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The Legend of Zelda: Twilight Princess HD - recensione

Il crepuscolo arriva su Wii U con un remake convincente.

Per capire quanto The Legend of Zelda: Twilight Princess fosse atteso basta tornare a vedersi il video, quel video. Siamo nel 2004 (e già qui viene un coccolone per tutti gli anni che sono passati), a Los Angeles, e sul palco della conferenza Nintendo compaiono le immagini di un paesaggio bucolico, raggi di sole tra gli alberi, poi un temporale scrosciante e la platea che incomincia a rumoreggiare. È sui cavalieri che galoppano al tramonto che i più hanno già capito, ma con quel rapido flash di Link che arriva a cavallo con la spada sguainata la gente si alza in piedi, i giornalisti cominciano a urlare, e da lì è tutto un tripudio di incontenibile di gioia che culmina con l'apparizione sul palco di Miyamoto in persona, armato di Hylian Shield e Master Sword a sbracciarsi come un bimbo.

The Wind Waker era piaciuto, sì, ma tutti chiedevano a gran voce l'arrivo di un capitolo di Zelda dalle atmosfere più adulte, dall'estetica più realistica, e Nintendo rispondeva coi toni addirittura crepuscolari di Twilight Princess. Col senno di poi in molti hanno rivalutato il capitolo in cel-shading, la sua genuinità e quell'atmosfera di sincera contentezza che solo i bambini hanno, ma faremmo un torto a Twilight Princess a tacere delle decine e decine di ore che ci ha rubato nel 2006, quando è uscito a cavallo tra Gamecube e Wii.

La coppia Wind Waker - Twilight Princess è formata da due caratteri agli antipodi: scanzonato e burlone il primo, serioso e drammatico il secondo. Un mondo devastato ma allegro e canterino nel primo, e il crepuscolo che come il Nulla vuole mangiarsi tutto nel secondo. La storia la sapete in realtà, e se avete già giocato all'ottimo remake di Wind Waker su Wii U allora diciamolo anche subito che Twilight Princess è l'ovvio passo successivo. O almeno è ovvio visto che il nuovo Zelda ancora è lontano all'orizzonte.

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Mettete da parte i Wiimote, non sono compatibili con questo remake dove torniamo a vedere un Link mancino.

Se avete un Wii U già sapete che gli ultimi mesi non sono stati esattamente spumeggianti, quasi crepuscolari in un certo senso, e allora tanto vale andare con la corrente e imbracciare lo spirito di questa riedizione che non si ferma all'alta definizione ma, come avete visto leggendo l'analisi del Digital Foundry di The Legend of Zelda: Twilight Princess HD, non ha paura di andare a toccare le texture e gli effetti: notevolmente ridisegnate le prime, e più precisi i secondi.

Se l'impatto non è da bocca aperta come nel caso del precedente remake, ma del resto lo stile grafico dai tratti semplici di Wind Waker era perfetto per essere portato in HD, il risultato è comunque notevole, soprattutto se si tornano a guardare le immagini del 2006. La nostra mente fa un ottimo lavoro quando decide di confonderci i ricordi, e quella beltà grafica che vediamo se pensiamo all'originale è più che altro frutto dell'upscaling che monta di default la memoria umana, e che imbellisce i 640x480 pixel che si illuminavano sui nostri tubi catodici.

Il video confronto che vi abbiamo mostrato nel pezzo del Digital Foundry parla da sé, e lasciamo a quelle righe i dettagli dell'analisi tecnica; qui possiamo solo rimarcare la qualità del lavoro di rimasterizzazione che riesce ad attualizzare una grafica che effettivamente subisce il peso degli anni.

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L'epicità di certi momenti è intatta, anche grazie all'ottimo lavoro su texture e interfaccia.

In buona tradizione Nintendo le migliorie non si limitano alla semplice tecnica ma vanno a toccare il gameplay per rendere anche quello più al passo coi tempi, limando soprattutto gli aspetti che risultavano già macchinosi all'epoca, e per il pubblico di oggi sarebbero a un passo dall'insopportabile. Ancora una volta dobbiamo fare il paragone con Wind Waker HD, e ancora una volta la precedente operazione di remake sembra uscire vincitrice dal confronto.

In Twilight Princess le modifiche ci sono, ma sono meno drastiche forse anche perché già all'epoca era stato fatto tesoro delle opinioni dei giocatori, e l'intera esperienza filava piuttosto liscia senza intoppi particolari. A pensare ad una fase particolarmente tediosa viene in mente la caccia alle Gocce di Luce, che infatti è stata puntualmente addolcita riducendone il numero.

