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Dead Rising 4 - recensione

Buon Natale dal caro, vecchio Frank.

Tutti amano Capcom, ma al tempo stesso tutti la odiano. Poche compagnie sono state capaci di raggiungere le stesse vette di popolarità, ma ancora meno sono riuscite a sprofondare altrettanto in basso. Negli ultimi vent'anni grazie alla "banda di Osaka" abbiamo potuto giocare perle come Onimusha, Okami, Viewtiful Joe, DMC, Killer 7, Monster Hunter, Lost Planet, Dragon's Dogma, una manciata di eccellenti Resident Evil e molti altri titoli degni di nota.

Purtroppo abbiamo anche dovuto subire veri e propri orrori come Devil May Cry 2, Dark Void, il reboot di Bionic Commando, alcune "prime versioni" di Street Fighter tutt'altro che complete e una generosa dose di Bio Hazard che ci saremmo risparmiati volentieri.

Dead Rising apparteneva alla prima categoria. Molti lo hanno adorato, ma le critiche non sono mancate. È stato primo, e finora unico, gioco capace di ricreare in maniera più che convincente le atmosfere degli zombie-movie diretti dal maestro Romero. Chi vi scrive lo ha adorato alla follia nonostante (nel corso di una sessione di gioco particolarmente prolungata) sia stato causa della rottura della sua prima Xbox 360.

Il sequel fallì invece sotto tutti i punti di vista, in primis con l'inspiegabile cambio di protagonista. Le proteste dei fan furono talmente forti che la stessa Capcom fu costretta a realizzare una seconda versione del gioco, sottotitolata "Off The Record", che aveva come protagonista lo stesso Frank West.

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I NeoZombi sono una delle nuove razze di morti viventi che incontrerete a Willamette. Sono molto più veloci e feroci, per certi versi ricordano i Crimson Head del remake di Resident Evil.

Il terzo capitolo uscì in contemporanea con l'Xbox One. Ancora una volta Capcom decise di cambiare protagonista e ancora una volta si beccò una bella dose di fischi. Alcune interessanti novità e il fatto di essere uno dei (pochi) titoli di lancio della console Microsoft permisero comunque al titolo di riscuotere un discreto successo di vendite, ma in pochi allora avrebbero scommesso sull'uscita di un quarto episodio. Invece eccolo qui. A distanza di tre anni dall'avventura di Nick Ramos, il buon Frank West torna assoluto protagonista di quello che già da molti viene considerato il vero sequel del primissimo Dead Rising.

Siamo vicini al Natale e il centro commerciale di Willamette è pronto per la sua seconda inaugurazione. L'epidemia è passata e tutto sembra essere tornato alla normalità. Sembra, perché se siamo qui a parlarne sapete già bene che le cose sono andate male. Dannatamente male. Una seconda epidemia si scatena, più violenta della prima e gli zombi sembrano essere solo la punta di un iceberg che puzza di complotto da un miglio di distanza. Lontani richiami alla serie Resident Evil fanno intuire che dietro a tutto c'è una non ben definita entità senza scrupoli, organizzazioni paramilitari pronte a coprire ogni fuga di notizie e così via.

Sono passati sedici anni da quando il fotoreporter West è riuscito a cavarsela (per un pelo) dal disastro del centro commerciale. Evidentemente però il buon Frank non è adatto alla vita casalinga e cacciarsi nei guai è la sua specialità, ma stavolta le cose si fanno ancora più complicate. Non voglio svelarvi ovviamente nulla, vi basti sapere che Mr. West non sarà solo e che procedendo con la storia non potrete fare a meno di scovare richiami più o meno velati a The Walking Dead, World War Z e tutto ciò che TV e cinema hanno prodotto a tema zombie in questi ultimi dieci anni.

A corredo di una trama da film horror di serie B c'è un mondo brulicante di morti viventi nel quale Frank West e i protagonisti secondari si incrociano cercando di dare una parvenza di senso alla storia. Questo senso in realtà non c'è e anche evitando qualsiasi tipo di spoiler non vi sarà difficile immaginare lo svolgersi degli eventi.

Dieci cose che vogliamo in GTA 6 C'è sempre spazio per migliorare. Dieci cose che vogliamo in GTA 6

Iniziamo con le buone notizie: Dead Rising 4 è un buon gioco, sicuramente superiore ai due precedenti capitoli. Capcom ha preso nota (almeno in parte) delle critiche e ha messo insieme un gioco che propone molti degli elementi di gameplay del capostipite, miscelandoli con alcune delle "feature" introdotte nei sequel.

