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Hearthstone: I Sussurri degli Antichi Dei - recensione

I tentacoli maligni si allungano sul gioco di carte Blizzard.

È notte, e il chiarore della città filtra a malapena attraverso le tende. Nel silenzio, una voce lontana mormora: 'Hai chiuso il gas? Hai controllato la porta di casa? Sei sicuro di non aver lasciato la macchina sulle strisce blu?'

Si dice che i Sussurri Degli Dei Antichi possano far impazzire le persone. Di certo riempiranno ulteriormente le già ricche tasche di Blizzard, che in Hearthstone ha trovato una vera gallina dalle uova d'oro, e molto probabilmente getteranno lo scompiglio nei cuori dei giocatori del free to play (non chiamatelo pay 2 win).

Eh sì, perché con i Sussurri Degli Dei Antichi, il terzo set di carte aggiuntive 'robusto' (dato che contiene 134 carte contro la trentina abbondante delle espansioni-avventura), Blizzard cambia le carte in tavola introducendo il doppio formato Standard e Selvaggio, andando ad affrontare di petto una questione che alcuni giocatori stavano cominciando a porsi.

Descrivere la soluzione è facile, ma non altrettanto semplice è la descrizione del problema. Il formato Selvaggio è sostanzialmente Hearthstone come lo abbiamo giocato sino a oggi, mentre Standard prevede che si possano utilizzare solo le carte del set base più le espansioni pubblicate nell'anno corrente o nell'anno precedente.

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C'Thun, il protagonista indiscusso dell'espansione nonché gentile omaggio di Blizzard a tutti i giocatori.

Se avete seguito i vari aggiornamenti sin qui, saprete già che con la pubblicazione di questa espansione 'ci salutano' La Maledizione di Naxxramas e Goblin Vs Gnomi. Se tutto prosegue con il solito ritmo, nell'aprile del 2017 perderemo il Massiccio Roccianera, il Gran Torneo e la Lega degli Esploratori. Insomma, il formato Standard rappresenterà l'Hearthstone 'contemporaneo' mentre il formato Selvaggio continuerà a godere dell'accumulo delle carte di tutte le espansioni.

Questo è il 'cosa', ma il 'perché'? L'introduzione del formato Standard aiuta Blizzard in molti modi diversi. Innanzitutto, i nuovi giocatori trovano un ambiente in cui è molto più facile entrare e diventare presto competitivi (servirà sicuramente mettersi in pari con le carte, ma non sarà necessario completare tutti i set passati), e poi eliminando le carte del passato a ritmo costante ci saranno meno paletti per la creazione delle nuove.

Per capirci meglio, se al mago aggiungono una o due carte da danno diretto ogni espansione, arriverà il momento in cui potremo comporre tutto il mazzo solo di carte da sparare in faccia all'avversario (non che ora...). Inoltre le interazioni dopo un po' tendono a diventare troppe e troppo imprevedibili, costringendo a valutare infiniti incroci prima di poter introdurre un nuovo effetto, limitando così il design del gioco.

La chiara intenzione di Blizzard è quella di spostare l'attenzione sul formato Standard soprattutto per quanto riguarda il gioco competitivo, e lasciare che il formato Selvaggio sia una sorta di 'free for all' per i giocatori che possiedono una collezione completa o quasi.

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Il convertitore di mazzi da Selvaggio a Standard propone delle scelte alternative quantomeno curiose. Certo, non avevo ancora aperto buste degli Antichi Dei, per cui magari non sapeva bene che scegliere…

Ma occupiamoci invece direttamente di questi Sussurri Degli Dei Antichi. Questo terzo set massiccio è totalmente dedicato alla versione Blizzard dei miti di Cthulhu. Le quattro entità malevole che dominano incontrastate nell'universo di Warcraft compaiono direttamente nel set sotto forma di creature leggendarie, e una di queste, C'Thun, viene donata al giocatore all'ottenimento della prima bustina (tra l'altro ne possiamo ottenere 13 gratis semplicemente collegandoci nella prima settimana e completando due quest, vincendo nove volte nella modalità Standard).

Questa scelta inusuale è giustificata dalla presenza in tutta l'espansione di sedici carte che interagiscono con C'Thun anche quando non è in gioco, rendendolo sempre più forte: in questo modo il 'mazzo C'Thun' è già pronto per essere provato da tutti anche solo dopo aver aperto un numero limitato di bustine. Un'idea simpatica, e non è detto che non risulti un qualche mazzo competitivo.

