occlusione ambientale HBAO+ e nVidia Destruction per abilitare effetti particellari e di turbolenza. Chi non dispone di una GPU adatta potrà comunque abilitare l'occlusione ambientale semplificata. Alcuni level design sono veramente ben curati, con effetti d'illuminazione, riflessi in quantità, tempeste di sabbia e di ghiaccio davvero ben realizzate.

Bombshell non è molto pesante: la macchina su cui lo abbiamo provato, equipaggiata con un quad core Intel di qualche generazione fa, con 8GB di RAM e GPU nVidia GTX 660 da 2GB, è riuscita a farlo girare a dettagli alti con filtri a risoluzione fullHD , ottenendo un frame rate oscillante tra i 40 e 60 fps. Il motore grafico è comunque abbastanza scalabile e permette di giocare anche su configurazioni anche meno corazzate.

Al momento della recensione abbiamo tuttavia sperimentato alcuni bug e problemi tecnici. Oltre a quelli già citati ne abbiamo riscontrati di ben più gravi, come crash del gioco, del driver video o addirittura freeze dell'intero sistema. Ci auguriamo dunque che Interceptor Entertainment risolva tutto con delle patch future.

Un aspetto ben riuscito del gioco è invece la colonna sonora, che si adatta perfettamente alle atmosfere dei vari mondi. Spazia dal rock all'heavy metal fino alla musica mediorientale. Non si può dire lo stesso del doppiaggio: talvolta Shelly dopo un'uccisione si sfogherà con delle esclamazioni che, sfortunatamente, sono ben poche e risulteranno presto ripetitive.

Per completare Bombshell serviranno circa 25 ore ma dedicandosi a tutte le missioni secondarie si arriverà facilmente a 30. Una volta completato il gioco, sarà possibile ricominciare l'avventura con tutti i potenziamenti e le abilità già sbloccate, potendo scegliere anche un livello di difficoltà maggiore. In questo modo avremo un'occasione per sviluppare armi e abilità che abbiamo trascurato nella prima run, ma sarà l'unico stimolo (forse non sufficiente per molti) a ripetere l'avventura, poiché i dungeon non sono generati casualmente, come avviene in altri titoli dello stesso genere.

In definitiva Bombshell avrebbe potuto essere interessante ma non è riuscito a superare i traumi che ha subito fin dal suo concepimento. Ha voluto abbracciare più generi senza convincere in nessuno di essi, risultando un prevedibile, piatto e a tratti noioso. Una modalità multiplayer cooperativa avrebbe forse aiutato a rendere l'esperienza più divertente, ma purtroppo non c'è e pertanto non ci resta che consigliare l'acquisto di Bombshell ai soli appassionati del genere. Magari approfittando di un forte sconto.

5 / 10

Bombshell - recensione Marco Procida Non chiamatelo Duke Nukem… 2016-02-09T12:30:00+01:00 5 10

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