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World of Tanks PS4 - recensione

Le divisioni panzer invadono la console Sony.

Se cinque anni fa ci avessero detto che World of Tanks sarebbe diventato uno dei titoli free to play più giocati di sempre, avremmo fatto una certa fatica a crederci. E invece gli sviluppatori russi di Wargaming.net ci hanno visto giusto, andando a occupare una nicchia di mercato che poi tanto nicchia non era visto che dal 2012 stanno realizzando fatturati in grado di generare profitti nell'ordine delle centinaia di milioni di dollari.

Un successo meritato alla base dello sviluppo di altri due giochi molto validi come World of Warplanes e World of Warships che abbiamo premiato entrambi con valutazioni molto alte in occasione di entrambe le recensioni.

Dopo la versione PC e quelle console della vecchia generazione, l'estate scorsa World of Tanks è stato portato su Xbox One e qualche settimana fa è toccato alla versione PS4, che ricalca da vicino l'infrastruttura di quelle già presenti sul mercato. Ad uso e consumo di chi non conosce il gioco, vi invitiamo a una rilettura della recensione di World of Tanks per PC, visto che nella sua struttura di base il gioco non è cambiato molto. Si tratta di uno scontro multigiocatore tra due formazioni di carri armati della Seconda Guerra Mondiale su mappe predefinite in cui lo scopo ultimo è quello di eliminare la fazione avversaria o catturando la base nemica posizionandosi con uno o più corazzati sotto la sua bandiera.

Il trailer ufficiale di World of Tanks per PlayStation 4.

Le modalità introdotte con gli aggiornamenti successivi rispetto alla versione 1.0 sono state numerose: in particolare spiccano Fortezza e Predominio, come varianti della battaglia standard, ma le meccaniche alla fine sono sempre le stesse che abbiamo appena citato. Altri miglioramenti sono arrivati sul fronte multiplayer, ora è infatti possibile entrare sui server con un gruppo di quattro amici per affrontare la battaglia come un vero e proprio plotone.

Per farlo tuttavia si devono schierare carri dello stesso tipo: una conseguenza del sistema di matchmaking che, a differenza delle prime versioni, ora crea schieramenti bilanciati a seconda dei partecipanti. È anche possibile provare tattiche multigiocatore creando sessioni vuote in cui studiare le mappe e i movimenti di fuoco e copertura o allenarsi in solitario all'interno di un poligono con bersagli statici di vario genere.

Una volta terminato il tutorial che spiega i fondamenti del combattimento e dell'hud, si viene portati nell'officina che fa da base per la preparazione delle sessioni di gioco. Il menu è decisamente più leggibile rispetto alla versione PC originale, grazie a una grafica migliore e icone più grandi, ma rimane una certa complessità di base nel leggere l'albero tecnologico delle varie nazioni. Non è infatti possibile accedere subito a tutti i mezzi proposti ma si deve giocare per accumulare esperienza e sbloccare i tank di livello inferiore e relativi potenziamenti per arrivare a quelli di livello superiore.

Questo significa analizzare una grossa schermata ed entrare nei sottomenu di ogni veicolo per farsi un'idea di dove si potrà arrivare giocando. La progressione vale solo per determinate famiglie di corazzati e per quella nazione. Sbloccare tutti i carri americani ad esempio è un obiettivo a lungo termine molto impegnativo, ma l'idea che per fare la stessa cosa con tedeschi e russi si dovrà ogni volta ripartire da zero, potrebbe scoraggiare i più.

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Usare un carro veloce per puntare un nemico e avvicinarsi fin sotto la bocca del cannone è una tattica efficace ma rischiosa, come ha potuto costatare questo rottame fumante.

Una mancanza di questa versione PS4 riguarda le fazioni attualmente disponibili: nella versione PC sono otto le nazioni presenti con il loro parco blindati praticamente al completo. Per il momento la versione PS4 si limita ad americani, russi, tedeschi e inglesi ma, come per la versione Xbox One, altre arriveranno con il passare dei mesi. Fortunatamente la qualità e l'alto numero di carri presente non fa pensare troppo a questa mancanza che già con l'arrivo dei blindati inglesi negli scorsi giorni si è ulteriormente ridotta.