Abbiamo quindi una location enorme, quasi completamente aperta fin dall'inizio. Il centro commerciale di Willamette è il nucleo centrale dell'avventura e anche il luogo in cui potrete tornare in qualsiasi momento tramite passaggi segreti dislocati in tutte le altre zone della mappa. L'avventura è suddivisa in sei casi, più un breve prologo, composti da una media tra le dieci e le quindici missioni principali.

Portarle a termine tutte ed arrivare al finale non vi porterà via più di quindici ore, ma perché affrettare i tempi quando avete a disposizione così tante cose da fare, vedere e scoprire? Proprio come nel primo Dead Rising, sulla vostra strada troverete alcuni superstiti da salvare, pazzi maniaci da uccidere e una generosa dose di collezionabili da trovare.

Il problema più grande riscontrato nel corso del test riguarda l'eccessiva facilità dell'avventura. Non chiamatelo survival horror perché Dead Rising 4 ha ben poco di horror e forse ancora meno di survival. Tutti gli elementi che avevano reso ostico il primo capitolo sono stati eliminati in favore di uno stile di gioco decisamente più abbordabile. Ogni luogo è disseminato di oggetti da utilizzare, armi e veicoli da guidare e combinare, cibo e bevande da consumare per recuperare energia e via dicendo. Quasi mai ci si trova a corto di qualcosa, anzi l'abbondanza di elementi con cui farcire l'inventario è fin troppo eccessiva.

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L'esoscheletro è una delle novità di questo capitolo. Potrete indossarlo solo occasionalmente e la sua durata è limitata, ma vi conferirà una potenza enorme e l'accesso ad armi esclusive.

Dead Rising 4 non ha più un'anima coraggiosa ma si diverte ancora a prendersi in giro nel ricordo di quello che è stato. Potremmo definirlo un "Dead Rising for Dummies". Non siamo più di fronte al gioco bastardo che usava un solo slot di salvataggio, che ti metteva fretta nel portare a termine una missione o che ti dava un tempo limite per portare in salvo dei sopravvissuti. Stavolta vi basterà ripulire la loro zona dagli zombi per salvarli e ricevere la ricompensa.

Fortunatamente è tornato l'elemento fotografico, una delle caratteristiche più originali della serie. Non lesinate sulla pellicola e datevi da fare per registrare scatti violenti, buffi, suggestivi e completamente folli che sbloccheranno ulteriori bonus esperienza, preziosi per potenziare il buon Frank.

Se nel primo capitolo la morte era una costante, specialmente nelle prime ore, in questa quarta avventura raramente sarete in pericolo di vita, anche a causa di un'Intelligenza Artificiale che definire scarsa è poco. Se per quanto riguarda gli zombie è lecito aspettarsi esseri poco acuti dal punto di vista strategico, altrettanto non si dovrebbe poter dire delle milizie armate che vi troverete a fronteggiare. Le loro tattiche spaziano dal "sto fermo e sparo nell'ultimo punto in cui ti ho visto" al "forse quelli che mi piovono addosso sono moscerini, non proiettili".

Anche i boss non sono un grande ostacolo. Gli "Psycho" del primo capitolo sono stati sostituiti da una serie di "Maniaci" decisamente meno ispirati e tosti da mandare giù. Nel malaugurato caso veniate sopraffatti da uno di loro (o da qualsiasi altro nemico) sappiate che non ricomincerete da capo come in DR1, più semplicemente ripartirete dall'ultimo checkpoint attivato. Per chi come il sottoscritto ha amato alla follia il progetto originale, questi non possono che essere visti come decisi passi indietro, ma probabilmente rappresentano anche il tentativo da parte di Capcom di avvicinare alla serie un pubblico più vasto.

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Sulla mappa sono nascosti alcuni rifugi sicuri che dovrete liberare. Potrete tornarci quando volete per fare scorta di oggetti e potenziarli salvando i sopravvissuti che trovate in zona.

Sono tornate anche le combinazioni di oggetti e veicoli, fortunatamente meno macchinose rispetto al passato. Vi basterà trovare i progetti nascosti e gli elementi che li compongono e non dovrete più entrare in un menù apposito. Una breve pressione di un tasto e l'arma o il veicolo speciale saranno vostri. Divertente la novità delle combo, che a seconda dell'elemento equipaggiato sblocca attacchi speciali in base alla quantità di colpi portati a segno senza sosta. Tali attacchi speciali garantiscono un ulteriore extra di esperienza che può essere utilizzato nella schermata di potenziamento del protagonista.

Questa è suddivisa in quattro sezioni principali: Combattimento, Temperamento, Tiro e Sopravvivenza. Al solito, sarete voi a decidere se avere un Frank maggiormente orientato al combattimento con le armi da fuoco o da distanza ravvicinata, se dotarlo di maggiore energia o di resistenza allo sforzo fisico, se aumentare gli slot per gli oggetti o sfruttare al meglio le risorse trovate.

