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For Honor - recensione

Affilate le lame, è tempo di mietere anime!

Prima di cominciare ci preme chiarire una cosa: For Honor è un gioco che esula dai normali canoni e va capito. Per questo abbiamo speso numerose ore con le varie beta, e per questo ci siamo presi ancora del tempo dopo il lancio ufficiale prima di vergare queste righe. E la nostra idea è cambiata parecchio.

For Honor è un titolo con una fortissima componente multiplayer online, tanto che in origine la campagna single player non era nemmeno stata presa in considerazione. Solo in un secondo momento, a fronte delle numerose richieste da parte di critica e giocatori, si è provveduto a svilupparla.

Essa si snoda attraverso tre racconti che ci porteranno a visitare le terre natie delle fazioni coinvolte nel conflitto, dandoci modo di conoscere molto del loro passato e apprendere la reale motivazione che le spingono a combattersi. In un primo momento la sensazione era di esserci imbarcati alla volta di un lungo tutorial, salvo poi ricrederci dopo poche missioni.

La trama ha infatti saputo a suo modo rendersi interessante e gradevole, anche se con qualche calo di mordente nei momenti dove invece ci si aspettava il colpo di scena. Se giocata ad un difficoltà normale non impegna molto e porta via non più di un pomeriggio, lasciandoci poi liberi di andare a combattere online. In modalità realistica, invece, richiederà molto più tempo: ad aiutarci non avremo né checkpoint né interfaccia grafica, e inoltre morire equivarrà a ripetere la missione da capo.

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Intuire la direzione dell'attacco nemico ci darà la possibilità di bloccare il colpo o di contrattaccare.

La campagna in giocatore singolo però non è solo questo ma anche esplorazione e storia delle fazioni. Ogni aree delle missioni comprende parecchie nozioni sul mondo di For Honor e solo frugando in ogni angolo riusciremo a scoprire tutti i segreti nascosti e ottenere l'accesso ai materiali per potenziare l'equipaggiamento e nuovi emblemi da sfoggiare nel multiplayer.

La campagna in singolo vede trova la sua utilità anche come addestramento: durante le varie missioni avremo accesso ad ognuna delle classi presenti in gioco, il che ci permetterà di prendere confidenza col gioco senza la pressione di uno scontro online. Tornando quindi al discorso di qualche riga più su, tutto questo porta la campagna ad avvicinarsi molto a un tutorial, sebbene in effetti non entri più di tanto nel merito, lasciando a noi il compito di approfondire la mosse a disposizione tramite l'omonimo menu.

Per ognuna delle tre fazioni disponibili, ossia Cavalieri, Vichinghi e Samurai, sono disponibili quattro classi: Avanguardia, Pesante, Assassino e Ibrido. L'Avanguardia, costituita da Guardiani, Razziatori e Kensei, è sostanzialmente la classe più semplice da usare. Abbastanza versatile nel combattimento e con una buona capacità di danno, può facilmente spezzare la guardia del nemico scaraventandolo a terra o penetrare la difesa con attacchi non bloccabili.

Nella classe Pesante troviamo invece Conquistatori, Condottieri e Shugoki. Classificati con una media difficoltà di utilizzo, possiedono pesanti armature che li rendono più resistenti ai colpi, più lenti e con un'ottima capacità di blocco e di contrattacco.

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Negli scontri online si potranno rianimare gli eroi caduti, per questo è bene effettuare le esecuzioni sugli avversari.

Pacificatori, Berserker e Orochi appartengono alla categoria Assassino: rapidissimi nei movimenti ma difficili da padroneggiare, sono letali nel combattimento ravvicinato ma indossano armature leggere, mentre la portata ridotta li rende facili prede degli avversari.

Infine troviamo la classe Ibrido, che compre Giustizieri, Valchirie e Nobushi. Anche per loro la difficoltà di utilizzo è abbastanza elevata, però rispetto agli Assassini hanno il vantaggio di una portata maggiore di attacco, e armature più resistenti capaci di sopportare qualche colpo in più.

Nonostante le classi siano suddivise in quattro categorie, ci sentiamo di affermare i combattenti appartenenti alla stessa categoria non sono per nulla simili. Ogni eroe ha uno stile personalizzato di combattimento con movimenti, prese e capacità di contrattacco differenti. Ad esempio, per quanto riguarda le Avanguardie, i Guardiani hanno un attacco diretto e possono interrompere le azioni avversarie ma non bloccarle temporaneamente come invece fanno i Razziatori, mentre tutti gli attacchi pesanti dei Kensei sono sostanzialmente inarrestabili, il che li rende davvero pericolosi. Grazie a queste differenze tra le classi delle varie fazioni e ai diversi stili di combattimento, in pratica abbiamo dodici classi diverse con cui gettarci nella mischia.

Ed è proprio nel sistema di combattimento che For Honor esprime il suo potenziale e la sua particolarità, con un mix che unisce diverse tipologie di videogiochi nel tentativo di creare qualcosa di unico. Evidenti sono i richiami a Chivalry: Medieval Warfare, ma il gioco introduce però anche meccaniche da picchiaduro, riuscendo a rendere appaganti gli scontri corpo a corpo e strizzando anche l'occhiolino agli hack&slash mentre si falciano le orde di soldati gestiti dall'intelligenza artificiale.

Nei combattimenti è possibile menare fendenti dai lati e dall'alto, prestando sempre attenzione ai movimenti dell'avversario intento a parare il colpo in arrivo. Spostando la nostra arma nella stessa direzione dell'attacco è difatti possibile bloccare un colpo oppure effettuare un contrattacco, interrompendo l'azione avversaria. Parare però non è sempre la soluzione migliore: il nemico potrebbe decidere di usare uno spezzaguardia o una presa per spingerci e farci perdere l'equilibrio, lasciandoci temporaneamente indifesi. Perciò è bene imparare anche a schivare e, al momento giusto, a contrattaccare.