Completo è invece il sistema di potenziamenti dell'equipaggio, consumabili da usare in battaglia come kit di riparazione o medicazione e tutti quegli equipaggiamenti extra che danno un aumento prestazionale al nostro mezzo sotto varie forme: velocità di ricarica, acquisizione bersagli, rotazione torretta, mimetismo, capacità d'individuazione del nemico e molto altro.

Qui entra in gioco il sistema economico di World of Tanks: la valuta principale sono le monete d'argento ottenibili in multiplayer con le vittorie di round, meglio se impreziosite da prestazioni di rilievo grazie a molte kill. Queste permettono di comprare carri nuovi e potenziarli o dotarli di consumabili e arrivare ad acquisire quelli di classe superiore. Giocando si accumula anche esperienza tecnica, spendibile sul carro con cui si è ottenuta ma anche la più preziosa esperienza bonus da usare su tutto il garage in proprio possesso.

La vera differenza la fanno tuttavia le monete d'oro acquistabili in pacchetti solo sullo store ufficiale o ottenibili in occasione di eventi particolari: con l'oro è possibile accedere a carri particolari preclusi a chi accumula solo monete d'argento giocando, ma soprattutto equipaggiamenti di classe superiore. A fare la differenza tra i giocatori paganti e gli scrocconi del Blitzkrieg sono soprattutto i pacchetti di riparazione veloce e cura dell'equipaggio. Affrontare un giocatore pagante dotato di questi bonus ci metterà sempre in una condizione di svantaggio ed è questo l'elemento che negli uno contro uno riesce a fare una certa differenza.

La grafica di World of Tanks è ben fatta e come quella Xbox One segna un netto miglioramento anche rispetto a quella PC originale.

Parte di questa disparità viene livellata dal fatto che molti carri performanti sono accessibili giocando a lungo e vincendo molti scontri per accumulare un patrimonio d'argento necessario ad ottenerli. Anche le tattiche vincenti che prevedono un coordinamento efficace tra gruppi di carri contribuiscono ad attenuare questi vantaggi che comunque nell' uno contro uno sono rilevanti. Sempre sullo store di Wargaming.net è possibile acquistare anche pacchetti Premium che per un periodo di tempo variabile permettono di accumulare esperienza a un ritmo più elevato, sbloccando quindi i mezzi dell'albero tecnologico più rapidamente.

Questo ci porta al gameplay di World of Tanks, che su PS4 non è cambiato di una virgola rispetto all'originale e che vive delle differenze dei vari mezzi e delle tattiche che replicano molto bene quelle del reale combattimento tra corazzati. Come detto in apertura, il sistema di matchmaking fa un ottimo lavoro nel creare squadre bilanciate per equipaggiamento e skill dei giocatori. Con un minimo di prudenza, anche chi guida veicoli di basso valore ha la possibilità di fare la differenza senza essere impallinato a trenta secondi dall'inizio del round.

Imparare a sfruttare le coperture di edifici, vegetazione e scollinamenti è fondamentale per colpire di sorpresa, così come effettuare aggiramenti e attaccare il nemico dove la blindatura è inferiore ovvero la parte posteriore. Altrettanto fondamentale è capacità di coordinarsi, anche grazie al sistema di chat vocale integrato, con altri giocatori per scardinare le difese più ostiche, generalmente affidate alle unità più robuste.

Oltre a entrare sui server in solitario, c'è la possibilità di creare un plotone con alcuni amici, e in questo caso si ha il vantaggio di potersi suddividere i ruoli non solo per coprirsi l'un altro quando iniziano a volare le cannonate, ma soprattutto per trarre il meglio dalle caratteristiche delle varie tipologie di mezzi che il gioco propone. È presente una vasta selezione di carri a seconda del ruolo ricoperto: quelli leggeri e veloci sono ideali per le ricognizioni, mentre quelli pesanti per presidiare zone critiche della mappa o per sfondare difese particolarmente ostiche. Quelli medi sono ottimi tuttofare multiruolo e in genere sono i più utilizzati. Particolari sono i semoventi d'artiglieria, capaci di bombardare sulla lunga distanza superando ostacoli quali edifici e colline per colpire nemici in postazioni sopraelevate o ben riparati.