A prescindere dalle vostre scelte, Dead Rising 4 rimarrà comunque un gioco fortemente votato all'azione. Le fasi stealth volendo esistono, ma risultano un po' fuori luogo e in alcuni casi portano addirittura guai. Per certi versi questo capitolo mi ha ricordato Dead Island, che a sua volta si ispirava chiaramente alla serie Capcom. Si va in giro a caccia di missioni, si uccidono migliaia di zombie, soldati e maniaci per accumulare esperienza, si aumenta di livello e si ripetono gli stessi processi quasi all'infinito con poche varianti alla formula di base.

Avete presente quella sensazione che si prova giocando ad Assassin's Creed, Diablo o Borderlands? Ok, sono giochi molto diversi tra loro ma hanno una cosa in comune: un gameplay ipnotico, che ti spinge ad andare avanti anche solo per ripulire una zona da tutte le missioni e i collezionabili disponibili. Sapete però cosa vi dico? Che nonostante tutto è comunque dannatamente divertente.

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Frank ha una macchina fotografica tutta nuova che può utilizzare due filtri: uno per la visione notturna e un altro con analizzatore di spettro, preziosissimo per scovare indizi nascosti.

Certo, qualche problemino riscontrato durante le sessioni di gioco ce li saremmo volentieri risparmiati. In due occasioni abbiamo dovuto caricare nuovamente l'ultimo salvataggio a causa di alcune missioni "buggate" (oggetti che non appaiono nel posto in cui dovrebbero, NPC non interattivi e via dicendo) e svariate volte ci è capitato di assistere a fenomeni poligonalmente paranormali. Anche le hit-box necessitano di una revisione perché in un paio di occasioni hanno mostrato gravi lacune... un bonsai che funge da scudo impenetrabile può far comodo in una sparatoria, ma è poco credibile. Tutti difettucci non gravissimi, che molto probabilmente verranno corretti con un'apposita patch, ma che per dovere di cronaca dovevamo segnalarvi.

Oltre alla campagna single player, che vi porterà via non poco tempo se siete a caccia di collezionabili e obiettivi da sbloccare, troverete anche una modalità multiplayer. Trattasi di una coop fino a quattro giocatori ambientata in stage casuali nei quali i giocatori devono portare a termine una lista di obiettivi sfidandosi al tempo stesso a colpi di punteggi e combo.

I protagonisti del multiplayer sono alcuni dei sopravvissuti della modalità single player e hanno un proprio set di abilità specifiche che possono essere potenziate nel corso delle sfide. Un'aggiunta simpatica e abbastanza divertente, che ricorda per certi versi quanto visto in Left 4 Dead, ma se ci fosse stata data la possibilità di affrontare il gioco principale in quattro sarebbe stata tutt'altra cosa.

Anche dal punto di vista tecnico Dead Rising 4 alterna luci ed ombre. Il comparto grafico doveva forzatamente offrire un compromesso tra bell'aspetto e fluidità, vista la quantità enorme di zombie che spesso e volentieri viene visualizzata su schermo. Raramente si assiste a qualche significativo rallentamento, ma l'alto dettaglio grafico e la raffinatezza estetica non sono purtroppo merce alla portata di questo gioco. In alcuni casi sembra di essere di fronte ad un titolo appartenente alla prima generazione Xbox One, per non dire Xbox 360.

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In puro stile 'noi giovani degli anni 2010', potrete scattare dei selfie nei momenti più impensabili. Non vi darà grossi vantaggi pratici, ma volete mettere l'invidia degli amici su Facebook?

Discorso diverso invece per il sonoro. La soundtrack che accompagna Frank è un gustoso alternarsi di melodie natalizie, jingle pubblicitari e pezzi classici che sottolineano in maniera più che appropriata l'atmosfera tesa ma al tempo stesso goliardica del titolo. Il doppiaggio in italiano è discreto, anche se alcune voci non sembrano essere state scelte con la dovuta perizia e l'enfasi di certe frasi è fin troppo eccessiva per le situazioni proposte.

In sostanza quindi non siamo di fronte all'ennesimo fallimento della serie. Fatta eccezione per il primo capitolo, questo Dead Rising 4 è sicuramente il miglior episodio della serie. Capcom ha deciso di andare sul sicuro realizzando una sorta di ibrido sequel/reboot che segue sentieri già battuti senza rischiare troppo. Il risultato è un gioco accessibile e divertente che piacerà ai più, ma che avendo perso la sua anima survival farà storcere il naso di chi ha ancora nel cuore la sua prima gita al Willamette Parkview Mall.

7 / 10

Dead Rising 4 - recensione Daniele Cucchiarelli Buon Natale dal caro, vecchio Frank. 2016-12-05T12:01:00+01:00 7 10

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