Ad aiutarci negli scontri avremo un buon numero di Abilità Attive e Passive, che sbloccheremo con l'avanzamento del livello del personaggio e grazie alle quali potremo talvolta cambiare le sorti dello scontro. Una speciale modalità, chiamata Vendetta, ci garantirà ad esempio resistenza infinita e l'immunità temporanea ai danni. Si attiverà una volta incassato, parato o schivato un buon numero di colpi, riempendosi più velocemente nel caso che gli avversari decidano di sfidarci forti della superiorità numerica, e garantendoci per lo meno la possibilità di giocarcela al meglio delle possibilità a seconda della classe scelta.

Un'altra cosa cui prestare attenzione è l'area di gioco e i suoi pericoli. È difatti possibile sfruttare alcuni fattori ambientali come i geyser o le pozze di lava per ferire i nemici. È inoltre molto facile sbilanciare un nemico e gettarlo da un ponte o infilzarlo sugli spuntoni che fuoriescono dalle pareti per rovesciare totalmente il risultato di un duello. Perciò non solo è bene prestare attenzione a dove si mettono i piedi, ma conoscere le mappe per sfruttarle a nostro vantaggio. La verticalità delle locazioni comporta anch'essa un pericolo: camminare troppo vicino alle mura potrebbe ad esempio invogliare un avversario di aggredirci dall'alto e, qualora l'attacco andasse a segno, la morte per noi sarebbe immediata.

For Honor però non si limiti a semplici scaramucce tra combattenti. Con la Guerra delle Fazioni potremo lottare e accumulare punti per la fazione scelta all'inizio del gioco, il che comunque non c'impedirà di utilizzare le restanti due e aiutare comunque i nostri alleati. La Guerra di Fazioni include tutte le modalità multigiocatore (anche quelle contro i bot), e ogni nostro risultato sarà registrato e conterà nei progressi della fazione.

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Dalla mappe multigiocatore potremo scegliere anche come spendere le risorse di guerra per aiutare la nostra fazione a prevalere.

Riceveremo un aggiornamento sulle conquiste dei territori ogni 6 ore, mentre un Turno durerà due settimane e le varie Stagioni dieci settimane. Al loro termine ogni giocatore riceverà delle ricompense a seconda del grado raggiunto dalla propria fazione: l'aggiornamento dei territori sarà la risultante anche della scelta dei luoghi degli scontri, e ogni progresso avrà ripercussioni permanente nel mondo di For Honor.

Per prendere parte a questo evento potremo scegliere tra più modalità di gioco. In Dominio dovremo lottare per conquistare il campo di battaglia come nel più classico dei "Cattura la Bandiera", e accumulare un totale di 1000 punti così da mandare in rotta la squadra avversaria e precluderle la possibilità di rientrare in gioco (dopodiché potremo eliminare i restanti eroi nemici per giungere alla vittoria).

La modalità Deathmatch si divide in Schermaglia ed Eliminazione. Nella prima dovremo falciare più nemici possibile per accumulare punti e mandare in rotta gli avversari mentre nella seconda sarà sufficiente eliminare gli eroi avversari per vincere lo scontro. Se invece si preferisce la tecnica al becero massacro incondizionato, Duello e Mischia fanno al caso nostro: in entrambe dovremo vincere un totale di tre round su un massimo di cinque per portare a casa la vittoria, l'unica differenza è il numero di giocatori coinvolti.

La nostra scelta è ricaduta spesso sui Duelli, dei rapidi scontri 1vs1 dove l'abilità il più delle volte la fa da padrona: basta solo prestare attenzione a non stare troppo vicino a un burrone o l'avversario potrebbe approfittarne senza tanti complimenti. Ad ogni modo ognuna delle modalità elencate ci garantirà al termine dello scontro un buon numero di punti esperienza e di pezzi d'Acciaio, la valuta del gioco. Se saremo fortunati, vinceremo anche parti di equipaggiamento per potenziare e personalizzare i nostri eroi.

Passando a parlare della grafica, la qualità delle ambientazioni è pregevole e con un livello di dettaglio, su PlayStation 4, di tutto rispetto. Il frame rate inoltre si mantiene stabile a 30fps anche durante le fasi più concitate e negli scontri con un'alta densità di partecipanti. Anche i dettagli degli eroi sono ottimi: le armature sono ben rifinite e particolareggiate, e il sangue a fiotti non mancherà mai. Curato anche il comparto audio, con una colonna sonora di qualità ed effetti sonori verosimili: ben presto non potremo più fare a meno del clangore dell'acciaio!

Tirando le somme ci sentiamo dunque di promuovere For Honor col voto che vedete qui sotto, che avrebbe potuto essere più alto se solo si fosse fatto un po' di meglio nella modalità single player, dove la storia oltre ad essere breve non riesce a spiccare il volo. Dall'altro lato il multiplayer è fatto bene e le varie modalità sanno regalare grandi soddisfazioni in PvP.

For Honor è uno di quei titoli che o vi piacerà da subito o col quale difficilmente riuscirete a fare amicizia. Lo stile di combattimento rientra nella categoria "facile da imparare, difficile da padroneggiare", e richiede davvero molte ore per comprenderne tutte le sfaccettature. Gli indecisi, i dubbiosi e coloro lasciati freddi dalla beta sono avvisati: gli altri invece, che corrano al più presto sul campo di battaglia a combattere per l'onore!

8 / 10

For Honor - recensione Thomas Guidetti Affilate le lame, è tempo di mietere anime! 2017-02-17T10:30:00+01:00 8 10

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