Altra novità è il diverso bilanciamento delle Rupie, ma qui non è ben chiaro se sia arrivato prima lui o se il nuovo dungeon che si sblocca con l'Amiibo di Link Lupo sia stata la spinta a rimodellare l'economia del gioco. Il dungeon di cui parliamo, che proprio un dungeon non è, è in realtà una serie di stanze piene di nemici che si sbloccano via via che si procede lungo la storia principale. Sconfiggendoli tutti, arrivando alla fine, si ottiene un porta Rupie capace di contenerne la bellezza di 9999.

Una capienza tale ha riequilibrato tutti i porta Rupie già presenti nel gioco, ma come dicevamo non sappiamo se prima sia nata l'idea di aumentare il loot delle Rupie (che ora dalle casse non scompaiono più se non abbiamo spazio per raccoglierle, ma tornano lì ad aspettare un nostro secondo passaggio), o se prima sia stato inserito il nuovo porta Rupie e da lì sia nata l'esigenza di aumentarne il numero. Il succo è che in questa riedizione siamo più ricchi che mai.

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Zant si riconferma uno dei nemici più carismatici della serie, con quel suo ambiguo ghignetto.

La sequenza di stanze si sblocca con l'Amiibo di Link Lupo, ma l'impressione è che non sia un'aggiunta imperdibile. Per fortuna la statuetta è interessante da sé, tra le più belle mai realizzate da Nintendo, e il nuovo dungeon è un piacevole di più . Anche gli altri Amiibo dei personaggi della serie hanno un effetto sul gioco ma, di nuovo, non si tratta di niente di stravolgente. Link e Toon Link riempiono la nostra faretra virtuale, Zelda e Sheik riempiono i nostri cuori, mentre Ganondorf attiva la modalità più difficile, con cuori ridotti e danni aumentati.

Se invece volete affrontare il gioco nella sua versione più cattiva, alla creazione di una nuova partita è possibile selezionare la modalità eroica per giocare con danni raddoppiati e senza cuoricini sparsi tra erba e cespugli. La necessità di tenere d'occhio la propria vita con maggiore attenzione rende il combattimento del gioco decisamente più ragionato, ed esalta la profondità che è possibile raggiungere sfruttando le tante mosse di Link e la forza di Link Lupo.

Azzuffarsi a Hyrule non è mai stato così cristallino, poi, grazie all'alta definizione che ripulisce lo schermo dai menù, rendendoli notevolmente più chiari rispetto a quanto ricordassimo dal gioco originale. Anche la possibilità di avere la mappa e i menù su Wii U Gamepad permette di gestire con maggiore comodità gli spostamenti, e la Lanterna Spettrale (un oggetto nuovo di zecca) darà una bella svolta alla caccia alle anime di spettro, che tanto ci avevano fatto penare nel 2006. Completano il pacchetto di novità gli immancabili timbri per personalizzare i post sul Miiverse: ce ne sono a decine e sono come al solito molto carini, anche se non proprio indispensabili.

Valutare un remake come Twilight Princess HD non è molto semplice: da un lato mancano stravolgimenti nel gameplay che lo rendano notevolmente diverso dall'originale, dall'altro non siamo di fronte ad un mero cambio di risoluzione, visti gli ammodernamenti qua e là. Si tratta senza dubbio di un acquisto obbligato per gli utenti Wii U che non l'hanno mai giocato, ma cosa consigliare a chi invece ha già spolpato l'edizione Wii o Gamecube?

Se da un lato sono comunque passati dieci anni dall'originale, e tornare a visitare un'Hyrule che abbiamo amato è sempre un piacere, soprattutto se abbiamo solo un Wii U a nostra disposizione e non vediamo l'ora di accenderlo, dall'altro non mancano i giocatori che ricordano per filo e per segno quanto fatto su Gamecube (soprattutto, visto che quella è l'edizione di riferimento per questo remake) e Wii.

La risposta al domandone da un milione di Dollari (o 59,99 Euro per essere più precisi) allora non potete che trovarla voi. Il nostro consiglio è di valutare bene il vostro grado di amore per l'originale e il vostro calendario di marzo: se non avete molto da giocare e siete alla ricerca di ottimo titolo capace magari di farvi viaggiare indietro fino al 2006, la risposta migliore è probabilmente The Legend of Zelda: Twilight Princess HD.

8 / 10

The Legend of Zelda: Twilight Princess HD - recensione Alessandro Arndt Mucchi Il crepuscolo arriva su Wii U con un remake convincente. 2016-03-01T15:00:00+01:00 8 10

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