Oltre agli Dei Antichi, un altro tema proposto da questo nuovo set riguarda la 'corruzione', non intesa come mazzetta allungata sottobanco ma con riferimento alla distorsione di carte già viste nei set precedenti. Per fare qualche esempio, abbiamo la versione cattiva di Nat Pagle, Nat Pescatore Oscuro, che fa pescare l'avversario, il Curabot Corrotto, che guarisce l'avversario (ancora? E basta!), versioni più arrabbiate di Re Mukla e Boccalarga e, curiosamente, un Ragnaros buono, che invece di sferrare martellate incandescenti a ogni turno si prende cura del giocatore e delle sue creature.

Hearthstone si conferma così una sorta di rilettura 'buffa' e assolutamente ipotetica dell'universo di Warcraft. Un altro punto importante riguarda l'efficacia delle carte: certo è difficile da valutare ora, ma ci possiamo provare. Tra le nostre preferite spicca Fandral Elmocervo, che permette di godere di entrambi gli effetti delle carte del druido con 'scegli' (e che potrebbe essere una sorta di risarcimento dopo i nerf selvaggi portati settimana scorsa a questa classe), il Divoratore di Segreti, che potrebbe essere finalmente una bella pezza contro il mazzo dei segreti del paladino, la Sentinella Eterna, che aumenta le opzioni per lo sciamano di sbloccare i cristalli affetti dal sovraccarico e Yogg Saron, la leggendaria del caos totale. Ovviamente, l'Imperatore Vek'Nilash comincerà a spuntare in tutti i mazzi competitivi, almeno all'inizio, vista l'ottima interazione con C'Thun.

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Le carte che assistono C'Thun sono tante e ce le ritroveremo davanti molto spesso…

Ci sono anche carte che promettono scenari originali, come l'Abiura dello stregone, che consente di cambiare classe a metà della partita (solo per i veri coraggiosi), e che combinata con Finley ed Elise potrà dare vita a partite all'insegna dell'RNG più scatenato. Non aspettatevi di vincerle, è ovvio.

La sensazione complessiva è che, dopo la sbornia di power creep delle espansioni precedenti, Blizzard abbia deciso di mettere un freno introducendo un set un po' più controllato ma comunque divertente, unito alla divisione tra Selvaggio e Standard. La prova l'abbiamo nelle carte che vanno idealmente a sostituire gli elementi meno bilanciati e più utilizzati di Naxxramas e Goblin Vs Gnomi, come il Segatronchi Pilotato, il Ragno Infestato, lo Sputafango e l'Uovo di Nerubiano, tutte rimpiazzate da carte simili ma meno efficienti e un po' meno convenienti. È un po' la stessa cosa che è successa a Magic quando è stata introdotta la divisione tra Tipo I e Tipo II molti anni fa: si appiana il livello di efficacia delle carte e tutto sembra diventare un po' più 'grigio', anche se il gioco in definitiva ci guadagna per tutti.

Bisogna dire che a questa espansione non manca certo il carattere. L'idea di costruire così tante interazioni attorno a C'Thun è intelligente e ben realizzata, forse anche troppo: c'è già chi si lamenta dell'eccessiva rapidità con cui C'Thun cresce durante la partita, mettendo di fatto un vero timer a ogni match: quando si arriva a 10 mana, comincia la paranoia. Questo porterà a una nuova ondata di mazzi aggressivi?

Il resto degli Dei Antichi è ancora tutto da verificare (tranne Yogg Saron che è divertente ma inutile) ma tante altre carte stanno già riscuotendo un enorme successo, come le carte alla base del nuovo 'sciamano darwin', che sfruttano la meccanica dell'Evoluzione, o quelle che danno nuova linfa allo Zoolock, come il Rituale Proibito, che appartiene alla nuova categoria delle carte 'più mana spendi, più potente è il risultato'.

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Il nuovo campo di gioco è dominato dai tentacoli e da una strana fanghiglia fuchsia, ma quello che mi premeva mostrarvi è la nuova magia a tema murloc del prete.

In definitiva la terza espansione 'grossa' di Hearthstone dimostra che, nonostante le solite critiche dei soliti lamentosi, Blizzard ha un progetto chiarissimo per il suo gioiello F2P, e soprattutto ha le capacità per realizzarlo. I Sussurri degli Dei Antichi sono un'ottima aggiunta a un gioco già molto valido, con tanti vantaggi per tutti i giocatori, e sono solo un tassello di quest'offensiva primaverile che rivoluziona nel profondo un gioco che comunque ci piace già moltissimo.I neofiti troveranno un nuovo ambiente stimolante in cui poter entrare e i veterani potranno gustarsi la doppia sfida di un formato sempre più intricato e incontrollabile, con anche però la possibilità di rimettersi in gioco sfidandosi ad armi pari con le nuove leve. Ben fatto, davvero.

9 / 10

Hearthstone: I Sussurri degli Antichi Dei - recensione Marco Auletta I tentacoli maligni si allungano sul gioco di carte Blizzard. 2016-04-29T12:00:00+02:00 9 10

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