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World of Tanks è caratterizzato da un sistema mimetico e di avvistamenti coordinati molto efficace. Usare la vegetazione per non farsi individuare è essenziale.

Il controllo del blindato nei suoi elementi fondamentali non è complicato e il DualShock, grazie alle due levette analogiche, ben si presta al direzionamento dei cingoli e alla rotazione della torretta; il layout standard dei comandi permette di padroneggiare molto bene ogni mezzo e una volta fatta la dovuta pratica con il sistema di zoom e di attivazione dei consumabili, si è già sull'ottima strada per diventare carristi provetti. La natura arcade di World of Tanks facilita lo spostamento del carro e la rotazione della torretta: l'unico aspetto su cui si deve fare un po' di pratica è la balistica delle cannonate a seconda del mezzo utilizzato, ma non ci vuole molto ad abituarsi a sparare da fermi.

Il difficile arriva quando si spara in movimento e sui server si vedono spesso giocatori capaci di centrare avversari al volo sulla lunga distanza. Continuando a fare esperienza si acquisiscono altre malizie, come la capacità di capire qual è la strada più sicura per raggiungere una determinata zona o come posizionarsi per colpire al meglio il nostro avversario in base al tipo di carro affrontato e alla blindatura.

Dopo una settimana piena di Blitzkrieg, possiamo serenamente affermare che World of Tanks in versione PS4 si conferma un ottimo titolo free to play, indubbiamente migliore di quanto non fosse stata la versione PC al momento del lancio. Ma si tratta di una conseguenza ovvia degli aggiornamenti pubblicati sulle varie piattaforme nel corso degli anni e sul bilanciamento ottenuto grazie ai dati ottenuti da centinaia di migliaia di partite ormai disputate sui server di Wargaming. Rimangono quindi i punti di forza di un gioco immediato e divertente, ma che può arrivare a livelli di profondità tattica inattesi a dispetto della sua facilità d'utilizzo dovuti al teamplay, alle belle mappe e alla grande varietà del parco blindati.

I difetti sono i soliti: lo sbilanciamento non eccessivo ma tangibile tra giocatori paganti e carristi a sbafo in particolare sugli equipaggiamenti di riparazione e medikit, un sistema di progressione che mescola valute, esperienza tecnica e oro sicuramente da snellire e una complessità dell'albero tecnologico dei potenziamenti e dei carri acquistabili che potrebbe scoraggiare i giocatori più casuali durante le prime battute.

Arrivare a sbloccare il Tiger 1 è lungo e complicato ma dimenticherete tutta la fatica fatta alla prima cannonata che sparerete.

L'unica vera differenza con quanto si può giocare su PC è l'assenza iniziale dei carri di Francia, Giappone, Cina e Cecoslovacchia che arriveranno con gli aggiornamenti successivi. Ma a parte questo, non ci sono altre controindicazioni nel consigliarvi il download di World of Tanks in versione PS4; molti penseranno che a carro donato non si guarda in bocca (del cannone), ma la qualità e quantità del divertimento che il titolo di Wargaming offre anche sulla console Sony è tale da giustificare tranquillamente anche un investimento di una ventina di euro per rendersi la vita un pò più facile nelle fasi iniziali.

Arrivare rapidamente a sbloccare un paio dei migliori tank di livello intermedio e rendere le partite meno frustranti e più varie rispetto a chi parte da zero senza un soldo, potrebbe essere una buona soluzione per attraversare la fase di apprendimento, soprattutto per evitare la frustrazione dell'inevitabile inferiorità tecnica rispetto a chi gioca già da qualche tempo.

8 / 10

World of Tanks PS4 - recensione Matteo Lorenzetti Le divisioni panzer invadono la console Sony. 2016-03-05T10:15:00+01:00 8 10

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